• 28 Gennaio 2022 22:59

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Si va a vaccinare con un braccio di gomma. Finisce male

Dic 3, 2021

Pensava di fare il furbo e di potere ingannare gli operatori sanitari. Si è presentato all’hub vaccinale con un braccio in silicone: voleva farsi fare la puntura sull’arto finto e ottenere così il green pass senza iniettarsi davvero il vaccino. Il 50enne No vax è stato invece denunciato ai carabinieri e l’Asl segnalerà il caso alla procura. È accaduto ieri sera a Biella, Nel centro vaccinale di Biver Banca ad accesso diretto per le prime dosi. “Il caso rasenta il ridicolo, se non fosse che parliamo di un gesto di una gravità enorme, inaccettabile di fronte al sacrificio che la pandemia sta facendo pagare a tutta la comunità”, sottolineano il governatore Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità, Luigi Icardi.
   

Nonostante l’applicazione in silicone fosse molto simile alla vera pelle, il colore e la percezione al tatto hanno insospettito l’operatrice sanitaria impegnata nella vaccinazione, che ha chiesto quindi alla persona di mostrare per intero il proprio braccio. Una volta scoperto, il soggetto ha cercato di convincere l’operatrice a “chiudere un occhio”. Gli infermieri invece hanno informato le autorità. 

     

   

Come segnala Repubblica, il 24 novembre è apparso su Twitter un singolare messaggio, a nome “Giuseppe Maria Natale” (scritto in cirillico) in cui compare, in vendita su Amazon a ben 488 euro e 75 centesimi, una tuta-busto di silicone, con tanto di braccia, collo e muscoli finti, con la scritta, in italiano, “Se vado con questo se ne accorgono? Magari sotto sto busto in silicone mi metto pure qualche altro indumento per evitare di far arrivare l’ago al mio braccio vero”. A scriverlo è stato il cinquantenne pizzicato in flagrante a Biella? O qualcun altro che meditava la stessa impresa sfruttando quello che, sempre su Amazon, viene descritto come un astuto camuffamento per “diventare un ragazzo muscoloso e robusto con braccia grosse”?

   

Dall’azienda sanitaria locale spiegano che “fatti simili avvengono soprattutto adesso perché quanti si presentano ora per sottoporsi alle prime dosi appartengono essenzialmente a tre categorie: chi ha ritardato la dose per motivi sanitari e ha un certificato medico, i dubbiosi che si sono convinti,  e chi resta contrario ma ha bisogno del green pass e si inventa queste cose”. “Fa rabbia – aggiunge Luca Sala, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl Biella – perché noi abbiamo 60 persone tra infermieri, medici e personale amministravo impiegato quotidianamente nella campagna vaccinale: episodi come questo tipo sviliscono l’impegno quotidiano, del sabato e della domenica, e anche il fuori orario che facciamo tutti per rispondere alle richieste”.

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