• 29 Aprile 2026 12:39

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Nuova BYD Atto 3, ricarica flash in 9 minuti e 630 km di autonomia

Apr 29, 2026

Non lasciatevi ingannare dal nome. Se la Yuan Plus presentata al Salone di Pechino 2026 ha un’aria vagamente familiare, c’è un ottimo motivo: in Europa la conosciamo come BYD Atto 3. Per il modello cinese è giunto, però, il momento di voltare pagina, in una metamorfosi che parte dalle fondamenta, in vista di uno scontro ad armi pari contro i giganti del mercato. Sul versante tecnico, sembra in grado di eliminare ogni ansia di autonomia mettendo a frutto la tecnologia Flash Charging, che permette di passare dal 10% al 97% di energia in appena nove minuti, e dal 10% al 70% in soli cinque minuti. In ogni condizioni meteorologica il rendimento rimane stabile, persino a -30°C, quando la ricarica subisce un rallentamento di tre minuti.

La coppia di versioni al lancio

Oltre alla velocità di ricarica, la nuova Atto 3 segna un punto di rottura netto rispetto al passato abbandonando la trazione anteriore a favore di quella posteriore, per una distribuzione dei pesi impeccabile e una dinamica di guida molto più coinvolgente, dalla precisione estrema tra le curve. La scelta delle batterie ricade nuovamente sui moduli litio-ferro-fosfato (LFP), utile a sostenere i due diversi step di potenza e i relativi traguardi di percorrenza previsti in occasione del lancio. La versione d’attacco dispone di 57,5 kWh con un motore da 268 CV capace di coprire 540 km, mentre la variante superiore sale a 68,5 kWh con una potenza di 322 CV e un raggio d’azione di ben 630 km secondo il ciclo CLTC.

Numeri alla mano, il confronto con la versione precedente non regge. La nuova Atto 3 tocca i 4.665 mm di lunghezza, crescendo così tanto da abbandonare il segmento C per entrare in quello superiore. Basata su un interasse da 2.770 mm, la nuova stazza cambia in modo radicale la vita a bordo, soprattutto per le gambe dei passeggeri posteriori e anche la gestione dei carichi segue una logica diversa. Dietro lo spazio abbonda, con 750 litri fruibili (al tetto), ma la differenza la fa soprattutto il vano ricavato sotto il cofano anteriore da 101 litri, in cui collocare i cavi di ricarica, lontani dal resto dei bagagli.

Il design ricorda la testa di un drago

Il design, figlio del nuovo corso Loong Face, punta su linee ispirate alla testa di un drago, con fari molto sottili e fianchi puliti grazie alle maniglie a scomparsa. Una volta dentro, l’attenzione finisce subito sulla plancia digitale: il grande schermo centrale lavora insieme al quadro strumenti e all’head-up display nella proiezione delle info utili nel campo visivo del conducente.

La lista degli accessori indirizzata al mercato asiatico è ricca e prevede un impianto audio con sedici diffusori, oltre a un vano climatizzato dove tenere al fresco o al caldo le bevande. Sul fronte sicurezza, il sistema DiPilot 300, al debutto, sfrutta i sensori LiDAR per mappare la strada con estrema precisione e garantisce un’assistenza al volante molto più affidabile dei sistemi tradizionali. Sbilanciarsi sui prezzi è prematuro, ma con ogni probabilità BYD proverà a offrire il miglior rapporto qualità-prezzo possibile: le elettriche leader nelle classifiche di vendita farebbero bene a temerla.

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