• 29 Aprile 2026 12:39

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Truffa dell’auto senza benzina, come difendersi

Apr 29, 2026

In tutta Italia, è ormai noto, negli anni si sono diffuse parecchie truffe a carico degli automobilisti, che purtroppo hanno svuotato auto o portafogli ai più generosi, sensibili o ingenui, ma anche ai soggetti più deboli o fragili, come gli anziani.

Quella di cui vi stiamo per parlare è la cosiddetta “truffa dell’auto senza benzina”, parecchio famosa nel nostro Paese, se ne sente parlare ormai da anni, ma facendo attenzione si può evitare di cadere nel tranello dei malviventi, che non aspettano altro che ingannare poveri malcapitati.

Ormai non passa giorno senza che venga riportata una truffa a danno di persone innocenti. In questi episodi di raggiro, gli impostori approfittano delle persone di buon animo, fingendo di essere in difficoltà e chiedendo aiuto. Purtroppo questa “bontà d’animo” viene sfruttata dai farabutti proprio per mettere in atto truffe meschine, che hanno avuto e continuano ad avere come unico fine quello di sottrarre del denaro a degli ignari soggetti diventati – senza volerlo e senza nemmeno rendersene conto – delle vittime innocenti.

Come funziona la truffa

La chiamano la truffa dell’auto senza benzina e ormai purtroppo la conosciamo tutti molto bene. Eppure i malviventi continuano ad agire indisturbati, riuscendo a “fregare” tanti automobilisti. A ognuno di noi sarà capitato almeno una volta di pensare “ma figurati se succede proprio a me”, ebbene…

Si tratta comunque di uno stratagemma misero, che fa davvero perdere la testa, perché fa leva proprio sul senso di solidarietà delle persone, che cercano di aiutare soggetti che si mostrano in difficoltà.

Come funziona quindi la truffa dell’auto senza benzina? In genere un uomo o una donna, con fare disperato, fermano gli automobilisti che passano o si fermano alla stazione di servizio e chiedono loro solitamente 5 o 10 euro per poter fare benzina, dichiarando di essere rimasti improvvisamente a secco e di non avere denaro con sé.

E voi direte: ma nessuno ha mai risposto dicendo che è possibile pagare con carta o di cercare uno sportello per prelevare nelle vicinanze? Certo che sì, ma in questi casi la scusa è pronta: il truffatore dichiara di aver già provato entrambe le strade senza successo (si inventa che il bancomat non funziona) o di non avere con sé carte o altro.

Spesso la sceneggiata è ancora più credibile, perché il farabutto chiede addirittura il numero di telefono all’automobilista, promettendo di richiamarlo per restituirgli il denaro appena arrivato a casa. Ovviamente è tutta una finzione.

Ormai ogni giorno ci arrivano notizie di nuove truffe, la speranza è vana: il numero dei truffatori pronti ad aguzzare l’ingegno pur di fregare il prossimo è sempre più elevato. Com’è possibile tutelarsi dalla truffa dell’auto senza benzina? Insomma, non è facile, ne siamo consapevoli. Purtroppo, come si dice, “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”, e visto l’andazzo, meglio piuttosto fingere di non avere altro denaro con sé se si ha anche il minimo dubbio o sospetto.

Ma un trucchetto per capire subito se l’automobilista fermo in strada che chiede soldi per fare benzina è un truffatore o meno è contattare immediatamente le Forze dell’ordine. Provate a chiamare il 112 per far intervenire una pattuglia, solo se avete modo di pensare che si tratti di ladri e malviventi: se il soggetto comprende e scappa o inizia a comportarsi in modo strano e schivo, allora potrete essere certi – o quasi – che siete riusciti a sventare una potenziale truffa.

Un altro consiglio che ci sentiamo di dare a prescindere dalla truffa dell’auto senza benzina: attenzione a non lasciare mai l’auto incustodita nemmeno per pochi secondi, magari proprio per rispondere alla richiesta di denaro o altre domande inutili di alcuni soggetti presenti: potrebbero essere solo delle scuse per distrarvi, mentre un altro furfante vi svuota l’auto di soldi e oggetti di valore, come il telefono.

Vediamo infatti altri casi analoghi e molto spiacevoli.

I soggetti maggiormente coinvolti e altre truffe note

Al primo posto ci sono sicuramente gli anziani, i soggetti maggiormente presi di mira da questi malviventi senza scrupolo, ma gli automobilisti sembrano comunque essere sul podio delle categorie bersagliate dai truffatori.

Di quante truffe a carico di automobilisti abbiamo parlato in questi anni? Innumerevoli, davvero. Guidatori ingenui o anche solamente distratti in quell’attimo cadono vittime dei malviventi. Basti pensare, ad esempio, alla truffa dello specchietto con la quale il truffatore pretende il risarcimento di un danno mai provocato (allo specchietto, appunto) dalla vittima del raggiro.

Un’altra truffa che negli ultimi anni è diventata ormai di gran moda è quella dell’uovo sul parabrezza. In questo caso, come agiscono i furfanti? Lanciano un uovo sul vetro davanti della macchina che sta transitando, chiaramente il conducente – che non riesce più a guidare in sicurezza per mancanza di visibilità – è costretto ad accostare e a scendere dall’auto per capire cosa sia successo e almeno pulire il vetro.

È proprio in quel frangente che entrano in azione i ladruncoli ben addestrati, rubando borse, smartphone e qualsiasi oggetto di prestigio che trovano all’interno dell’abitacolo, occhiali da sole, giacche e altro ancora.

Sono infinite le segnalazioni relative a questo tipo di truffe e le testimonianze di persone vittime di questi raggiri sono davvero parecchie.

Altre truffe più recenti

Nelle ultime settimane siamo venuti a conoscenza di altre nuove truffe architettate dai malviventi, la prima è la truffa delle monetine. Una donna – dopo aver fatto la spesa – stava per risalire in auto, quando è stata avvicinata da due sconosciuti che con la banale scusa: “Guardi che le sono cadute delle monete a terra”, le hanno aperto la portiera e sottratto la borsa dall’abitacolo.

Per la donna è finita ancor peggio di un furto: essendosi accorta subito del raggiro, ha provato a fermare i ladri in fuga su un’altra auto, ma ha perso l’equilibrio ed è caduta a terra, con evidenti traumi, anche se non gravi.

Un’altra truffa, che fortunatamente si è conclusa con nulla di fatto – ma che poteva anche scatenare un disastroso incidente – è quella messa a punto da un incosciente in autostrada. Cos’ha combinato? Come hanno mostrato le telecamere installate su quel tratto di strada, ha rallentato bruscamente la sua auto senza alcuna ragione apparente davanti a un camion in avvicinamento.

L’intento era riuscire a provocare un tamponamento volontario per poi ottenere un ricco risarcimento da parte dell’assicurazione. A dir poco pericoloso, ma purtroppo diffuso anche in altre parti del mondo. Fortunatamente il camionista è riuscito a evitare, con un’azione prontissima, il colpo contro l’auto davanti a lui.

Un altro e ultimo esempio di truffa segue lo stesso subdolo schema di quelle descritte in precedenza: il truffatore, generalmente in parcheggi molto frequentati, decide la sua vittima e gli buca una gomma senza destare sospetti tra la folla. Anche in questo caso, quando l’automobilista torna alla sua macchina e si accorge del problema, mentre cerca di gestire l’emergenza, il furfante approfitta della distrazione per rubare quello che di valore c’è in auto.

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