image002

La mosca olearia torna a fare danni in Italia e taglia la produzione di circa il 30% in Toscana con ripercussioni anche sulla produzione di Toscano Igp che ha subito un decremento meno significativo.

Saranno 3 milioni le bottiglie prodotte corrispondenti ad un valore al consumo di circa 50 milioni di euro, su un dato di produzione regionale di 130 milioni. La Toscana, con i suoi 5.300 olivicoltori e 400 frantoi, produrrà fra i 120 e i 130mila quintali di olio, che rappresentano fra il 3 e il 5% del totale italiano. In particolare, l’olio Toscano Igp rappresenta abitualmente fra il 18 e il 20% dell’olio prodotto in Toscana, ma quest’anno, nonostante le quantità siano inferiori in assoluto, rispetto alle raccolte passate, “c’è un piccolo incremento nella percentuale di produzione rispetto al dato regionale, grazie al lavoro di sensibilizzazione sugli agricoltori associati, e un olio dalle qualità organolettiche straordinarie” sostiene il Consorzio per la tutela dell’olio Toscano Igp.

Olio certificato

“È stata un’annata particolare – sottolinea Fabrizio Filippi, presidente del Consorzio – in cui abbiamo assistito a un calo della quantità della produzione, ma, in compenso, abbiamo ottenuto una qualità dell’olio certificato veramente molto alta, grazie a caratteristiche organolettiche di rilievo rispetto alle produzioni passate. Parte di questo risultato è anche merito del lavoro del Consorzio che garantisce la totale sicurezza con controlli botanici costanti e specifici già sulla pianta, fino ad arrivare al prodotto. Siamo orgogliosi dell’attenzione, sempre più consapevole, e dell’atteggiamento proattivo dei produttori che, dopo il 2014 – annus horribilis per l’olio italiano – hanno iniziato a condurre un’olivicoltura ancora più specializzata e professionale, in cui la certificazione Toscano Igp assume, ogni giorno di più, il ruolo di garante del controllo totale della filiera, per la sicurezza dei produttori e dei consumatori finali”.

Fare-sistema

Poi Filippi si sofferma sulla volontà di fare sistema dei soci: “All’interno del Consorzio viviamo un fenomeno straordinario: i nostri 11mila associati sono spesso molto piccoli e, da soli, conterebbero pochissimo in termini di produzione. Si sono costituiti autonomamente in gruppi per massimizzare i risultati. Posso dunque dire con grande orgoglio che il Consorzio del Toscano Igp è, a tutti gli effetti, in mano alla produzione. Questo ci permette di crescere ogni anno, a tutti i livelli, per garantire una qualità maggiore e tracciabile”.

Sui prezzi, Filippi sottolinea che quelli generali sono in crescita a causa della carenza di prodotto. Mentre “quelli del Toscano Igp rimangono stabili ma ci aspettiamo che crescano”. La carenza di prodotto sarà colmata dall’olio spagnolo? “Ok – risponde Filippi – purchè sia tracciato quello commercializzato in Italia”. Cosa che non succederà considerato che l’etichetta sulle bottiglie riporta “miscele di oli comunitari”. “In Francia – conclude Filippi – l’etichetta riporta “origine di olive spagnole”: più chiaro dell’Italia”.