• 4 Agosto 2026 11:01

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Luca Cordero di Montezemolo, la sua nuova auto non è una Ferrari

Ago 4, 2026

Altro che colpo di testa. Luca Cordero di Montezemolo una Porsche 911 la desiderava fin da ragazzo, ma prima di comprarsela ha aspettato fino a oggi. Il ventennio in Ferrari non gli ha impedito di riconoscere tutto il valore della sportiva tedesca e non era questione di “se” ma di “quando” se la sarebbe comprata. Il Porsche Experience Center Franciacorta di Castrezzato gli ha consegnato una Carrera S, con un boxer biturbo di tre litri da 480 CV e 530 Nm, abbinato al cambio PDK a otto rapporti e alla trazione posteriore. È quanto rivelato da Michael Leiters in un’intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung. Lui che ben conosce l’ex presidente del Cavallino: prima di diventare il numero uno di Porsche aveva diretto l’area tecnica della Ferrari.

Quanto costa la Porsche 911 Carrera S

Optional esclusi, il prezzo in Italia parte da 161.960 euro. La dotazione comprende già i cerchi da 20 pollici davanti e 21 dietro, lo scarico sportivo, il Porsche Torque Vectoring Plus e freni ripresi dalla precedente 911 GTS. Con il pacchetto Sport Chrono passa da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi, mentre la velocità massima raggiunge i 308 km/h. Numeri meno estremi di una GT3, ma comunque capaci di dispensare tanto divertimento alla guida. Vedere Montezemolo su una Porsche farà storcere il naso a più di un ferrarista. Per una vita ha parlato, lavorato e perfino litigato in nome della Rossa.

La difendeva a spada tratta in ogni intervista come se fosse una faccenda personale, dopotutto il rapporto era iniziato molto prima del ventennio alla presidenza. Negli anni Settanta lavorò accanto al Drake, che lo mandò a dirigere la Scuderia, raccogliendo con Niki Lauda i titoli mondiali del 1975 e del 1977. Gianni Agnelli lo richiamò a Maranello nel 1991, quando l’azienda attraversava un periodo tutt’altro che semplice. Montezemolo sarebbe rimasto alla guida fino al 2014.

I successi dell’era Schumacher

Il periodo al quale il nome di Montezemolo rimarrà legato in eterno coincide però con l’era di Michael Schumacher. Sotto le direttive di Jean Todt e Ross Brawn, la Ferrari vinse sei Mondiali Costruttori consecutivi tra il 1999 e il 2004, a cui il pilota tedesco ne aggiunse cinque di fila dal 2000. Nello stesso periodo la Casa recuperò prestigio anche sulle strade, con modelli che oggi appartengono alla sua storia recente come la Ferrari 360 Barchetta, esemplare unico commissionato da Agnelli a Pininfarina e regalato al manager nel 2000 in occasione delle nozze con Ludovica Andreoni. Verniciata in Grigio Alloy, priva di capote e accompagnata da una dedica dell’Avvocato, non rischia certo di essere oscurata dalla nuova arrivata.

La Carrera S non cancella quindi nulla, semmai testimonia una passione per le automobili più larga dei recinti imposti dal lavoro. La 911 è rimasta fedele per oltre sessant’anni alla stessa architettura e a una linea immediatamente riconoscibile: comprensibile che abbia incuriosito anche chi ha trascorso la carriera dall’altra parte delle Alpi. A Stoccarda possono festeggiare un cliente dal peso simbolico enorme, Montezemolo, invece, si è semplicemente tolto uno sfizio rimandato per decenni. Il cuore rimane rosso, ma nel garage ha trovato spazio anche lo stemma di Zuffenhausen.

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