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Salviamo lo sport a Roma: gli impianti da recuperare

Set 17, 2016

di Ettore Intorcia

sabato 17 settembre 2016 09:39

ROMA – Lo sport per tutti è un diritto, Roma 2024 è la grande occasione per garantirlo mettendo mano a quel patrimonio di impianti sportivi pubblici che appartengono a tutti i romani. Un patrimonio che deve essere recuperato, riqualificato, reso accessibile, anche ampliato. Una delle prime eredità della candidatura ad ospitare le Olimpiadi del 2024 è il grande censimento degli impianti sportivi romani voluto dal Coni e dal Comitato promotore Roma 2024. Una fotografia dettagliata sul numero delle strutture destinate ad attività sportiva, sullo stato degli impianti presenti in ogni municipio. E i primi dati sono significativi: 2.221 le strutture censite, per un totale di 6.336 spazi di attività, tenendo conto che molti complessi sono in realtà polifunzionali, cioè permettono di ospitare più discipline sportive. Il 50,3% degli impianti è in mano ai privati, un dato in controtendenza rispetto ad altre regioni italiane e che può essere bilanciato anche attraverso la realizzazione di quelle nuove strutture che resterebbero come lascito alla città.

LE CONDIZIONI – Gli impianti sportivi di Roma sono stati mappati scattando oltre novemila foto per testimoniare le condizioni in cui versano, spesso ai limiti della praticabilità quando non in vero e proprio totale abbandono. Gli esperti coinvolti dal Coni e dal Comitato promotore Roma 2024 hanno preso atto di quello che i cittadini romani sperimentano già quotidianamente nei proprio quartieri: molti di quegli impianti abbandonati sono quelli sui quali affacciano balconi e finestre di casa; molte di quelle palestre sono ridotte male come quelle delle scuole dei propri figli, dove magari si torna al pomeriggio per fare sport con una delle tante società di base sparse sul territorio.

IL TOUR – In queste pagine abbiamo raccolto alcuni scatti di impianti sportivi simbolo del degrado e dell’abbandono: piste d’atletica con buche pericolose, palestre fatiscenti in cui mancano magari una rete da volley o un canestro ma non le crepe e le macchie du muffa sulle pareti, improbabili campi da calcetto col fondo sintetico volato via e senza nemmeno le porte. Per allenarsi in queste condizioni ci vuole anche la fantasia di disegnare un incrocio dei pali che non esiste… Peggio di così c’è solo una scuola senza la palestra.

E’ in queste condizioni che fanno sport centinaia di migliaia di giovani romani. E’ in queste condizioni che sta cercando di emergere faticosamente il talento dei campioni del domani. Meritano tutti molto di più.

L’INIZIATIVA

Cosa accade nel vostro quartiere? Inviateci le vostre foto e raccontateci la vostra esperienza scriveno una mail alla nostra redazione asalviamolosport@corsport.it

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