Nel 2026 esistono SUV che si comprano con meno di 16.000 euro. L’avanzata cinese ha portato in Italia auto non perfette, ma che hanno spiazzato il mercato dopo anni di continui aumenti di listini e appiattimento della concorrenza. Così, per moltissimi italiani che cercano un mezzo comodo, moderno e con una posizione di guida rialzata senza indebitarsi per anni, ora nello stivale si possono trovare SUV economici e questa classifica parla esattamente di questo. Abbiamo selezionato i dieci SUV d’ingresso disponibili in Italia nel 2026, e qualche sorpresa c’è.
EVO 3
Il nome EVO non è famoso quanto quelli che si trovano nelle concessionarie dei grandi marchi, ma il prezzo di 15.900 euro parla da solo. Prodotta nello stabilimento molisano del Gruppo DR su base cinese JAC Refine S2, la EVO 3 è classificata ufficialmente come il SUV più economico disponibile in Italia nel 2026. Quattro metri e quattordici centimetri di lunghezza, un 1.5 benzina da 113 CV sotto il cofano e, già nella versione base, una dotazione che lascia sorpresi: fari LED, cerchi in lega, retrocamera, infotainment da 9 pollici, sedili riscaldabili. Cose che fino a qualche anno fa non si vedevano nemmeno su auto da 25.000 euro.
DFSK Glory 500
Il marchio DFSK è presente in Italia da alcuni anni attraverso l’importatore ufficiale e punta su una proposta semplice: tanto spazio, tecnologia moderna, prezzi competitivi. Il Glory 500 è un SUV da quasi 4,5 metri che a 16.500 euro offre un abitacolo più generoso della media, con cinque posti comodi e un bagagliaio utilizzabile nella vita reale. Il motore è un 1.5 turbo benzina abbinato a cambio manuale nella versione d’accesso. Per le famiglie che cercano un SUV funzionale senza ambizioni sportive e con un budget contenuto, è un nome da tenere in considerazione.
MC 4
MC è uno dei brand dell’universo DR, e come i modelli della casa madre porta in dote una base meccanica di origine cinese reinterpretata per il mercato europeo. L’MC 4 si colloca nella fascia delle compatte con un design più curato rispetto ad altre proposte dello stesso gruppo, una carrozzeria dal profilo crossover ben proporzionato e una dotazione che nella versione base include già un touchscreen da 10 pollici, sensori anteriori e posteriori, retrocamera e connettività wireless. Il prezzo di 17.700 euro la posiziona in una zona interessante: abbastanza sopra alla EVO 3 da giustificare un salto di qualità percepita, abbastanza sotto ai 20.000 euro da rimanere accessibile a un pubblico ampio.
DR3
La DR3 è il modello entry-level della gamma DR Automobiles, marchio molisano che ha costruito il proprio successo commerciale proprio su questa fascia di mercato con prezzi accessibili e produzione italiana su piattaforme derivate da partner cinesi. Il motore è un 1.5 benzina da 102 CV abbinato a cambio manuale a cinque rapporti. A 17.900 euro la DR3 si trova in diretta concorrenza con i modelli cinesi della stessa fascia, ma può vantare la produzione in Italia, un argomento che per una fetta di acquirenti ha ancora un peso specifico nella decisione d’acquisto. La rete di assistenza DR, cresciuta molto negli ultimi anni, è oggi presente in modo capillare su tutto il territorio nazionale.
Fiat Grande Panda
Grande Panda è un nome che in Italia significa qualcosa: la Panda è da decenni l’auto più venduta nel Paese, e questa nuova generazione prova a portare quell’eredità dentro un formato crossover moderno e familiare al tempo stesso. Il prezzo di partenza è di 17.900 euro nella versione benzina 1.2 da 100 CV, la scelta più semplice ed economica da gestire senza alcun tipo di elettrificazione.
MG ZS
L’MG ZS è probabilmente il SUV cinese più conosciuto in Italia. Da quando SAIC Motor ha rilancito il marchio britannico MG sulle strade europee, la ZS è diventata un riferimento di fascia: un crossover da 4,31 metri con un allestimento di serie sorprendentemente ricco e motorizzazioni che coprono sia il segmento termico sia quello elettrico nella variante ZS EV. La versione benzina con il 1.5 VTi da 106 CV parte da 18.990 euro in allestimento Comfort, già ricco. La garanzia di sette anni è un altro argomento commerciale forte. L’MG ZS non emoziona con la guida, ma sul fronte del rapporto dotazione-prezzo è ancora una delle proposte più difficili da battere sul mercato.
Dacia Spring
La Dacia Spring è l’elettrica più economica d’Europa. Non promette autonomia da primato né interni da premium EV, ma di farvi spostare in città e dintorni a costi di gestione bassissimi, con un prezzo di acquisto che senza incentivi si ferma a 19.700 euro. La batteria da 26,8 kWh garantisce un’autonomia WLTP di 225 chilometri, sufficienti per chi la usa prevalentemente in contesto urbano. Il motore elettrico da 65 CV non ha velleità sportive, ma la guidabilità cittadina è brillante come su ogni buona elettrica: risposta immediata, silenziosità, nessuna gestione del cambio.
BYD Dolphin Surf
BYD è diventato in pochi anni il costruttore di auto elettriche più grande del mondo, e il Dolphin Surf è la sua carta da giocare nella fascia più accessibile del mercato europeo. Crossover elettrico compatto da 4,15 metri, porta in dote la tecnologia della casa madre cinese, con batteria LFP di composizione proprietaria, sistema di gestione termica efficiente, schermo rotante da 10,1 pollici, il tutto a un prezzo che in Italia parte da 19.750 euro. La versione di base monta una batteria da 38 kWh con autonomia WLTP di circa 340 chilometri, un dato che la distanzia nettamente dalla Spring e la avvicina a elettriche che costano diecimila euro di più.
Toyota Aygo X Hybrid
La Toyota Aygo X è la più piccola della famiglia, ma è anche quella che ha compiuto il salto tecnologico più netto nella generazione 2026. L’addio al vecchio 1.0 atmosferico, rimpiazzato dal full hybrid da 116 CV condiviso con la Yaris, ha trasformato un’auto già valida in una delle citycar ibride più efficienti del mercato. A 20.850 euro l’Aygo X Hybrid non è la più economica del segmento, ma offre qualcosa che nessuna rivale di questa fascia riesce a garantire: la qualità e l’affidabilità dei sistemi ibridi Toyota, costruiti su vent’anni di esperienza e milioni di vetture vendute in tutto il mondo.
Citroen C3 Hybrid
La Citroen C3 nella versione Hybrid chiude la selezione portando in dota uno dei marchi più attenti al comfort di questa fascia. Il sistema mild hybrid da 136 CV abbinato alla trasmissione a doppia frizione è pensato per ridurre i consumi nei percorsi misti e restituire una guida fluida e priva di strappi, caratteristica che la C3 ha sempre avuto nel suo DNA. Il prezzo di partenza è di 21.450 euro, con una dotazione base che include schermo da dieci pollici con connettività wireless, sensori di parcheggio posteriori e un pacchetto di sicurezza attiva già decente. Ma è la qualità di marcia a fare la differenza: le sospensioni della C3 assorbono le asperità stradali con una morbidezza che in questa fascia di prezzo è tutt’altro che scontata.