• 17 Agosto 2026 10:55

Corriere NET

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Ceneri e lapilli dall’Etna, l’aeroporto di Catania limita ancora gli arrivi fino a 5 aerei…

Ago 17, 2026

AGI – L’attività dell’Etna non si ferma e il vulcano continua a emettere cenere vulcanica nell’atmosfera. Per questo, la società Sac – che gestisce l’aeroporto di Catania ‘Fontanarossa’ – ha disposto una nuova chiusura degli spazi corrispondenti ai settori B1 e B2.

Sono limitate le attività di volo in arrivo pari a cinque aerei ogni ora, fino alle 14 di oggi. Sulle partenze, invece, non è stata disposta nessuna restrizione. 

L’eruzione nella Valle del Bove

Una nuova bocca effusiva è stata localizzata, stamane intorno alle 8, nella Valle del Bove, sull’Etna, a una quota compresa tra 2.200 e 2.350 metri. L’attività ha prodotto una colata lavica. Sono in corso i rilievi sul campo, spiega l’Osservatorio etneo dell’Ingv, mentre prosegue l’emissione di cenere dal cratere della Voragine, con dispersione della cenere in direzione sud-est.

Dal punto di vista sismico, dopo l’incremento pomeridiano di domenica 16 agosto l’ampiezza media del tremore vulcanico ha raggiunto un valore massimo intorno alle 19.40 di ieri sera e successivamente, fino allo stato attuale, con deboli oscillazioni è leggermente diminuita, rimanendo sempre all’interno dell’intervallo dei valori alti. I centroidi delle sorgenti del tremore risultano localizzati nell’area del cratere Voragine, a una quota di circa 3.000 metri.

La crisi dei voli nell’ultima settimana

Dal 6 al 12 agosto scorsi sono stati cancellati oltre 600 voli da e per Catania a causa dell’Etna, provocando una crisi senza precedenti negli ultimi vent’anni. Nel periodo considerato, su un totale di circa 1.974 voli programmati a Catania, il 36% è stato cancellato a causa delle limitazioni operative imposte dalla presenza di cenere vulcanica in atmosfera. Lo ha reso noto la Sac, che appunto gestisce lo scalo di ‘Fontanarossa’.

Le tratte aeree sono state infatti dirottate in altri aeroporti siciliani come quelli di Comiso (Ragusa), Palermo ‘Punta Raisi’ e Trapani, con un danno al sistema del turismo stimato intorno ai 24 milioni di euro. 

Per questo, la Regione siciliana ha incrementato i trasporti via terra su rotaie e gomme, con l’intervento straordinario di Trenitalia. 

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