Cominciano a stare strette le previsioni sull’elettrico europeo, soprattutto dopo i risultati registrati ad agosto. Nei 16 Paesi presi in esame da E-Mobility Europe, New Automotive e Fier Automotive sono state immatricolate 202.833 vetture a batteria, contro le 131.534 dello stesso mese del 2025. La crescita supera così il 54% e porta le BEV a rappresentare il 30,5% delle nuove auto vendute, una fetta che comincia ad avere un certo peso. Otto mesi sono già alle spalle e il totale da gennaio ha superato 1,67 milioni di unità, con un incremento del 33,1%: numeri superiori alle attese formulate per il 2026, tanto da costringere a corregge le stime fatte a inizio anno.
Previsioni già superate?
Immaginare le elettriche sopra il 30% del mercato continentale sembrava troppo ottimistico a inizio anno: Transport & Environment indicava per il 2026 una quota del 23% nell’Ue, Rho Motion si spingeva intorno al 21% considerando l’Europa. Ma nei 16 Paesi analizzati il trend ha avuto un altro sviluppo ad agosto, con il 30,5% delle nuove registrazione finito alle vetture a batteria. Certo, un mese particolarmente favorevole non vale un anno intero e il paragone va preso per quello che è. Giugno, però, aveva già lasciato qualche indizio, con una quota del 25,6% e oltre 1,24 milioni di BEV immatricolate nel corso del primo semestre.
Mettere tutti i Paesi nella stessa colonna, però, restituisce soltanto una parte della storia. In Norvegia le auto a batteria hanno coperto addirittura il 98,7% delle immatricolazioni di agosto, praticamente la totalità del mercato, e la Danimarca si è fermata all’85,9%, una percentuale che resta enorme, mentre in Finlandia la quota ha raggiunto il 52,3%. Nei Paesi Bassi scendiamo al 48,9% e in Belgio al 46,2%. Basta scendere lungo la cartina per trovare situazioni molto diverse, segno che la diffusione dell’elettrico continua a procedere a velocità differenti a seconda del territorio di riferimento.
Le distanze tra un mercato e l’altro impediscono di parlare di un’Europa già convertita al full electric. Il 30,5% fotografa i 16 Paesi considerati nel loro insieme, una media dietro alla quale convivono realtà arrivate quasi alla completa elettrificazione e altre dove benzina, diesel e ibride conservano ancora una fetta molto più consistente delle vendite.
Germania e Francia accelerano
La Germania merita un discorso a parte date le dimensioni del suo mercato. Ad agosto sono state immatricolate 68.980 elettriche, sufficienti a portare la quota al 32,5%, pari a quasi un’auto nuova su tre. In Francia si sale addirittura al 38,3%, grazie alle 36.159 unità registrate nel mese, sintomatico della velocità raggiunta nell’ultimo periodo: a giugno le BEV si erano fermate al 29,6%, pur stabilendo il record nazionale in termini di volumi con 55.831 esemplari. Due mesi più tardi la percentuale è cresciuta di quasi nove punti, complice naturalmente un agosto nel quale il mercato complessivo viaggia su numeri differenti rispetto a giugno.
Il resto del 2026 dirà quanto di questa accelerazione riuscirà a sopravvivere all’estate. Gli incentivi hanno dato una mano in diversi Paesi e proprio l’Europa sta sostenendo la crescita mondiale delle auto ricaricabili in una fase meno brillante per Cina e Nord America. Per le previsioni formulate a gennaio, intanto, il problema persiste: quel 30,5% è arrivato con largo anticipo.