• 17 Settembre 2026 15:38

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Lucarelli torna con Blu Notte: “Io narratore puro”

Set 17, 2026

AGI – Il pioniere del ‘true crime‘ in Italia, Carlo Lucarelli, torna a indagare sui lati oscuri e sui grandi irrisolti del nostro Paese con “Misteri dimenticati – Blu notte”. La docuserie in sei puntate, prodotta da Rai Cultura con Ruvido, andrà in onda da sabato 19 settembre in prima serata su Rai 3, riaprendo celebri “cold case” italiani accaduti tra gli anni Settanta e i Duemila. A introdurre il ritorno di un format storico che ha presidiato la rete per 14 anni è il direttore di Rai Cultura, Fausto Zappi: “Non è un’operazione nostalgia.

Il racconto dei crimini, come lo fa Lucarelli, è estremamente attuale, capace di parlare allo spettatore in maniera emotivamente calda ma senza mai venir meno al rigore e alla ferma attinenza ai fatti, senza morbosità”.

Al centro della scena c’è sempre lui, Carlo Lucarelli, in una veste visiva rinnovata dalla regia di Cristian Biondani e dalle illustrazioni di Salvatore Garzillo: “Vi ricordate la prima volta che ho fatto Blu Notte, nel 1998? Avevamo le sagome di cartone, se le mettevi troppo avanti cadevano”, ricorda con ironia lo scrittore. “Alla fine”, osserva Lucarelli, “le cose da aspettarsi sono sempre quelle: io che esco fuori dal buio con le mani così, e racconto una storia che fa paura. Manteniamo un certo tipo di rigore, senza inventarci niente, con rispetto per il personaggio principale del romanzo giallo, che è la vittima. Perchè non è l’assassino, che non sappiamo chi è, a interessarci, e a volte neanche il detective. E’ la vittima: cosa ci fa sdraiata lì per terra? Chi è? Cosa è successo?”.

Io narratore puro

Lucarelli rivendica il suo ruolo di narratore puro: “Prendo un fatto vero e seleziono gli elementi dal punto di vista narrativo per capire quella storia, mettendo in scena i sentimenti della vittima. Mi mancava questo programma. A me piace raccontare storie, ci sono storie vere che quando le incontri dici ‘questa ve la devo raccontare’, e bruci se non trovi qualcuno a cui raccontarla”. Per Lucarelli il successo del ‘true crime’ non è una novità: “Noi italiani siamo sempre stati così, non c’è un’attenzione alla cronaca nera superiore a quella del 1945. Quando fecero il processo per Wilmo Montesi nel ’53 c’erano le cariche dei carabinieri perchè era pieno di gente. Una volta queste cose erano sul giornale, poi in televisione, adesso sui social.

Garlasco

Il nocciolo è sempre quello: raccontiamo storie che sono dei gialli”. Esiste pero’ un confine netto tra cronaca e narrazione, motivo per cui casi recenti non troveranno spazio: “Non raccontiamo Garlasco semplicemente perchè è un altro mestiere. Garlasco è un caso di cronaca aperto, roba per giornalisti e per talk show. Io sono un narratore di storie: noi siamo quelli che arrivano dopo, a bocce ferme. La realtà non è come la fiction. Se c’è da fare il Dna nel mio romanzo dura una riga, nella realtà ci vuole un sacco di tempo. Dobbiamo abituarci ai tempi della cronaca”.

Il mostro di Firenze

Assente anche il Mostro di Firenze: “L’avevo già raccontata con Blu Notte, in due puntate. Non escludo che prima o poi sia da raccontare di nuovo, ma non avevamo il punto di vista giusto adesso”. Pieno spazio invece a vicende avvolte nell’ombra, come la sparizione del magistrato Paolo Adinolfi: “Abbiamo raccontato tutto, compresi gli ultimi scavi. Io ho sempre più paura delle indagini non fatte, dei processi non fatti, che di quelle fatte che poi non sono arrivate da nessuna parte”. Ad affiancare Lucarelli nell’analisi dei casi – dai delitti del Dams a via Poma, dai serial killer di Udine e Modena al giallo di Posillipo e alla scomparsa di Federico Caffè – ci saranno tre esperti: l’ex dirigente di Polizia Silio Bozzi, la criminologa Margherita Carlini e il medico legale Mirella Gherardi. 

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