• 20 Maggio 2026 18:02

Corriere NET

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Studente accoltellato a Milano, l’aggressore condannato a 20 anni. Davide abbraccia i due imputati

Mag 20, 2026

AGI –  Condanna a 20 anni di carcere per Alessandro Chiani, nel processo a Milano per il tentato omicidio e la rapina ai danni di Davide Cavallo, il  22enne studente della Bocconi, vittima del brutale pestaggio avvenuto il 12 ottobre scorso, nella zona di Corso Como all’esterno di una discoteca del capoluogo lombardo.

Le sentenza del gup di Milano 

La vittima a causa delle coltellate subite ha riportato una lesione permanente. La sentenza è stata emessa con il rito abbreviato dal gup di Milano Alberto Carboni. Chiani, 19 anni, è considerato l’esecutore materiale del pestaggio. Con lui è coimputato, Ahmed Atia ritenuto il ‘palo’: il 18enne è stato condannato a 10 mesi e 20 giorni per omissione di soccorso. La Procura aveva chiesto 12 anni (per Chiani) e 10 anni (per Atia).

L’abbraccio in Aula a Milano tra la vittima e i due imputati 

Prima della Camera di Consiglio nell’aula di giustizia a Milano, Davide Cavallo ha abbracciato i due imputati. Poi i tre ragazzi hanno parlato per qualche minuto.

La provvisionale decisa del giudice di Milano 

Il giudice di Milano ha riconosciuto una provvisionale di risarcimento di mezzo milione di euro per Davide Cavallo e di 50 mila euro ciascuno per i genitori e il fratello minore.

La dinamica dell’aggressione del 12 ottobre 2025 

Stando alle indagini del pm di Milano Andrea Zanoncelli condotte dai poliziotti del commissariato Garibaldi-Venezia i due maggiorenni  e altri 3 amici minorenni la sera del 12 ottobre 2025 in viale Montegrappa a Milano avrebbero aggredito Cavallo con calci, pugni e un coltello dopo che quest’ultimo li aveva raggiunti nel tentativo di recuperare i 50 euro che gli erano stati appena rubati. 

L’avvocato: “La vittoria di Davide è stato l’abbraccio con gli imputati” 

“Se posso essere schietto non era quasi dispiaciuto, Davide era dispiaciuto. La vittoria di oggi di Davide è stata l’abbraccio” con gli aggressori “l’ha detto, ma non come vittoria, ma che il piacere di ritrovare due persone a cui lui non aveva motivo, anche se in parte da difensore dei genitori, papà, lo capisco con difficoltà, ma Davide non aveva, lui, motivo di vendetta nei loro confronti“. Sono le parole  dell’avvocato Luca Degani, che assiste la famiglia del giovane aggredito.

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