• 16 Aprile 2021 14:18

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La spagnola Acs rilancia e offre 10 miliardi per Autostrade 

Apr 8, 2021

AGI – Il gruppo di costruzioni spagnolo Acs guidato da Florentino Perez ha contattato Atlantia per acquistare la controllata Autostrade per l’Italia offrendo 10 miliardi di euro. Lo scrive il Financial Times. L’offerta supera quella del consorzio Cdp con i fondi Blackstone e Macquarie pari a circa 9,1 miliardi di euro.

La lettera con la proposta, che Ft è riuscito a visionare, rappresenta “una nuova svolta nella lunga saga sul futuro di Autostrade per l’Italia (Aspi), il principale operatore di strade a pedaggio in Italia. Atlantia (che controlla l’88% di Aspi, ndr) è stata sotto pressione per cedere il controllo dopo il crollo del ponte Morandi a Genova nel 2018”, scrive il quotidiano finanziario.

Acs, guidata da Florentino Perez uno degli uomini più ricchi di Spagna, punta ad aggiungere Aspi alla sua rete di strade a pedaggio globale, che gestisce attraverso partecipazioni in Abertis, una società che partecipata insieme ad Atlantia.

“Data la stretta relazione con il nostro gruppo a seguito dell’acquisizione congiunta di Abertis, Acs ha seguito la situazione di Aspi negli ultimi mesi e crediamo che Aspi sia un asset interessante che si adatta perfettamente alla strategia di lungo termine di Acs”, scrive Perez nella lettera aggiungendo di valutare Aspi tra i 9 e i 10 miliardi di euro. Perez, che è anche presidente del Real Madrid, ha aggiunto che Acs sarebbe disposta ad accogliere altri investitori nell’offerta, tra cui Cassa Depositi e Prestiti.

Atteso il Cda di Atlantia che dovrebbe fare un’analisi preliminare dell’offerta del consorzio Cdp. Secondo fonti del Financial Times sul tavolo del board verrà valutata anche l’offerta di Acs “anche se è prematuro fare qualsiaisi valutazione al momento”. Chris Hohn manager del fondo Tci (azionista di Atlantia con circa il 10%) ha manifestato soddisfazione per l’interesse spagnolo spiegando di attendersi che il board di Atlantia “si impegni prontamente e professionalmente per esplorare l’opportunità di una combinazione di Abertis e Aspi”. Tci ha sempre giudicato tra i 11 e i 12 miliardi la giusta valutazione di Aspi.

Hohn ha aggiunto che il gruppo “Acs-Abertis sembra preparato ad offrire un prezzo più alto di Cdp per Aspi ed è chiaramente un partner industriale superiore a Blackstone e Macquarie. Aspi deve essere venduta al miglior offerente senza interferenze da parte del governo italiano”.

Il governo guidato da Mario Draghi ha finora assunto una posizione meno interventista del suo predecessore sulla vendita di Aspi, evidenzia Ft. Enrico Giovannini, ministro dei Trasporti, ha detto il mese scorso di augurarsi una risoluzione rapida della questione per permettere alla società di concentrarsi sulla manutenzione e sugli investimenti nelle infrastrutture.

“Il precedente governo italiano, guidato da Giuseppe Conte, ha minacciato la revoca della concessione per punire la famiglia Benetton, che ha una quota di controllo di Atlantia, dopo il crollo del ponte di Genova”, ricorda il quotidiano finanziario britannico. La concessione per la gestione della rete di Autostrade termina nel 2038.

In caso di revoca, l’Italia potrebbe pagare ad Atlantia più di 20 miliardi di euro di risarcimento. La scorsa estate, Atlantia e il governo hanno concordato di negoziare la vendita della quota ad un gruppo di investitori guidati da Cdp, ricorda ancora Ft. L’offerta di Acs arriva pochi giorni dopo che il gruppo spagnolo ha ceduto il proprio business energetico alla francese Vinci per 4,9 miliardi di euro. 

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