Un anno fa aveva sborsato 26 milioni di dollari per una Daytona SP3. Evidentemente Herbert Wertheim ci aveva preso gusto, perché alla Monterey Car Week si è ripresentato e ha alzato parecchio la posta: 40 milioni di dollari e la Ferrari Luce Chassis 0 è diventata sua. Fatti due conti, in dodici mesi il miliardario americano ha destinato 66 milioni a due sole vetture di Maranello battute all’asta. Il ricavato va alla Ferrari Foundation e servirà a sostenere progetti educativi.
Wertheim è riuscito così a togliersi anche un record che già gli apparteneva. La Daytona SP3 aveva fermato l’asticella a 26 milioni di dollari, la Luce l’ha spinta fino a 40. Prima dell’asta RM Sotheby’s parlava di oltre 1,1 milioni, contro i circa 550.000 euro previsti per la versione di serie, ma Wertheim non poteva permettere a qualcuno di soffiargli l’auto e il conto ha imboccato tutt’altra direzione.
Come ha costruito la sua fortuna
Ma chi è l’uomo disposto a spendere una fortuna del genere? Herbert “Herbie” Wertheim ha 87 anni e Forbes stima il suo patrimonio in circa 4,6 miliardi di dollari. La ricchezza, però, non gli è piovuta addosso per eredità. Nato in Pennsylvania, ebbe parecchie difficoltà a scuola anche a causa della dislessia e a 17 anni entrò nella Marina statunitense. In seguito studiò optometria e cominciò a lavorare nel settore.
Gli occhiali gli avrebbero fatto guadagnare molto più di una semplice parcella. Alla fine degli anni Sessanta Wertheim sviluppò una tinta per lenti in plastica capace di filtrare i raggi ultravioletti e nel 1970 fondò Brain Power Inc. L’azienda si specializzò in coloranti, prodotti e attrezzature destinati al settore ottico e nel tempo ha accumulato più di cento brevetti e copyright, parte di una crescita esponenziale, che l’ha condotta a vendere i propri prodotti in numerosi Paesi.
L’intuizione iniziale di Wertheim ha assunto dimensioni internazionali, ma il fiuto per gli affari andava oltre Brain Power. Apple e Microsoft finirono nel suo portafoglio quando avevano dimensioni ben diverse dalle attuali e lui ebbe soprattutto la pazienza di tenersi strette quelle azioni. Lo stesso accadde con Heico, società aerospaziale della quale sarebbe diventato il maggiore azionista individuale.
Con tali premesse, la passione per i motori ha trovato terreno fertile. Wertheim possiede una collezione importante e Ferrari sembra occupare un posto di rilievo, come dimostrano le due aste di Monterey, che difficilmente sono una coincidenza. La Luce appena acquistata è ancora più particolare: porta il numero di telaio 0 e Maranello l’ha preparata appositamente in vista dell’asta.
La prima Ferrari Luce elettrica arriverà nel 2027
Wertheim ha staccato l’assegno, ma le chiavi arriveranno soltanto nel 2027. Nel frattempo sa già che il Chassis 0 veste il Madreperla Semilucido scelto da Tailor Made, mentre nell’abitacolo trova posto la pelle metallizzata Perla Le Mans.
Ad aspettarlo ci sarà una Ferrari parecchio diversa dalla Daytona SP3 comprata un anno fa: il V12 lascia infatti spazio a quattro motori elettrici, due su ciascun asse, chiamati a sviluppare complessivamente oltre 1.000 CV. La Luce apre così una pagina inedita a Maranello e Wertheim si porterà a casa proprio l’esemplare dal quale tutto è cominciato.