• 4 Ottobre 2026 12:48

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MotoGP, GP Giappone: Marc Marquez padrone, harakiri Alex: le pagelle

Ott 4, 2026

Se nel 2025 Marc Marquez aveva chiuso i giochi nella tappa giapponese, ottenendo il suo nono riconoscimento iridato, questa volta il numero 93 ha ricucito il gap su Jorge Martin. Facendo un rapido passo indietro alle qualifiche, tre moschettieri iberici hanno monopolizzato la prima fila. Martinator ha strappato la pole position per un decimo al ducatista, mentre Pedro Acosta era riuscito ad anticipare di 37 millesimi Marco Bezzecchi.

La partenza della SR ha indirizzato il risultato con uno splendido sorpasso in Curva-1 di Marc Marquez su Martin, poi incapace di rispondere all’attacco nei successivi 12 giri. Ritmo indiavolato per il campione in carica e ventiduesimo trionfo nelle sfide del sabato. Con il crollo di Bezzecchi, il podio è stato un affare tra Jorge Martin, Enea Bastianini e Diogo Moreira. I due piloti di Aprilia e KTM, nel corso dell’ultimo giro della gara sprint, sono andati oltre i limiti della pista e la giuria ha retrocesso entrambi di una posizione.

Il rookie brasiliano su Honda, loro diretto inseguitore e quarto all’arrivo, è salito al secondo posto, mentre Martinator è sceso al terzo e Bastianini si è dovuto accontentare della quarta posizione. Hanno seguito a debita distanza Ogura e Bezzecchi, mai pimpante su una mescola media non entrata in temperatura. Hanno completato la top-10 Zarco, Fernandez, Quartararo e Aldeguer.

Allo spegnimento dei semafori del GP del Giappone Martin ha tenuto la leadership, ma è durata metà gara. Marc, una volta sopravanzato il madrileno dell’Aprilia, è scappato via. Marco Bezzecchi è riuscito a resistere alla rimonta di Bastianini, conquistando in una sfida tutta italiana il terzo piazzamento. Hanno seguito i due piloti dell’Aprilia Trackhouse, Fernandez e Ogura, davanti ad Acosta. L’unica Desmosedici al vertice è stata quella di Marc Marquez, sempre più vicino al ricongiungimento alla P1 nella graduatoria generale. Il Ducati Lenovo Team ha tagliato il traguardo storico delle 100 vittorie in MotoGP sotto la guida tecnica sapiente di Luigi Dall’Igna.

I top

Marc Marquez: 10 e lode – Quando sta bene fisicamente il campione della Ducati fa un altro sport. Nonostante non avesse avuto un perfetto stacco di frizione ha bruciato nella SR Jorge Martin, non lasciandogli spazio. L’impeccabile amministrazione della mescola si è vista a occhio nudo, quando a differenza di molti altri piloti non aveva un eccessivo blistering della gomma posteriore soft. Grazie alla retrocessione al terzo posto di JM89 si è portato a -7 in classifica in attesa della corsa domenicale. Si è confermato un martello, dimostrando di avere qualcosa in più rispetto ai competitor, anche nei 24 giri della gara. Ha sempre avuto la gestione della sfida tra le mani, salendo a -2 da Martin. Unico pilota della storia a vincere a Motegi a 10 anni di distanza, la prima volta nel 2016 con Honda e oggi con la Ducati.

Jorge Martin: 8,5 – Il madrileno continua a essere velocissimo in qualifica, tuttavia nella SR non ha mai avuto il passo giusto per insidiare il fulmine rosso. Nel finale, complice il drop della gomma, ha sofferto, dovendo accettare la severa decisione dei giudici per il superamento della riga bianca. Dopo la medaglia di bronzo, il numero 89 ha provato a tenere testa al campione della Ducati, tuttavia con consistenza ha preferito usare la testa, accontentandosi della seconda posizione. Quarantesimo podio in MotoGP, diciannovesimo posto all-time insieme a Barry Sheene.

Enea Bastianini: 7 – Si è rivisto ai vertici il centauro romagnolo che tanto bene aveva fatto nei suoi primi anni in top class in sella alla Desmosedici, tanto da meritarsi la chiamata di Tardozzi e Dall’Igna nella squadra corse ufficiale. In KTM non si è mai trovato a suo agio, ma avrebbe meritato a pieno titolo una medaglia nella Sprint Race. Con un passo spettacolare il romagnolo è andato vicino al terzo posto anche in gara, ma la quarta posizione rimane un risultato sorprendente. Un applauso va fatto anche alla Michelin che con gomme dure al posteriore ha consentito tempi da record nel Gran Premio.

Marco Bezzecchi: 7 – Un weekend duro nel suo insieme anche, per sua stessa ammissione, a causa della scomparsa di una persona cara. Ha lavorato con la testa per raggiungere il terzo gradino del podio nel GP del Giappone, dopo una SR opaca. Non è ancora impossibile una rimonta (gap di 49 punti dal teammate), ma la sensazione è che da qui in avanti suonerà la Marcha Real sul podio.

Diogo Moreira: 6,5 – A sorpresa ha vissuto una giornata da sogno, sfruttando gli errori altrui. Dopo lo strike compiuto da Alex Marquez su Di Giannantonio e Acosta al primo giro della gara breve, il brasiliano ha sopravanzato Ogura e Bezzecchi, ottenendo la medaglia d’argento grazie alle sbavature di Martin e Bastianini che sono andati oltre i track limit all’ultimo giro. Per la prima volta nella storia un rider brasiliano è riuscito a salire su un podio di una Sprint Race, dato che ai tempi di Barros non erano presenti in calendario. In gara è scivolato, ma rimane il suo miglior weekend in top class.

I flop

Pecco Bagnaia: 5 – Agitato, lento, incline all’errore, ma a essere nervosa dovrebbe essere la Casa di Borgo Panigale. L’atteggiamento del pilota nel corso dell’ultimo mese e mezzo è difficile da tollerare, quasi come se fosse con una valigia in mano in direzione Noale da tantissimo tempo. Sempre in fondo alla classifica nella SR, anche a causa di un problema alla mescola posteriore, il torinese ha lasciato il Giappone con una ottava posizione a 20 secondi da Marc Marquez.

Alex Marquez: 4 – Un suo strike al via della SR ha compromesso la corsa sabatale di Fabio Di Giannantonio e Pedro Acosta. Un errore grave, di chi ha perso il punto di staccata e, nelle ultime uscite, anche la bussola. Il più giovane dei fratelli Marquez sta vivendo di rendita per il titolo di vice campione del mondo ottenuto nel 2025. Nella sfida domenicale ha dovuto scontare un doppio long lap penalty, chiudendo la corsa nella ghiaia. Weekend da incubo.

Franco Morbidelli: 3 – Ennesima prova incolore di un pilota che sembra completamente svuotato dagli stimoli nel team VR46. La sua parabola discendente in MotoGP è tra le più inspiegabili della storia. Ha remato per tutto il weekend, guadagnandosi una mesta quindicesima posizione finale nel GP.

Fabio Di Giannantonio: 2 – Irriconoscibile il rider romano, in netta flessione nelle ultime 4 uscite stagionali. Ha concluso la gara fuori dalla zona punti, persino dietro alle Yamaha di Alex Rins e Toprak Razgatlioglu.

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