Ritrovarsi con la gomma dell’auto a terra è sempre un evento spiacevole e se ne farebbe volentieri a meno. Purtroppo, però, può capitare e, se non si sa come comportarsi, può essere difficile trovare una soluzione nell’immediato. Niente paura però, esistono degli strumenti economici, comodi e veloci da utilizzare, per gonfiare la gomma in emergenza, permettendoci di raggiungere il gommista più vicino in modo sicuro.
Cosa fare se la gomma è a terra
Se si percepisce qualcosa che non va alla guida, meglio rallentare gradualmente fino a fermarsi in condizioni di sicurezza. Non bisogna proseguire nel viaggio, compromettendo le prestazioni della vettura e rischiando di rovinare l’intera ruota.
Una volta fermata l’auto, bisogna attivare le luci di emergenza e, se occorre, posizionare il triangolo di emergenza (50 metri dal veicolo su strada normale e 100 metri sulle autostrade), indossando anche il giubbetto catarifrangente.
Si passa poi a controllare la condizione della gomma per capire se è solo sgonfia, intervenendo con un gonfiaggio di emergenza, oppure se sono presenti forature o segni di danneggiamento che richiedono la sostituzione con la ruota di scorta o la richiesta di soccorso stradale.
Nel controllo, meglio dare un’occhiata anche allo stato degli altri pneumatici, per scongiurare altri problemi, e lo stato delle valvole. Se difettose, infatti, occorrerà una loro sostituzione presso un gommista. Se la gomma è solo sgonfia e abbiamo la strumentazione a disposizione, si può misurare la pressione con un manometro per comprendere l’entità della variazione e poi procedere al gonfiaggio.
Le soluzioni economiche per gonfiarla velocemente
La condizione importante per poter svolgere l’operazione in sicurezza è quella di stabilizzare l’auto, specialmente se la strada è inclinata e il terreno accidentato, inserendo il freno a mano.
Si procede poi a gonfiare la ruota utilizzando uno dei diversi strumenti a disposizione: i più facili ed economici da utilizzare sono il kit di gonfiaggio d’emergenza, la bomboletta spray “gonfia e ripara” oppure, se disponibile, un mini compressore d’aria portatile.
In alternativa si può utilizzare quello presente nelle stazioni di servizio, e sarebbe sempre meglio, se possibile, effettuare il gonfiaggio a freddo, per evitare che il calore condizioni l’esattezza della misurazione della pressione.
Vediamo le caratteristiche dei diversi strumenti e come si utilizzano.
Il kit di gonfiaggio di emergenza
Il kit di emergenza comprende un piccolo compressore da 12V (da collegare all’accendisigari o alla presa elettrica) e una bomboletta spray sigillante. Spesso è presente nei modelli di auto più recenti, in sostituzione della ruota di scorta, e si trova riposto all’interno del bagagliaio.
Il kit è ideale in caso di piccole forature (non superiori ai 6 mm di larghezza) e consente di percorrere alcuni chilometri, in modo da poter raggiungere tranquillamente il gommista più vicino.
Per usarlo si collega la bomboletta con il sigillante al compressore, a sua volta collegato alla sorgente di energia elettrica. Dopo di che, si svita il cappuccio della valvola della ruota e si collega al compressore che, una volta azionato, immetterà all’interno della gomma un mix di aria e componente sigillante. Questo si spargerà all’interno dello pneumatico andando a riempire eventuali forature. Dopo l’utilizzo, bisogna ricordarsi di sostituire la bomboletta contenente il sigillante con una nuova e di controllare la data di scadenza della stessa.
La bomboletta spray “gonfia e ripara”
La bomboletta spray “gonfia e ripara” rappresenta un dispositivo economico, con un utilizzo semplice e veloce. Funziona come il kit di emergenza, ma senza bisogno del compressore.
In commercio esistono due tipologie di bombolette in base al materiale contenuto: il lattice, che si indurisce all’interno della gomma per sigillare la perdita, oppure la schiuma espansiva, che riempie la gomma di materiale chiudendo la foratura.
Per l’uso è sufficiente agitare la bomboletta, svitare il tappo della valvola e applicare la bomboletta sulla valvola. Dopo di che si spruzza il prodotto all’interno della gomma e, terminata la procedura, si avvita nuovamente il tappo sulla valvola.
Questa soluzione è molto comoda, facile da trasportare e adatta per le piccole forature (fino a 6 mm di larghezza) ma, anche lei, non rappresenta una riparazione definitiva. Ci consente di effettuare un ripristino d’emergenza, di gonfiare la gomma e di arrivare sani e salvi dal gommista.
Che si utilizzi l’una o l’altra soluzione, occorre ricordare di procedere a una velocità moderata e, dopo la riparazione o la sostituzione della ruota, di verificare il corretto funzionamento delle valvole con i sensori di pressione TMPS, oltre a quello dei dispositivi ADAS collegati.
Il mini compressore portatile
Uno strumento molto utile, da tenere sempre in macchina, è il mini compressore portatile da 12V che può essere collegato all’accendisigari presente in auto. Con questo apparecchio si può procedere a un gonfiaggio rapido: basta collegarlo alla presa e poi alla valvola della gomma e procedere con l’operazione fino al raggiungimento della pressione desiderata. Solitamente, l’apparecchio è dotato di un manometro per controllare il valore della pressione.
Stazione di servizio
In alternativa, se la stazione di servizio è molto vicina, possiamo utilizzare il compressore presente e a disposizione degli automobilisti.
Vediamo come procedere:
si parcheggia vicino al compressore, si spegne la macchina e si inserisce il freno a mano;
si fanno scendere dalla vettura gli eventuali passeggeri presenti;
si impostano i valori corretti per il gonfiaggio della ruota;
si svita la valvola dello penumatico e si inserisce il tubo del compressore per l’erogazione dell’aria;
finita l’operazione, si riavvita la valvola e si verifica se è necessario un pagamento per l’utilizzo del compressore.
Un consiglio finale per svolgere l’operazione in maniera impeccabile: finito il gonfiaggio di emergenza della gomma, non bisogna dimenticare di controllare anche le condizioni della ruota di scorta, in modo da trovarla pronta in caso sia necessaria la sostituzione.
Il controllo della pressione delle gomme va anche sempre effettuato quando l’auto è a pieno carico, con i valori indicati nel libretto per questa condizione, e prima di affrontare un lungo viaggio. Così si potrà avere una guida pienamente confortevole e in completa sicurezza.
Pressione gomme errata: cosa succede
La pressione delle gomme dovrebbe sempre essere conforme ai valori indicati sul libretto d’uso del veicolo o sull’adesivo posto sul montante della portiera.
Una leggera oscillazione dei valori è ragionevole ma se i valori sono troppo alti o troppo bassi rispetto a quelli indicati, possono esserci delle conseguenze importanti sulla stabilità della vettura. Inoltre, una pressione insufficiente o scorretta, oltre alle dirette conseguenze sulla sicurezza, può comportare anche un’usura difforme e prematura delle gomme.
Se la pressione è troppo bassa possono, infatti, verificarsi queste condizioni:
un aumento del consumo di carburante, per lo scarso rotolamento della ruota;
un’usura irregolare e più rapida;
una scarsa tenuta di strada con possibile perdita del controllo del mezzo;
un possibile surriscaldamento della gomma, dovuto alla deformazione dello pneumatico;
un maggiore inquinamento causato dal consumo elevato.
Allo stesso modo, una pressione troppo alta può avere importanti conseguenze: una minore tenuta di strada su manti stradali bagnati e, anche qui, un’usura irregolare, soprattutto nella parte centrale della gomma, con un rischio maggiore di forature.
I moderni sistemi di monitoraggio della pressione TPMS offrono un valido sostegno nell’individuazione di eventuali problemi, tuttavia non sostituiscono il classico controllo manuale alla pressione delle gomme, da effettuare regolarmente.
Perché le gomme si sgonfiano: le cause principali
L’abbassamento della pressione delle gomme è un fenomeno assolutamente normale dovuto a diverse condizioni. Le cause principali della variazione sono:
le sollecitazioni ricevute e il peso da sostenere;
i materiali, soggetti a usura nel tempo;
gli sbalzi termici da sostenere tra le diverse stagioni;
le eventuali forature, causate da chiodi, o crepe che possono verificarsi nel tempo;
la presenza di valvole difettose o l’assenza del cappuccio della valvola che non permette l’ermeticità della chiusura.
Se però i valori sono molto differenti da quelli indicati o, peggio, la gomma è a terra, è il caso di intervenire tempestivamente, senza trascurare il problema.