• 11 Giugno 2026 13:16

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F1, la FIA cambia le power unit ibride: meno elettrico e più potenza termica

Giu 11, 2026

La FIA ha deciso di correggere la rotta sulle nuove power unit introdotte all’inizio di quest’anno. Dopo mesi di discussioni tra FIA, Formula One Management, costruttori e team, è stato raggiunto un accordo per modificare il bilanciamento tra motore termico ed elettrico a partire dal 2027. Le modifiche, che dovranno essere ratificate dal World Motor Sport Council del 23 giugno, non stravolgono l’architettura delle power unit ibride ma ne cambiano il funzionamento.

Dopo la sospensione dell’aerodinamica attiva a Monaco, la decisione arriva preceduta dalle tante critiche emerse nei primi mesi di questa nuova era regolamentare. Diversi piloti, tra cui Max Verstappen, avevano evidenziato come l’eccessiva dipendenza dall’energia elettrica stesse creando situazioni poco naturali, soprattutto nelle qualifiche e nei rettilinei più lunghi, dove la gestione della batteria era diventata quasi più importante della prestazione pura.

Cosa cambia nelle power unit dal 2027

Le power unit 2026 sono state pensate con una ripartizione della potenza quasi paritaria tra motore termico e componente elettrica. La FIA ha deciso di ridurre progressivamente fino al 2028 il peso dell’elettrificazione aumentando contemporaneamente il contributo del motore endotermico e il flusso di carburante disponibile.

Stagione
Motore termico
Parte elettrica
Potenza ICE
Flusso carburante
2026
53%
47%
400 kW
Base
2027
58%
42%
420 kW
+5%
2028
60%
40%
450 kW
+13%

Fonte: FIA

Quindi, i piloti avranno a disposizione più potenza continua proveniente dal motore termico e dovranno preoccuparsi meno di conservare energia elettrica durante il giro. La modifica dovrebbe eliminare alcune situazioni viste in questo inizio di stagione, dove i piloti erano costretti a cambiare stile di guida per ricaricare la batteria o a rallentare in alcuni tratti del circuito per gestire il consumo energetico.

La FIA ha spiegato che il nuovo equilibrio permetterà di mantenere gli obiettivi di sostenibilità legati ai carburanti sintetici al 100%, senza però compromettere lo spettacolo sportivo.

Perché la Formula 1 è intervenuta così presto

Quando il progetto delle power unit attuali venne approvato, l’industria automobilistica stava accelerando fortemente verso l’elettrificazione. Inoltre, era il 2022 e il tema ambientale subito dopo il periodo della pandemia da Covid si era affermato nei dibattiti di sostenibilità in ogni settore. Da qui la decisione di aumentare drasticamente il contributo della parte elettrica rispetto ai precedenti motori ibridi introdotti nel 2014. Nel frattempo, però, il contesto è cambiato e sono emersi limiti pratici che i simulatori non avevano evidenziato completamente.

Non tutti i costruttori erano favorevoli alle modifiche e una volta messe in pratiche, sono venuti fuori tutti i limiti di questo regolamento. Audi, invece ad esempio, che ha costruito il proprio progetto Formula 1 proprio attorno alle regole 2026, avrebbe preferito mantenere una maggiore centralità della componente elettrica. Alla fine, è stato raggiunto un compromesso: passaggio intermedio al 58-42 nel 2027 e arrivo al 60-40 nel 2028.

Per il momento la Formula 1 conferma quindi la propria filosofia ibrida, ma il dibattito sul futuro non è affatto chiuso. Le discussioni continueranno su una possibile evoluzione verso motori V8 alimentati da carburanti sostenibili e supportati da sistemi ibridi più semplici dopo il 2030. Per ora, però, la priorità è rendere le nuove monoposto più sicure, intuitive e spettacolari senza rinunciare alla sostenibilità che ha guidato l’intera rivoluzione tecnica del 2026.

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