Secondo il sistema bonus-malus della Rc auto chi guida senza provocare sinistri viene premiato, chi causa danni viene penalizzato. La penalizzazione non scatta in ogni situazione e può essere evitata quando il sinistro rientra in alcuni casi. La classe di merito universale serve a rendere confrontabili le offerte tra compagnie diverse. Non va confusa con la classe interna della singola assicurazione, che ogni impresa può usare nei propri sistemi tariffari.
Come funziona la classe di merito
Il sistema bonus-malus modifica il premio assicurativo alla scadenza della polizza in base ai sinistri registrati nel periodo di osservazione. Secondo l’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni), questa formula tariffaria prevede il miglioramento o il peggioramento della tariffa applicata al contratto in relazione alla presenza o meno di sinistri riportati nell’attestato di rischio. Se il periodo di osservazione si chiude senza sinistri con responsabilità rilevante, la classe può migliorare. Se invece viene liquidato un sinistro con responsabilità principale, la classe peggiora.
La classe di merito è riportata nell’attestato di rischio, il documento che fotografa la storia assicurativa del veicolo e del relativo rischio. Il Regolamento Ivass prevede che nell’attestazione siano indicate, tra le altre informazioni, le classi di merito aziendali, le classi CU di provenienza e assegnazione, la forma tariffaria, eventuali franchigie e la tabella di incidenti pregressi. La classe bonus-malus si riferisce al proprietario del veicolo e non necessariamente al contraente della polizza. In pratica si può stipulare una Rc auto anche senza essere proprietari del veicolo, ma la classe indicata nell’attestato di rischio resta riferita al proprietario.
Quando l’incidente non fa perdere la classe di merito
Il caso più importante riguarda la responsabilità. Se l’automobilista viene coinvolto in un incidente ma non ha colpa, il malus non scatta. Il problema nasce nei casi di responsabilità paritaria o di corresponsabilità. Il Regolamento Ivass distingue tra responsabilità principale e quota di responsabilità non principale. Nei sinistri tra due o più veicoli, la responsabilità principale è attribuita al veicolo cui viene assegnato un grado di colpa superiore rispetto agli altri. La quota non principale non produce malus e non viene annotata nell’attestato di rischio. Nei sinistri con responsabilità paritaria alcun contratto subisce subito il malus, ma la percentuale di corresponsabilità viene annotata. Se nell’ultimo quinquennio il cumulo delle responsabilità paritarie raggiunge almeno il 51%, può scattare la penalizzazione.
In questo contesto non basta sapere se un incidente è avvenuto durante l’anno assicurativo. Bisogna capire in quale periodo viene considerato ai fini dell’evoluzione della classe. Il Regolamento Ivass stabilisce che, per la prima annualità, il periodo di osservazione inizia dal giorno della decorrenza della copertura e termina 60 giorni prima della scadenza dell’annualità assicurativa. Per le annualità successive, inizia 60 giorni prima della decorrenza contrattuale e termina sessanta giorni prima della scadenza.
Come conservare la classe dopo un incidente
La strada più nata per evitare il peggioramento della classe, quando il sinistro è stato liquidato e rientra nei requisiti, è il rimborso del sinistro tramite Consap. Nei contratti con clausola bonus-malus, l’assicurato può rimborsare attraverso la Stanza di compensazione i sinistri rientranti nel risarcimento diretto così da evitare l’aumento del premio conseguente all’attribuzione di una classe di merito superiore. Dal punto di vista procedurale l’automobilista responsabile chiede di conoscere l’importo liquidato, valuta se conviene rimborsarlo e, se decide di procedere, versa la somma alla Stanza di compensazione. Dopo il pagamento, Consap rilascia un’attestazione che consente di chiedere alla compagnia la riclassificazione del contratto.
Sono riscattabili i sinistri tra due veicoli accaduti dal primo febbraio 2007, data di avvio del risarcimento diretto, purché siano stati liquidati e contabilizzati totalmente e non risultino pendenti altre partite di danno. Restano fuori diversi i sinistri con polizza a franchigia fissa, le collisioni tra più di due veicoli, gli incidenti con un solo veicolo a motore, i sinistri avvenuti all’estero salvo Città del Vaticano e San Marino, le collisioni con ciclomotori non muniti di targa secondo la disciplina richiamata da Consap e i sinistri gestiti da compagnie non aderenti alla Card (Convenzione tra assicuratori per il risarcimento diretto).
Quando aspettare prima di chiedere il rimborso
C’è un dettaglio operativo da non saltare: attendere almeno 30 giorni dalla data del sinistro prima di inoltrare la richiesta. Il sinistro deve essere gestito, liquidato, contabilizzato e reso disponibile nei sistemi. La sequenza operativa è la seguente: denuncia del sinistro alla compagnia, verifica della responsabilità attribuita, attesa dei tempi minimi, richiesta dell’importo liquidato, confronto tra costo del rimborso e aumento della polizza, eventuale pagamento a Consap, richiesta alla compagnia di riclassificare il contratto.
Molte compagnie propongono il cosiddetto bonus protetto, una garanzia accessoria che consente di evitare il peggioramento della classe interna dopo il primo sinistro. Se il bonus protetto mantiene favorevole la classe interna, il contraente può non subire un aumento e restare con la stessa assicurazione. Con il cambio di compagnia, il nuovo assicuratore guarderà l’attestato di rischio e la classe di merito, non necessariamente il vantaggio interno riconosciuto dal precedente assicuratore.
C’è poi un caso molto frequente da ricordare: la riparazione di un piccolo urto, un paraurti graffiato, uno specchietto rotto senza coinvolgere l’assicurazione. È una pratica diffusa, ma va trattata con cautela. La gestione informale è rapida, però espone a contestazioni successive, richieste aggiuntive e problemi di prova. Il sinistro andrebbe gestito in modo tracciabile. Se poi il danno è modesto e l’automobilista vuole evitare il malus, la strada più pulita è verificare la possibilità di rimborso dopo la liquidazione.
Conservare la classe quando si cambia auto
La conservazione della classe di merito non riguarda solo gli incidenti. È importante anche quando si vende, demolisce, esporta o sostituisce un veicolo. Il Regolamento Ivass prevede alcuni casi in cui la classe di merito e la relativa tabella di sinistrosità pregressa possono essere mantenute tra veicoli appartenenti alla stessa categoria. Tra le ipotesi indicate ci sono vendita, demolizione, furto con denuncia, cessazione della circolazione, definitiva esportazione all’estero e consegna in conto vendita. In questi casi, se le condizioni sono rispettate, al nuovo veicolo dello stesso proprietario può essere attribuita la medesima classe di merito del precedente.
La stessa disciplina contempla anche situazioni più particolari, come il passaggio da comproprietà a uno o più cointestatari, il trasferimento tra coniugi, uniti civilmente o conviventi di fatto, e alcuni casi legati a leasing, noleggio a lungo termine e veicoli intestati a persone con disabilità