AGI – Carlo Petrini, scomparso ieri sera a 76 anni, per tutti era solo Carlin, e partendo da Bra, piccola cittadina delle Langhe in provincia di Cuneo, dove è nato nel 1949, ha cambiato l’idea del cibo in tutto il mondo, attribuendogli un valore ‘politico‘. Ed è diventato grande amico di papi, come Francesco, e di re, come Carlo d’Inghilterra.
Petrini e il cibo giusto e pulito
Oggi l’associazione Slow Food da lui ideata conta più di 1 milione di attivisti e oltre 10mila progetti in 160 Paesi per difendere e promuovere il cibo buono, pulito e giusto.
Petrini eroe europeo
Nel 2004 è stato nominato Eroe europeo dalla rivista Time e, nel gennaio 2008, è stato l’unico italiano incluso nella lista delle 50 persone che potrebbero salvare il mondo, stilata dal quotidiano britannico The Guardian.
Gastronomo, giornalista e scrittore
Gastronomo, giornalista, scrittore, nel 1986 ha fondato Arcigola (in seguito Slow Food Italia), esperienza che ben presto si è diffusa in tutta la Penisola e anche all’estero, tant’è che il 9 dicembre 1989, a Parigi, il Manifesto Slow Food fu firmato da oltre venti delegazioni provenienti da tutto il mondo e Petrini fu eletto presidente, carica che ha ricoperto fino al 2022.
L’università di Scienza gastronomiche di Pollenzo
Tra i suoi numerosi traguardi, anche la creazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Bra), la prima istituzione accademica al mondo a offrire un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo, che farà da apripista a esperienze simili in altri atenei. Dalla sua fondazione, l’Ateneo di Pollenzo ha formato circa 4mila gastronomi provenienti da 100 Stati.
Il progetto di Terra Madre
Petrini è stato l’ideatore di Terra Madre nel 2004, una rete internazionale di comunità del cibo che riunisce piccoli produttori agricoli, pescatori, artigiani, cuochi, giovani, accademici ed esperti.
Terra Madre è da allora il cuore pulsante di Slow Food, che rappresenta una globalizzazione positiva e dà voce a chi rifiuta di arrendersi a un approccio industriale all’agricoltura e all’omologazione delle culture alimentari.
Le Comunità Laudato Sì
Inoltre, insieme a monsignor Domenico Pompili, attualmente Vescovo di Verona, nel 2017 ha fondato le “Comunità Laudato Sì’“, una rete di circa 80 realtà territoriali che, raccogliendo persone di ogni fede, accomunate dall’amore per la nostra casa comune, operano in piena sintonia con il messaggio dell’omonima Enciclica di Papa Francesco.
Petrini autore di saggi
Numerosi i saggi scritti da Petrini, tra cui “Terrafutura – Dialoghi con Papa Francesco sull’ecologia integrale”, in cui sono affrontati alcuni degli aspetti più problematici dell’attualità nella forma di dialogo con il Santo Padre.
L’impegno di Petrini e Slow Food si concretizza così nella sfera del sociale e dell’ambientalismo, mantenendo ben correlati tra loro questi due aspetti. A questo proposito sono pietre miliari alcuni importanti progetti realizzati da Slow Food come: gli Orti in Africa, l’Orto in Condotta, l’Arca del Gusto e i Presìdi Slow Food.
I viaggi in tutto il mondo
Carlin Petrini ha viaggiato in tutto il mondo partecipando a conferenze, incontrando le comunità della rete Terra Madre, tenendo lezioni in prestigiose università, ed è stato invitato a intervenire a dibattiti sulla sostenibilità alimentare e l’agricoltura presso le istituzioni dell’Ue e la Fao.
Nel 2012, in qualità di presidente di Slow Food, è intervenuto al Forum Permanente delle Nazioni Unite sui Popoli Indigeni a New York. Alla Conferenza Onu sullo sviluppo sostenibile Rio+20 in Brasile, ha partecipato al dialogo globale su sicurezza alimentare e nutrizione.
ùIl Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente lo ha nominato co-vincitore del premio Champion of the Earth 2013. Nel 2016 è stato nominato Ambasciatore Speciale Fao per il programma Fame Zero in Europa. Ha preso parte, nel 2019, al Sinodo “Amazzonia: Nuovi Cammini per la Chiesa e per una Ecologia Integrale” in Vaticano invitato da Papa Francesco.