• 3 Giugno 2026 11:55

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Cesare, il cane robot dell’Esercito protagonista alla parata del 2 giugno

Giu 3, 2026

Il sole brilla su Via dei Fori Imperiali, le Frecce Tricolori solcano il cielo disegnando il tricolore e, tra i reparti d’élite che sfilano con orgoglio per la Festa della Repubblica, spunta lui. Non ha piume sul cappello da bersagliere, non porta la sciabola, ma ha quattro zampe d’acciaio che tintinnano sul selciato di Roma con la precisione di un metronomo. È Cesare, la recluta più “smart” dell’Esercito Italiano, che dimostra a tutti come il futuro della nostra difesa non sia fatto solo di muscoli e coraggio, ma anche di chip e sensori.

La sua presenza tra i ranghi attira gli sguardi curiosi di grandi e piccini, trasformando un momento di solenne tradizione in un’anteprima di quello che vedremo nei campi di battaglia e nei tunnel del domani. Cesare non è un cane qualunque: è una piattaforma tecnologica avanzata che sta riscrivendo le regole dell’esplorazione tattica.

L’addestramento tra i cunicoli di Parma

Mentre i suoi simili biologici si godono il riposo all’ombra, questo cane robot è stato recentemente protagonista di un ciclo di addestramento decisamente fuori dal comune a Parma. Ma cosa ci faceva un cane di metallo in una delle città più eleganti d’Italia? La sua missione era tutt’altro che una passeggiata al parco. Cesare è stato messo alla frusta dai guastatori paracadutisti, un corpo d’élite abituato a gestire situazioni ad alto rischio e terreni che definire “difficili” è un eufemismo.

In questo contesto, Cesare è stato impiegato per l’esplorazione di ambienti sotterranei, muovendosi tra cunicoli e macerie con una disinvoltura quasi inquietante. Immaginate un drone che, invece di volare, cammina, salta e si intrufola dove l’occhio umano non può arrivare. Per i guastatori, avere Cesare in squadra significa poter inviare un “pioniere” instancabile in zone potenzialmente minate o instabili, ricevendo dati e immagini in tempo reale senza rischiare la vita di un soldato.

Perché preferire un robot a un pastore tedesco?

Dimenticate i classici Pastori Tedeschi che corrono dietro a una pallina o i Labrador che chiedono coccole a ogni passante. Cesare non abbaia ai postini, non perde pelo sulle divise immacolate e, soprattutto, non ha bisogno di essere portato fuori alle sei del mattino quando fuori piove: a lui basta una batteria carica e un obiettivo da raggiungere. A differenza di un cane biologico, Cesare non si spaventa per il rumore di un’esplosione e non viene distratto dall’odore di un gatto che passa nelle vicinanze.

La sua “mente” è un concentrato di intelligenza artificiale che gli permette di mappare l’ambiente circostante in tempo reale. Se c’è una trappola, Cesare la vede; se il soffitto di un tunnel sta per crollare, i suoi sensori lo rilevano prima che sia troppo tardi. E se malauguratamente dovesse rompersi durante un’operazione, beh, basta un kit di cacciaviti e qualche pezzo di ricambio hi-tech, senza dover affrontare il dolore della perdita di un compagno a quattro zampe in carne ed ossa.

Tecnologia al servizio del soldato

La vera forza di Cesare risiede nella sua capacità di agire come un moltiplicatore di forze. Durante le esercitazioni condotte dai guastatori paracadutisti, è emerso come questa tecnologia sia fondamentale per la sicurezza. Grazie ai suoi sistemi di visione avanzata, Cesare può inviare un flusso video costante agli operatori che lo controllano a distanza, permettendo loro di prendere decisioni informate senza mai esporsi direttamente al fuoco nemico o a pericoli strutturali.

Il suo design “snodabile” gli permette di salire scale, saltare ostacoli e, cosa ancora più impressionante, rialzarsi da solo se inciampa. Con una mossa che sembra un mix tra la breakdance e lo yoga acrobatico, si rimette in piedi in pochi secondi e continua la missione come se nulla fosse successo. È la perfetta sintesi tra agilità animale e precisione meccanica.

La vita quotidiana di Cesare

La vita di Cesare in caserma è decisamente spartana. Niente ciotola d’acqua, niente croccantini al pollo e nessun bisogno di addestramento con il clicker. A lui basta una presa di corrente per ricaricare le sue potenti batterie al litio e, di tanto in tanto, un tecnico specializzato che controlli che i suoi motori siano perfettamente sincronizzati. Nonostante l’aspetto che potrebbe ricordare un film di fantascienza, Cesare è un alleato prezioso e fedele.

Vederlo idealmente sfilare il 2 giugno è un promemoria di quanto la tecnologia stia cambiando il volto della sicurezza nazionale. Non è solo un “gadget costoso”, ma uno strumento che cambia radicalmente il modo di intendere la protezione dei nostri militari. Quindi, se mai doveste incrociare Cesare per le strade o durante una missione, non provate ad offrirgli un biscotto: molto meglio un power bank o una buona connessione Wi-Fi. Cesare è qui per restare e, a giudicare dalla sua performance con i paracadutisti, è decisamente il “bravo ragazzo” più tecnologico del reggimento.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close