• 7 Agosto 2026 23:57

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Gigi Proietti, la sua prima spider e l’esilarante aneddoto di Ferragosto

Ago 7, 2026

La prima spider di Gigi Proietti aveva già cambiato quattro proprietari. “Di quinta mano”, precisò lui nel 2017, raccontando una disavventura capitata nella Roma vuota di Ferragosto. La chiamò Fiat 1500 Spider e a tal proposito sorge un piccolo giallo, perché altrove la stessa automobile viene identificata come una 1600 S Osca. Da fuori le due quasi si confondevano, molto meno sotto il cofano, e, in assenza di targa e libretto, ci atterremo alla testimonianza di chi quell’auto l’aveva comprata e guidata.

La figuraccia al semaforo

Venerdì 7 agosto Rete 4 propone in prima serata Un’estate ai Caraibi. Nel film di Carlo Vanzina, il maestro della comicità interpreta il romano Alberto che, emigrato ad Antigua dopo aver accumulato debiti, sbarca il lunario a spese degli ignari turisti, ma, come detto, le spiagge caraibiche sono completamente estranee all’aneddoto. In una capitale svuotata dalle ferie, Proietti si sentì abbastanza al sicuro da indossare il corredo da pilota ricevuto in regalo e mai usato prima: cappello, occhialoni, guanti tagliati sulle dita e sciarpa bianca. Mancava soltanto la pipa, che lui aggiunse prima di mettersi in strada, perché nessuno avrebbe potuto vederlo conciato così.

Almeno, questo era il piano, destinato ad andare in frantumi, il tempo di fermarsi al primo semaforo. Accanto alla spider si fermò un camion carico di calce viva, guidato da un uomo con le braccia molto pelose e le sopracciglia talmente folte da sembrare una sola. Lo guardò e lo insultò: Proietti pensò alla risposta, ma alla fine si limitò a fare lo sdegnato e se ne andò.

Di quinta mano oppure no, la Fiat faceva la sua figura. La carrozzeria disegnata da Pinin Farina era bassa, lunga poco più di quattro metri e offriva posto soltanto a due persone. La capote in tela scompariva dietro i sedili, lasciando completamente in vista il suo improbabile abbigliamento da pilota.

Due spider quasi identiche

Il motore rappresenta il punto nel quale le due versioni smettono di assomigliarsi. Se Proietti ricordava bene, la sua montava il quattro cilindri da 1.481 cm³ ripreso dalla berlina Fiat 1500. Nel corso della produzione la potenza passò da circa 67 a 75 CV, sufficienti a spingere la spider fino a 160 km/h, e dal 1965 arrivò anche la quinta marcia, un vero lusso sulle auto italiane dell’epoca.

Sul tavolo metteva qualcosa in più la 1600 S Osca: il bialbero da 1.568 cm³ – progettato dall’azienda fondata dai fratelli Maserati – erogava circa 90 CV e la spingeva fino a 175 km/h. In seguito al restyling, era riconoscibile per i quattro fari anteriori, ma di fronte a una vecchia fotografia l’equivoco rimane comprensibile e, dal canto suo, Proietti teneva a ricordare soprattutto quanti proprietari avesse avuto la sua. Evidentemente il pedigree contava meno della spider.

Al camionista interessava ben poco stabilire se davanti avesse una 1500 o una 1600 S, visto che occhialoni, pipa e sciarpa bianca gli offrirono subito un argomento migliore. Proietti era abituato a prendersi l’ultima parola, ma stavolta preferì lasciarla all’altro. Nel film in onda venerdì sera toccha al suo Alberto imbrogliare i turisti di Antigua, nella Roma di Ferragosto a finire dentro la battuta fu invece lui.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close