(AGI) – Un processo pubblico e simbolico per mettere l’intelligenza artificiale sul banco degli imputati e interrogarsi su rischi, responsabilità e opportunità delle nuove tecnologie. E’ l’iniziativa che prenderà il via il 9 ottobre nella Corte d’Appello di Bari, dove per quattro giornate si alterneranno accusa, difesa, testimoni e giuria popolare in un dibattimento dedicato all’impatto dell’Ia sulla vita delle persone. L’iniziativa, definita dagli organizzatori il primo processo pubblico all’Intelligenza Artificiale in Italia, è stata ideata e organizzata dal Club delle Imprese per la Cultura di Confindustria Bari e Bat.
Le quattro accuse contestate all’IA
Il dibattimento affronterà alcuni dei principali interrogativi sollevati dall’impiego di sistemi conversazionali, generativi, predittivi e decisionali. Sul banco degli imputati l’Intelligenza Artificiale, chiamata a rispondere di quattro capi d’accusa: istigazione al suicidio, lesioni colpose, diffamazione attraverso contenuti falsificati e condotta antisindacale algoritmica legata alla sostituzione del lavoratore. Il calendario prevede quattro appuntamenti: il 9, 16 e 23 ottobre e l’udienza finale del 4 novembre, dedicata a requisitoria, arringhe e verdetto.
A guidare l’accusa sarà il procuratore di Bari Roberto Rossi, affiancato da due avvocati di Deloitte Legal, Francesco Carparelli e Valeria Logrillo. La difesa sarà rappresentata da quattro avvocati dello studio Polis avvocati (Michele Laforgia, Andrea Di Comite Domenica Lenato e Mauro Petrarulo). A presiedere il collegio sarà Maria Mitola, presidente della Corte d’Appello di Bari, affiancata da Rosa Calia Di Pinto, presidente di sezione penale, e da Ornella Gozzo, presidente della Seconda sezione penale della Corte d’Appello.
I testimoni previsti per le quattro udienze
Numerosi i testimoni chiamati a portare nel dibattimento competenze e punti di vista differenti. Tra loro Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri; Roberto Bellotti, rettore dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro; Pasquale Casillo, presidente e amministratore delegato di Casillo Partecipazioni; Roberto Catanesi, ordinario di Psicopatologia forense all’Università di Bari; Gaia Costantino, Ceo di Puglia Woman Lead.
Ma ci saranno anche Domenico Favuzzi, presidente e amministratore delegato di Exprivia; Silvia Godelli, ordinaria di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione; Alessandro Laterza, amministratore delegato della casa editrice Laterza; Giovanni Pascuzzi, consigliere di Stato; Gabriele Presti, Head of Strategy, Finance and Procurement di Divella; Benedetta Saponaro, docente di Etica per l’innovazione tecnologica all’Universita’ di Bari; Carolina Velati, segretaria generale NIDIL CGIL Bari e responsabile del dipartimento Politiche giovanili della CGIL Puglia. La giuria popolare sara’ composta da cinque esponenti del mondo dell’innovazione e della comunicazione, mentre ad affiancarli ci saranno alcuni magistrati.
“Portiamo l’Ia nella forma più alta del confronto pubblico”
“Abbiamo voluto portare l’Intelligenza Artificiale dentro la forma più alta e riconoscibile del confronto pubblico: il processo. Per questo abbiamo coinvolto personalità autorevoli della città e giuristi di assoluto rilievo, ricostruendo simbolicamente il rito della Corte d’Assise. Sul banco degli imputati non c’è semplicemente una tecnologia: c’è una trasformazione che investe il lavoro, le relazioni, le decisioni e la responsabilità”, spiega Gianni Sebastiano, ideatore dell’iniziativa e coordinatore del Club delle Imprese per la Cultura di Confindustria Bari e BAT.
“Il Processo nasce per spostare il confronto sull’Ia dal solo ambito tecnologico a quello civile, sociale ed economico, chiamando la comunità a interrogarsi sul proprio futuro. Non potevamo non inserire un tema di tale spessore nell’ambito delle iniziative di Bari Capitale della Cultura d’Impresa”, spiega Mario Aprile, presidente di Confindustria Bari e BAT.