• 11 Agosto 2026 18:58

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Due distributori su tre sono fuorilegge, scatta l’indagine della Guardia di Finanza

Ago 11, 2026

L’Italia è un posto bello, caldo, affascinante, ma ricco di contraddizioni e truffatori. Il mega blitz della Finanza sta svelando tutti i furbetti che stanno sfruttando la crisi per creare una rete di attività criminali che farebbe guadagnare cifre elevatissime. Dopo quello che è accaduto e sta accadendo in Medio Oriente, il carburante in autostrada ha superato quota 2 euro al litro.

La stangata dei prezzi presso i distributori sta aprendo una forbice tra gli italiani e chi opera sul mercato parallelo illegale sta facendo affari d’oro. Risulta logico che con un prodotto sempre più caro, la voglia di truffare cresce di giorno in giorno. Chi froda gioca sul rialzo dei carburanti e l’economia sommersa del contrabbando sta emergendo con dei numeri preoccupanti.

Tensioni internazionali e problemi interni

Il blocco dello Stretto di Hormuz e la guerra che si è scatenata tra Israele, Stati Uniti e Iran ha sconvolto degli equilibri precari. Nella giornata di ieri sono transitate appena 6 navi nello Stretto. Nel periodo prebellico erano circa 130 e Trump continua ad affermare che l’intero stretto di Hormuz sia stato bonificato e che gli americani ne detengono il controllo esclusivo. Tutto questo sta avendo delle ricadute devastanti sulle tasche degli italiani.

La Guardia di Finanza, da marzo a luglio 2026, ha passato al setaccio l’intera filiera distributiva nostrana. Dopo mesi di controlli sono emerse tutte le irregolarità dei distributori. L’intervento delle Fiamme Gialle si è espanso in due direzioni: la lotta all’evasione delle accise e la verifica della trasparenza dei prezzi al consumatore. Dopo 4.800 interventi complessivi su tutto il territorio nazionale e 20 milioni di chilogrammi di prodotti energetici sequestrati, sarebbero emersi che 6,5 milioni di chilogrammi di carburante consumati risultino “in frode”.

Ben 265 persone sono state denunciate all’autorità giudiziaria. Su 3.428 impianti controllati, sono state contestate 2.279 violazioni a 937 operatori, ovvero il 66,5% degli impianti fuorilegge. In sostanza due pompe su tre non erano a norma, a causa della mancata esposizione chiara dei cartelloni e, nei casi più gravi, ci sarebbe una difformità tra il prezzo pubblicizzato e quello addebitato all’erogatore.

Tecniche truffaldine

Tra le tecniche più comuni c’è quella del “designer fuel”, ovvero si prende del gasolio per autotrazione e lo si fa viaggiare con documenti falsi, ribattezzandolo come “olio lubrificante” o “liquido bio anticorrosivo”. Gli agenti di Udine e Verona hanno intercettato due tank container provenienti dall’Est Europa diretti al Meridione con 64.000 litri di finto olio lubrificante pronti a finire nei serbatoi delle vetture.

In Friuli, si è registrato il sequestro di quasi mezzo milione di litri, portando alla scoperta una evasione milionaria. Inoltre, è stato scoperto un traffico illecito di gasolio agevolato per uso agricolo. Il trucchetto stava nella presentazione di documenti falsi per approfittare della minor tassazione della miscela. In Calabria sono stati scoperti degli impostori che pretendevano per delle enormi serre fiumi di carburante. L’obiettivo era ottenere gasolio agricolo a basso prezzo che veniva poi rivenduto in nero a camionisti e imprese edili. Gli agenti della Guardia di Finanza hanno sequestrato 8 milioni di euro, denunciando 29 persone.

In Abruzzo diversi distributori erogavano meno gasolio da riscaldamento di quanto pattuito e fatturato, grazie a contatori truccati sulle autocisterne. Le eccedenze rubate venivano miscelate con gasolio per autotrazione e vendute in nero. Ad Acerra, in provincia di Napoli, è stato intercettato un magazzino per lo stoccaggio di carburante di contrabbando. La geografia dell’illegalità tracciata dalla Finanza è sempre più vasta su tutto il territorio.

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