• 4 Ottobre 2026 15:39

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GP Bahrain, F1 in tilt: perché le power unit sono andate in stallo?

Ott 4, 2026

Il Gran Premio del Bahrain ha vissuto una particolare pagina di storia. I software di molte vetture non sono stati in grado di gestire lo scenario e sono andati in tilt. È scoppiato il caos: bandiera rossa e rientro ai box per ricalibrare i sistemi. Vediamo di capire cosa è successo, perché, e qual è stata l’unica maniera per garantire il normale svolgimento della corsa a Sepang.

Le complicatissime power unit 2026

Il regolamento della Formula 1 2026 gioca un brutto scherzo. O forse, sarebbe meglio dire che si autopunisce in mondovisione. Quello che è successo al via del Gran Premio del Bahrain, che si è corso in Malesia, non è un semplice fatto da derubricare come problema. È una situazione figlia di un corpo normativo scritto e imposto senza una logica efficace per quanto riguarda le power unit.

Sappiamo che questi motori siano complicati. E sappiamo pure che le attuali unità di potenza non sono in grado di recuperare un quantitativo di energia sufficiente per fornire il supporto adeguato alla parte endotermica. Questo significa che, nell’arco di una tornata, i cavalli generati dal motogeneratore MGU-K non possono essere usati per tutto il tempo. Qui entra in gioco il software di sistema.

Parliamo dell’elettronica che gestisce l’ibrido e fa sì che le auto possano avere sempre l’energia nel momento più utile alla causa spalmandola nei vari punti del tracciato. Si usa un software predittivo, in quanto non lavora a parametro fisso ma cambia e si autogestisce a seconda della marcia del veicolo. Qualcosa di davvero intelligente, sì, a meno che non entrino in campo scenari particolari.

GP Bahrain, perché le power unit si sono bloccate al via?

Le precisazioni del primo blocco sono propedeutiche al ragionamento. Quando le vetture sono scese in pista hanno realizzato 4 giri dietro la Safety Car prima di allinearsi sul traguardo. In questo frangente, il software ha registrato un utilizzo della power unit anomalo, ha provato ad adattarsi al contesto come da copione, ma ovviamente non ci è riuscito. Risultato? Errore 404…

Le power unit sono andate in tilt. I motori non funzionavano più, erano accesi, i piloti schiacciavano la tavoletta dell’acceleratore, ma la potenza non c’era. In alcuni casi, vedi Hamilton e altre vetture motorizzate Ferrari, è stato addirittura necessario fermare la vettura e spegnerla. In gergo si chiama “power cycle”: operazione per azzerare il software e poter ripartire.

Anche ad altri piloti è successo qualcosa di simile, come al 4 volte campione del mondo Verstappen, che prima di vincere con grande merito il Gran Premio, ha rischiato di non parteciparvi nemmeno. La somma di queste ragioni ha spinto la direzione gara a fermare le operazioni di partenza. C’è però un alto motivo per cui il via ha ritardato così tanto.

Come funzionano i software predittivi delle power unit

Quando le auto sono tornate in pitlane, in una decina di minuti la pioggia è svanito lasciando spazio ad un pallido sole. Eppure, è passata circa mezz’ora prima di riallineare le vetture sulla griglia. La ragione è semplice: i team dovevano riprogrammare i software per consentire alle power unit il loro consueto utilizzo. Come detto, parliamo di programmi predittivi che registrano e decidono in autonomia l’uso della potenza.

Facciamo un esempio: se durante le prove libere, in un arco di una decina di giri il passo non è quello stimato, dovuto ad un qualsiasi problema, ecco che il software registra le informazioni, pensa che l’andatura sia più lenta, e rilascia un quantitativo di energia minore. Se il team non se ne accorge, la vettura si presenta in qualifica e non è in grado di spremere al massimo tutto il potenziale.

Figuriamoci cosa può succedere all’interno di uno scenario come quello odierno alla partenza. I software non sapevano come gestire la situazione e semplicemente sono andati in blocco. Essendo ancora alla preistoria di questa tecnologia, non c’erano soluzioni rapide da applicare. Oggi si è creato un precedente che fornirà le basi per evitare situazioni del genere in futuro? Questo si spera.

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