• 9 Agosto 2026 1:25

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Ondate di calore, come cambieranno le auto del futuro

Ago 8, 2026

Darwin aveva ragione, ma non parlava di automobili. Gli scienziati ci dicono da tempo che il corpo umano, nelle prossime generazioni, si adatterà progressivamente alle ondate di calore sempre più intense e frequenti: sudorazioni più efficienti, termoregolazione affinata, qualcosa di simile a ciò che i popoli vissuti per secoli in climi equatoriali hanno già sviluppato in modo naturale. L’evoluzione biologica è lenta, ma lavora. E nel frattempo, anche le automobili stanno evolvendo, molto più velocemente. Se il corpo umano impiega generazioni ad adattarsi al caldo, l’ingegneria ci mette qualche anno per ricevere le richieste del mercato. E le soluzioni che si stanno sviluppando nei laboratori dei principali costruttori mondiali sono già più avanzate di quanto la maggior parte degli automobilisti immagini.

Un mondo sempre più caldo

Le statistiche sulle temperature estive in Europa non lasciano spazio a molte interpretazioni. Le ondate di calore sono diventate più frequenti, più lunghe e più intense rispetto a vent’anni fa. L’estate 2026 ha confermato ancora una volta questa tendenza, con picchi che hanno superato i 40 gradi in molte aree del Centro-Sud Italia e temperature percepite che rendono l’abitacolo di un’auto parcheggiata al sole un luogo potenzialmente pericoloso, non solo poco confortevole.

Lasciare un’auto chiusa sotto il sole di agosto per due ore significa ritrovarsi con una temperatura interna che può raggiungere i 60-70 gradi. E quel calore non se ne va semplicemente abbassando il finestrino: ci vuole tempo, aria condizionata attiva, e una buona dose di pazienza prima che l’abitacolo torni a livelli sopportabili. I costruttori lo sanno, e stanno lavorando per cambiare questa equazione.

Colori chiari

Il punto di partenza, che sembra banale ma non lo è, riguarda le vernici. I colori scuri assorbono il calore in modo significativamente maggiore rispetto a quelli chiari, e la temperatura interna di un’auto nera parcheggiata al sole può superare di 20 gradi quella di una bianca nelle stesse condizioni. Non è una differenza trascurabile quando si parla di abitacoli che già di loro tendono a trasformarsi in saune.

Questa consapevolezza sta influenzando le tendenze di design: i costruttori stanno sviluppando vernici termoriflettenti che incorporano pigmenti in grado di riflettere le radiazioni infrarosse invece di assorbirle. Il risultato pratico è un’auto più fresca anche con una tinta scura, una soluzione che risolve la contraddizione tra estetica e praticità senza obbligare tutti a guidare auto bianche.

Lo stesso principio si applica al tetto panoramico, ormai onnipresente sulle auto moderne: il vetro trattato con filtri elettrocromatici o pellicole solari avanzate riduce il calore irradiato nell’abitacolo mantenendo la luminosità senza trasformare la cabina in una serra.

Preraffrescamento

L’esempio più concreto di adattamento attivo al caldo è il preriscaldamento, o preraffrescamento: la capacità di portare l’abitacolo a una temperatura accettabile ancora prima di salire in auto. Lo abbiamo visto applicato già oggi su molte auto elettriche ma la direzione è chiara: con la transizione elettrica questa funzione diventerà uno standard imprescindibile, disponibile via app e integrata con la pianificazione degli spostamenti.

Il vantaggio è doppio. Da un lato si entra in un abitacolo già fresco, eliminando i primissimi minuti di guida con il volante bollente e la schiena che brucia sul sedile. Dall’altro si sfrutta l’energia dalla rete durante la ricarica anziché dalla batteria durante la guida, il che significa che il preraffrescamento non riduce l’autonomia disponibile per il percorso. Un beneficio concreto che nelle giornate più calde può fare una differenza reale.

Sedili ventilati

Il sedile è il punto di contatto diretto tra il corpo e l’abitacolo, e in estate è spesso il primo problema. I sedili riscaldati li conoscono in tanti; quelli ventilati sono meno diffusi ma stanno crescendo rapidamente nel listino di un numero sempre maggiore di costruttori.

Il principio è semplice: una serie di microventole integrate nel materiale del sedile fa circolare aria fresca attraverso la superficie, eliminando il calore accumulato e riducendo la sudorazione da contatto. Il risultato è una sensazione di freschezza che nessuna quantità di aria condizionata sparata dall’alto riesce a replicare in modo altrettanto diretto.

I sedili ventilati erano fino a qualche anno fa un’esclusiva delle auto premium. Oggi compaiono anche su modelli di fascia media, e le previsioni indicano che entro fine decennio saranno quasi onnipresenti sulle auto nuove. Un’altra piccola evoluzione, silenziosa e pratica, che ci avvicina a un’automobile costruita davvero per il clima che stiamo vivendo, non per quello di trent’anni fa.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close