• 8 Agosto 2026 15:55

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Car camping, perché dormire in auto è il trend dell’estate 2026

Ago 8, 2026

C’è una generazione che ha deciso di reinventare le vacanze. Nel mentre i prezzi degli hotel sono saliti, i biglietti aerei costano sempre di più, e l’idea di passare una settimana bloccati in un resort tutto incluso è sempre meno attraente per chi under 35. Il risultato si chiama car camping, e sta diventando uno dei trend più seguiti dell’estate 2026. In Cina è un trend in voga da anni, in Europa si sta affacciando con crescente curiosità, e in Italia con quella prudente apertura che si riserva alle cose nuove che potrebbero però funzionare davvero.

L’idea di base è semplice: dormire in auto. Ma dire così è un po’ come dire che il campeggio è dormire in tenda, tecnicamente vero, ma enormemente riduttivo rispetto a quello che il fenomeno è diventato.

Un trend dalla Cina

Il car camping moderno ha le radici ben piantate nel mercato cinese, ed è lì che il fenomeno ha assunto le proporzioni di un vero e proprio movimento culturale. La crisi economica cinese ha spinto una generazione di giovani professionisti a ripensare le proprie abitudini di viaggio, preferendo i road trip a basso costo alle vacanze costose in hotel. Non è una scelta unicamente forzata e passiva: è una scelta consapevole, costruita attorno a un’idea precisa di libertà.

Numerosi i volti diventati noti grazie a questo movimento. In cui condividono il loro quotidiano, trasmesso in diretta, con pasti cucinati su piastre a induzione portatili e SUV elettrico trasformato in camera da letto. È il segnale di un cambio di paradigma: l’auto non è più solo un mezzo per arrivare da qualche parte, ma il posto in cui stare una volta arrivati ed evadere dalla routine con facilità.

Risparmio e spirito avventuriero

Dormire in auto fa risparmiare. Questo è il punto di partenza, e vale la pena dirlo senza troppi giri di parole. Una notte in hotel in una città turistica italiana d’agosto vale tranquillamente tra i 150 e i 300 euro. Una notte parcheggiati in un’area camper attrezzata o in un posto panoramico isolato può costare zero euro, o poco più di dieci. Su una settimana di viaggio, la differenza è sostanziale.

Ma il car camping non ha tenuto solo grazie al risparmio. Si è diffuso perché risponde a qualcosa di più profondo: il desiderio di flessibilità totale. Niente check-in da rispettare o orari della colazione, si decide in tempo reale dove fermarsi, si cambia itinerario senza costi aggiuntivi, si sceglie il panorama dalla finestra ogni mattina.

Secondo i dati relativi al turismo itinerante in Italia, il 65% di chi sceglie soluzioni di mobilità autonomacamper, van attrezzati e auto – lo fa principalmente per la libertà di decidere in autonomia tempi, itinerari e durata del soggiorno. Non è un caso che molti di questi viaggiatori provengano dal turismo tradizionale, che hanno abbandonato in favore di una modalità percepita come più autentica e meno vincolata.

L’efficienza delle auto elettriche

Qui sta la vera svolta del car camping contemporaneo rispetto alle versioni precedenti del fenomeno. Dormire in auto era già possibile prima, ovviamente, ci hanno provato in molti, con risultati di comfort variabili. Ma era un’esperienza in qualche modo spartana, segnata da limitazioni pratiche evidenti: come si carica il telefono? Come si tiene il cibo fresco? Come si sopravvive al caldo di luglio senza far girare il motore tutta la notte?

La tecnologia Vehicle-to-Load (V2L), disponibile in un numero crescente di veicoli elettrici permette alla batteria dell’auto di funzionare come una presa di corrente portatile, alimentando piastre a induzione, macchine del caffè, frigoriferi portatili, proiettori e luci da campeggio.

Non serve più accendere il motore per tenere il clima acceso durante la notte: i nuovi EV includono una modalità Camping dedicata che mantiene il climatizzatore o il riscaldamento attivi con un consumo energetico ridotto al minimo, permettendo di dormire comodamente senza compromettere l’autonomia per il percorso del giorno successivo. È una differenza concreta e pratica, che trasforma il car camping da esperienza di sopravvivenza in qualcosa di confortevole.

Un paese che non teme l’ansia da ricarica

Chi ha un’auto elettrica in Cina e ha già fatto un viaggio lungo sa quanto sia spensierata l’esperienza della ricarica sulle principali rotte. Le colonnine fast charge si sono tantissime, i tempi di ricarica ridotti e la pianificazione attraverso le app di navigazione integrata è diventata intuitiva anche per chi non è un nerd dell’elettrico.

Per il car camping questa evoluzione conta moltissimo. La scelta del pernottamento non è più condizionata solo dalla posizione panoramica o dalla disponibilità di un’area attrezzata: si abbina naturalmente alla presenza di una colonnina nelle vicinanze, addirittura a lenta ricarica notturna. Si può infatti arrivare, fermarsi e collegare l’auto alla presa, così che la mattina dopo si riparte con la batteria piena senza aver dormito in città.

In Italia, le aree di sosta attrezzate per camper e van che stanno installando punti di ricarica sono aumentate in modo notevole, concentrate soprattutto lungo le coste e nelle zone alpine più frequentate. Non è ancora una rete capillare ovunque, ma la tendenza è chiara. Mentre le colonnine di ricarica veloce offrono una rete in continua espansione, ma certo non ai livelli della libertà che si può ottenere in Cina.

Fenomeno social

La crescita del car camping non si spiega senza parlare dei social media. I produttori di auto stanno progressivamente spostando la propria comunicazione verso la vita a bordo, mostrando famiglie e coppie che cucinano, guardano film, si svegliano con vista sul mare o sulle montagne. Non vendono più solo il veicolo: vendono uno stile di vita.

Su Instagram e TikTok, gli hashtag legati al car camping registrano milioni di visualizzazioni. I contenuti più performanti mostrano la trasformazione del veicolo tramite sedili abbattuti, materasso gonfiato, luci da atmosfera accese, e la mattina dopo con il paesaggio che si apre dal portellone. Non serve un van attrezzato, un camper costoso e difficile da mantenere tutto l’anno: basta un SUV abbastanza spazioso e spirito di adattamento.

In Italia, marchi come Dacia hanno già intercettato questa domanda: il Sleep Pack per Duster e altri modelli del marchio, venduto a 1.500 euro se acquistato con l’auto nuova o 1.990 euro successivamente, comprende sistema di trasformazione dell’abitacolo, tendine oscuranti e tenda da agganciare al portellone. Oppure le tende da tetto che ormai non sono più una novità di nicchia. Con l’elettrico però si è aperto un modo diverso di intendere le vacanze, e ha tutto quello che serve per durare.

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