• 13 Luglio 2026 16:43

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Fiat punta su Grizzly, come sono fatti i due nuovi SUV

Lug 13, 2026

L’11 luglio Fiat ha compiuto 127 anni e per festeggiare, anziché affidarsi alla solita torta con le candeline, il marchio ha scelto di svelare nuove immagini e dettagli di un progetto che accompagna la casa torinese verso il prossimo capitolo della sua storia: la Grizzly e la Grizzly Fastback. Due SUV attesi, due siluette distinte, un’unica volontà dichiarata da Olivier François, ceo di Fiat, di rispondere ai bisogni concreti di chi l’auto la usa davvero ogni giorno, senza fronzoli inutili. I due modelli saranno tra i protagonisti del prossimo Salone di Parigi, previsto per ottobre 2026, ma il debutto commerciale non dovrebbe distanziarsi di molto: il lancio è previsto per l’ultimo trimestre dell’anno. Il conto alla rovescia, insomma, è già partito.

L’ultima arrivata

La Fiat Grizzly si inserisce in una gamma che negli ultimi anni ha attraversato una profonda trasformazione, con la Panda che ha cambiato pelle con il lancio della Grande Panda, la Topolino che ha conquistato il mercato dei quadricicli elettrici (arrivando anche in America) e il Doblò che continua a essere un punto di riferimento costante per i professionisti. La Grizzly in questo panorama è qualcosa di diverso, il tassello mancante nel segmento dei SUV medi, quello che Fiat non presenziava più da quando recentemente la Tipo è uscita di scena.

Fiat è nuova all’uso di nomi animali per i propri modelli, Grizzly infatti rompe una tradizione: non è un nome italiano e segnala con chiarezza la volontà del marchio di posizionarsi su una scena globale, non solo europea. Una scelta coerente con la strategia di Stellantis di costruire famiglie di prodotti pensate per più mercati contemporaneamente, anche considerando la crisi che sta abbracciando tutti i costruttori europei e che porta a rivedere le strategie globali nel segno dell’efficienza.

Dimensioni e design

La strategia dichiarata da François è quella di offrire due silhouette distinte per due tipologie di clienti. Entrambe condividono lo stesso impianto razionale, lo stesso approccio pratico e buona parte delle soluzioni tecniche sotto la carrozzeria, ma poi si separano nel modo in cui si presentano. La Fiat Grizzly è lunga 4,4 metri. È la versione pensata per chi vuole massimizzare la praticità: spazio interno, abitabilità, bagagliaio capiente, linea più alta e robusta. Un SUV nel senso più tradizionale del termine, con una presenza su strada decisa e linee squadrate che richiamano il carattere dell’animale che le ha dato il nome. Le proporzioni ricordano da vicino la Grande Panda, ma con dimensioni più generose che la collocano in un segmento superiore. Anche il design rimane legato al nuovo percorso stilistico più moderno intrapreso con il B-SUV che, attraverso il fascione che contiene i fari e i passaruota squadrati, sottolinea i muscoli di Grizzly.

La Fiat Grizzly Fastback è qualche centimetro più lunga, con linee che scorrono verso una coda più slanciata, la tipica soluzione SUV coupé che ormai impazza in tutti i segmenti, dal B al D. Oltre l’esercizio di stile però, l’abitacolo mantiene un’abitabilità generosa per entrambe le file di sedili e il bagagliaio raggiunge una capacità dichiarata di 600 litri, un dato di tutto rispetto per questa categoria. Sette le tinte disponibili per la carrozzeria, in linea con la filosofia colorata che Fiat ha adottato con sempre maggiore determinazione negli ultimi anni.

Motori semplici

Sul fronte meccanico, la gamma motori conferma la direzione presa dall’intero gruppo Stellantis nel segmento B e C: razionalizzazione estrema, un’unica famiglia di propulsori declinata in più potenze. Il protagonista è il tre cilindri turbo da 1.2 litri, disponibile nelle versioni da 100 CV e da 145 CV mild hybrid. La prima monta il cambio manuale la seconda l’automatico, più precisamente un doppia frizione a sei rapporti, lo stesso che si trova su Peugeot 208, Citroen C3 e sulla Grande Panda.

Il motore è un’evoluzione del vecchio PureTech, ma con oltre l’80% dei componenti rinnovati rispetto alle versioni precedenti, con distribuzione a catena anziché cinghia, calibrazioni aggiornate, affidabilità migliorata almeno secondo i costruttori. Un punto fondamentale che molti appassionati seguono con interesse, visti i trascorsi del 1.2 di prima generazione con cinghia a bagno d’olio. Accanto alle versioni termiche, la gamma prevede anche varianti completamente elettriche, i cui dettagli tecnici non sono ancora stati diffusi in modo definitivo.

Quando esce

L’agenda è abbastanza chiara. Fiat ha confermato che sia la Grizzly che la Grizzly Fastback saranno presentate ufficialmente al Salone dell’Auto di Parigi nell’ottobre 2026, uno degli appuntamenti più importanti del calendario automobilistico europeo. A seguire, il lancio commerciale è previsto per l’ultimo trimestre dello stesso anno, il che significa che i primi esemplari potrebbero arrivare in concessionaria già entro dicembre 2026.

Va precisato che i prezzi non sono ancora stati comunicati, ma sembrerebbe che entrambe le versione usciranno con lo stesso prezzo di listino. Una scelta insolita, che di fatto lascia all’acquirente la libertà di scegliere la carrozzeria preferita senza penalizzazione economica, al contrario della concorrenza dove la silhouette più sportiva costa di più rispetto alla versione tradizionale. Un messaggio di accessibilità che il marchio tiene a mandare con chiarezza.

Spot con Olivier François

Per accompagnare la presentazione, Fiat ha diffuso uno spot video che ha già fatto discutere. Come spesso accade con le campagne del marchio negli ultimi anni. Il filmato è ambientato in un classico ufficio anagrafe italiano, con tanto di timbri, code e scartoffie, e vede Olivier François in persona che registra i due nuovi modelli come nuovi nati nella famiglia Fiat. Quello che inizia come un atto burocratico si trasforma rapidamente in un test drive improvvisato attraverso gli uffici, con tanto di commenti entusiasti da parte degli impiegati presenti.

Lo spot gioca su un’ironia tutta italiana, strizzando l’occhio a quella burocrazia caotica che il paese si porta dietro con più o meno orgoglio. È la stessa vena comunicativa che Fiat aveva usato con successo per la Grande Panda e la Topolino, e che sembra essere diventata una firma riconoscibile della fase François. Non sarà per tutti questo tipo di comunicazione: c’è chi la trova fresca e c’è chi la trova forzata. Ma difficilmente passa inosservata, e nell’era dei contenuti che scompaiono nel giro di ore, non passare inosservati vale già qualcosa.

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