• 3 Giugno 2026 13:25

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Sequestrata benzina di contrabbando a Roma: proveniva dall’estero

Giu 3, 2026

In un momento storico in cui il prezzo dei carburanti è costantemente sotto i riflettori, esiste un mercato parallelo che si muove nell’ombra delle rotte internazionali, cercando di eludere controlli e tassazioni. L’ultima operazione del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma ha portato alla luce un ingente traffico illecito di “oro nero” proveniente dal cuore dell’Europa e destinato a rifornire illegalmente la Capitale. Quello che doveva essere un normale trasporto di liquidi industriali si è rivelato un carico di oltre 31mila litri di benzina di contrabbando, intercettato in un anonimo capannone a Cerveteri.

L’odore del sospetto lungo la Statale Aurelia

L’operazione è scattata quando i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno notato un autoarticolato con targa estera che, con fare sospetto, si addentrava in un’area di parcheggio situata lungo la Strada Statale 1 Aurelia. L’area, un vasto comprensorio di circa 9.400 metri quadrati, fungeva da base logistica per lo scarico del prodotto. Nonostante la documentazione di accompagnamento cercasse di mascherare il contenuto, definendolo genericamente come un “liquido infiammabile” partito dalla Germania e diretto verso la Campania, i finanzieri non si sono lasciati ingannare.

A tradire i contrabbandieri sono stati due elementi sensoriali e tecnici: l’intenso odore di idrocarburi che saturava l’aria del piazzale e alcune evidenti anomalie riscontrate nei sigilli della cisterna, che apparivano manomessi o non conformi agli standard di sicurezza. Questi indizi hanno spinto le Fiamme Gialle ad approfondire il controllo con l’ausilio di strumentazione tecnica specifica, confermando che all’interno del mezzo non vi era affatto un prodotto industriale generico, ma benzina per autotrazione pronta per essere immessa nel circuito commerciale romano.

Il tesoro del capannone

L’intervento non si è limitato al solo sequestro del carburante. All’interno della struttura, i finanzieri hanno rinvenuto e sequestrato oltre 37mila euro in contanti, somma ritenuta dagli investigatori il provento immediato delle vendite illecite. Sotto sequestro sono finiti anche l’intero autoarticolato e la vasta area di parcheggio con annesso magazzino. Due persone sono state segnalate alla Procura della Repubblica di Civitavecchia: il conducente del mezzo, un cittadino polacco, e il rappresentante legale della società che gestiva il capannone, entrambi accusati di violazioni alle norme sul pagamento delle accise e sulla circolazione dei prodotti energetici.

Questo sequestro non è un caso isolato, ma si inserisce in un fenomeno criminale in forte crescita nel Lazio. Solo pochi mesi fa, un’operazione analoga a Capena aveva portato al blocco di 26mila litri di gasolio, mentre un altro carico da 30mila litri è stato intercettato recentemente nei pressi di Cassino. Gli investigatori parlano di una vera e propria strategia del “designer fuel”: il carburante viene miscelato con oli pesanti o zolfo e accompagnato da lettere di vettura false (CMR) che dichiarano il trasporto di olio lubrificante, tutto allo scopo di abbattere i costi legati alla tassazione fiscale.

Una sfida costante alla legalità economica

L’aumento esponenziale di queste operazioni conferma come le organizzazioni criminali stiano sfruttando i canali dell’Europa dell’Est per alimentare il mercato nero dei carburanti in Italia. Viaggiando con bolle di trasporto contraffatte, questi convogli cercano di mimetizzarsi nel grande flusso logistico che attraversa il Paese. Il sequestro di Cerveteri rappresenta un duro colpo a questo circuito illecito, sottraendo risorse preziose che altrimenti avrebbero alimentato l’evasione fiscale e creato una concorrenza sleale ai danni dei distributori onesti. Le indagini proseguono ora per risalire l’intera filiera e individuare i centri di stoccaggio e vendita finale di questa benzina “fantasma”.

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