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3% – La meritocrazia nella fantascienza

Ott 28, 2017

Ricordate il fenomeno di Hunger Games? Una serie letteraria talmente popolare da inspirare adattamenti cinematografici di gran successo commerciale, generare una quantità incalcolabile di emulatori più o meno riusciti, e rendere globalmente famoso il sottogenere young adult. Con questa definizione, molto usata in America, si intendono tutte le storie narrate dal punto di vista di un adolescente, un personaggio più facile da comprendere e apprezzare per il lettore/spettatore, senza che il tono della narrazione sia limitato o censurato. Alcuni di questi libri sono parecchio forti da digerire, soprattutto nel caso di racconti di formazione violenti.

Nel mondo televisivo questa moda non è passata inosservata, tuttavia non aveva mai abbracciato la fantascienza distopica prima di 3%, un Original Netflix dello scorso anno passato un po’ in sordina, ma assolutamente meritevole della visione. Prima produzione Netflix in Brasile, lo show è basato su un pilot incompiuto del 2009, ampliato nelle tematiche e nelle idee.

AlvarezAlvarez

In un futuro non precisato, le risorse del nostro pianeta si sono quasi esaurite, portando l’umanità allo sbando. L’Entroterra è marcio, pieno di megalopoli, e vive nella completa anarchia e povertà. Solo il 3% della popolazione vive nel lusso dell’Offshore, asserragliati su un’isola, con la capacità di curare ogni malattia e di vivere in pace. Ogni anno viene indetto il Processo, una lunga e dolorosa selezione fra tutti i ventenni dell’Entroterra, di cui solo uno sparuto gruppo fra i più meritevoli riuscirà ad entrare in questa utopia.

La sostanziale differenza con altri prodotti simili – definiti spesso battle royale è la quasi totale assenza di mattanze barbariche. A differenza di un Hunger Games in cui il vincitore risulta l’ultimo rimasto in piedi, nel Processo di 3% si affrontano quiz di logica e manualità sotto l’occhio scrutatore dei supervisori, in cui ognuno deve dimostrare le qualità necessarie per entrare a far parte dell’élite della società.

In appena otto episodi il lavoro dello showrunner Pedro Aguilera si dimostra soddisfacente e sufficientemente profondo, senza cadere in scelte di sceneggiatura campate in aria o senza appiattire le tematiche trattate nonostante il target di riferimento. I ragazzi che partecipano al Processo si strattonano, si inimicano a vicenda e a volte superano alcuni limiti pur di essere accettati nel 3%. Ogni puntata racconta i retroscena di uno dei cinque protagonisti, ognuno con le proprie motivazioni e paure durante il Processo.

EzequielEzequiel

Ma a conti fatti il personaggio più interessante è Ezequiel, il carismatico leader del Processo. Spinto da ideali forti ma allo stesso tempo misterioso e con un forte trauma alle spalle, la sua figura ruba sempre la scena e risulta quasi imprevedibile. È certamente la figura più complessa ed enigmatica dello show.

Dal punto di vista visivo lo show si attesta su ottimi livelli e colpisce l’alternanza fra le baracche sporche e distrutte e l’imponente cattedrale di vetro del Processo, coi suoi interni futuristici e ricoperti di schermi televisivi che paiono usciti da una puntata di Black Mirror. L’unico sostanziale difetto è la completa anonimità della ambientazione, che non sorprende mai veramente lo spettatore fra un interno industriale e l’altro.

Gruppo protagonistiGruppo protagonisti

Lo show fa spesso leva su alcuni ribaltamenti e plot twist inaspettati sulla natura del Processo e della società, che ogni volta ampliano in modo attento e oculato le informazioni di cui dispone lo spettatore. L’ultima rivelazione è la più significativa e offre uno spunto di riflessione interessante da approfondire in futuro.

3% parte da una idea non proprio originalissima e una struttura a tratti derivativa dal suo genere di appartenenza, ma grazie ad un intreccio notevole e a personaggi che bucano lo schermo riesce a ritagliarsi un piccolo ma meritevole posto nel catalogo Netflix. In attesa che la futura seconda stagione possa evolvere la vicenda e mostrarci finalmente questo tanto chiacchierato Offshore.


Tom’s Consiglia

Un altro prodotto young adult molto apprezzato e famoso è la saga di Maze Runner – Il Labirinto, qui in versione Blu Ray.

Hunger Games: Complete CollectionHunger Games: Complete Collection Hunger Games: Complete Collection

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