• 7 Maggio 2026 21:58

Corriere NET

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Zen e Sferracavallo, la mafia si riprende i quartieri

Mag 7, 2026

AGI – Alle 9 del mattino di ogni giovedì lo Zen è brulicare di bancarelle arricchite di frutta e verdura e un caleidoscopio di colori e vita che per metà della giornata e una volta alla settimana nasconde e riesce a far perfino dimenticare l’immondizia per le strade e il degrado in cui lo Stato ha precipitato uno dei quartieri popolari di Palermo.

Questa mattina, questo giovedì, così non è andata: il comando agli ambulanti, più veloce della reazione delle forze dell’ordine, era che oggi si lasciasse il campo a un funerale “importante”. Su una pagina Facebook che fa riferimento a una famiglia di cognome Barone era apparso ieri questo messaggio: “Mi scuso con le persone del mercato ma essendo che mio padre è molto amato e conosciuto non si fa il mercato fatelo girare nel modo che arriva a tutti zona zen”. Il diktat ha reso deserte le vie dello Zen, e ne ha silenziato la vita, facendo riaffiorare alla vista le mini discariche e la paura.

“Oggi muriu uno importante e mercato non se n’è fatto”, racconta al cronista uno degli ambulanti che vuole conservare l’anonimato, e se chiedi in giro dove sono finite le bancarelle, ti rispondono: “Il mercato è chiuso per lutto”.

 

 

La denuncia dei politici e il metodo mafioso

È successo qualcosa di incredibile – spiegano il deputato regionale Ismaele La Vardera e i consiglieri comunali Giulia Argiroffi e Ugo Forello, che hanno primi rivelato cosa accadeva – e cioè che la famiglia di un soggetto già imputato per gravi reati nell’operazione Bivio (condotta dai carabinieri nel 2021 nel mandamento di San Lorenzo-Tommaso Natale, ndr) ha scritto sui social che oggi non si sarebbero tenuti i mercati e di fare arrivare il messaggio a tutti. Un’imposizione con metodo mafioso – aggiungono – che si è poi configurata nell’effettivo divieto ai commercianti di montare il proprio gazebo per il mercato. Nessuno può sostituirsi allo Stato ed è assurdo come, ancora oggi, lavorare in certi quartieri siano così difficile per i commercianti per bene“. “Bastava che le forze dell’ordine minacciassero di vietare quel funerale, per far ritirare quel messaggio – riflette con amarezza un residente – ma ‘loro’ sono stati più veloci a farlo passare tra gli ambulanti”.

Intimidazioni anche a Sferracavallo

Sul posto è giunto in tarda mattinata l’assessore alle Attività produttive del Comune di Palermo, Guliano Forzinetti, che ha dovuto prendere atto di una battaglia persa oggi dallo Stato tra il quartiere Zen e Sferracavallo, borgata marinara di Palermo a pochissimi chilometri dal primo e dove la notte scorsa è stata compiuta una nuova intimidazione contro i commercianti che si preparano all’estate, dopo quelle che hanno visto un commando sparare con i kalashnikov contro un ristorante e un autolavaggio. Da tempo i cittadini di questa borgata chiedono “un presidio fisso delle forze dell’ordine“, spiega il consigliere di circoscrizione Simone Aiello, che si è visto però negare dal Comune la possibilità di un consiglio comunale straordinario da tenere nel quartiere.

 

 

La condanna del sindaco di Palermo

“Quanto accaduto oggi tra Sferracavallo, Tommaso Natale e lo Zen – dice il sindaco di PalermoRoberto Lagalla – rappresenta un segnale grave che non può e non deve essere sottovalutato. Le intimidazioni ai danni di attività commerciali, così come ogni forma di condizionamento mafioso della vita economica e sociale dei quartieri, trovano la mia più ferma condanna personale e quella dell’intera amministrazione comunale. Gli episodi registrati a Sferracavallo si inseriscono in un quadro che desta forte preoccupazione e che richiama tutti, istituzioni e comunità civile, a mantenere alta l’attenzione. Nessuno deve sentirsi solo davanti a intimidazioni e minacce. Altrettanto grave è quanto avvenuto oggi allo Zen, dove alcuni ambulanti è stato costretti a non svolgere il consueto mercato rionale a causa di pressioni e imposizioni inaccettabili per permettere il funerale di un pregiudicato. Nessuno – prosegue – può pensare di sostituirsi allo Stato o di esercitare forme di controllo sulle attività commerciali e sulla vita di un quartiere. Si tratta di comportamenti che colpiscono lavoratori onesti e famiglie che vivono del proprio impegno quotidiano e che hanno invece bisogno di legalitàtutela e opportunità. Per questa ragione, il Comune trasmetterà una segnalazione alle autorità competenti affinché venga fatta piena luce sull’accaduto”.

 

 

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