MILANO – Dopo i collocamenti di porzioni di capitale negli ultimi mesi, Unicredit ha annunciato stamane l’uscita da Bank Pekao, la controllata polacca: la banca di Piazza Gae Aulenti ha sottoscritto un accordo con Pzu e Pfr per la cessione di una partecipazione pari al 32,8% della controllata. La chiusura dell’operazione è attesa per la metà del 2017 ed è soggetta all’approvazione da parte delle autorità regolamentari e di antitrust. Con questa cessione importante, Unicredit si garantisce un introito di 2,4 miliardi di euro.

In parallelo, spiega Unicredit, “al fine di completare la dismissione dell’intera partecipazione nella società intende lanciare un’operazione di mercato rivolta cessione della partecipazione residuale in Bank Pekao pari al 7,3% del capitale sociale attraverso certificati equity-linked”. In pratica, si tratta di strumenti che permettono di dilazionare la vendita nel tempo: Unicredit ne venderà per un valore di circa mezzo miliardo. I certificati hanno come sottostante le azioni Pekao che ancora detiene: alla data di scadenza del 15 dicembre 2019 (ma sarà possibile anticiparla), saranno regolati attraverso la consegna delle azioni polacche in modo che Unicredit possa trarre beneficio dal “potenziale apprezzamento delle azioni dovuto al valore addizionale che potrà essere apportato da parte di Pzu e Pfr a seguito del completamento della cessione”.

Unicredit precisa inoltre che nella fase di transizione “continuerà a fornire, ad interim e a condizioni di mercato, determinati servizi di supporto – principalmente relativi a sistemi IT”.

La dismissione, parte di un progetto di revisione della strategia avviato dall’ad Jean Pierre Mustier, avrà riflessi positivi sul capitale, con un miglioramento di circa 55 punti base sul Cet1 ratio del gruppo al 30 settembre 2016. “Inoltre – spiega ancora la nota – la vendita della partecipazione residua in pekao del 7,3% tramite i suddetti certificati genererà un impatto positivo sul capitale alla data di scadenza degli stessi”.

Su Pekao i rumors di vendita duravano da diverso tempo: già ad inizio settembre si indicava la possibilità di colloqui, poi a metà ottobre, sia la banca di Piazza Gae Aulenti sia il gruppo polacco, sono usciti allo scoperto confermando le trattative. Comunque è da tempo che Pzu, nell’ambito di quella che è stata ribattezzata con il termine di ri-polonizzazione, ha manifestato un deciso interesse nei confronti della banca di cui Unicredit detiene 40,1% del capitale. Mustier nel rimodellare l’istituto, di cui è diventato numero uno agli inizi di luglio luglio, ha messo da subito in chiaro che tutti gli asset erano sotto esame. Pekao è rientrata immediatamente in questa strategia tanto che proprio a luglio è stato ceduto un 10% sul mercato per 749 milioni di euro.

La banca milanese ha in agenda un aumento di capitale per 13 miliardi di euro e ha altri tavoli aperti, a cominciare dalla cessione di Pioneer, per la quale è stata concessa l’esclusiva ad Amundi. Sull’operazione si è alle battute finale con un’offerta da parte francese tra 3,2-3,4 miliardi. Nella trattativa è inserito anche per Unicredit un dividendo straordinario compreso tra 500 e 800 milioni di euro. Dovrebbe, infine, definirsi anche il nodo npl con Pimco, Cerberus e Fortress in lizza per una partecipazione nel veicolo destinato a gestire 20 miliardi di Npl, i crediti di difficile esigibilità: una dismissione che avverrebbe in parte con la Gacs (garanzie dello stato) e in più tranche.