MILANO – Mercati alla prova del Referendum, riaprono le Borse e devono fare i conti con il voto netto degli italiani. Queste le previsioni di Mario Spreafico, direttore degli investimenti di Schroeder.

Come reagiranno i mercati dopo l’esito del referendum?

I mercati reagiscono violentemente solo se sono sorpresi. E’ successo con la Brexit, meno con le elezioni Usa dove c’era un testa a testa nei sondaggi, in Piazza Affari l’unica sorpresa sarebbe stata una vittoria del “Sì”. Solo in quel caso ci sarebbe stata euforia: azioni, bond, spread e perfino il cambio euro/dollaro avrebbero tutti recuperato posizioni.

Quali conseguenze prevede invece nel caso di una vittoria del No?

La vittoria del No è in parte già scontata dal mercato: viviamo da oltre un mese con in mano sondaggi che indicano che la riforma non passerà. Tutti gli investitori italiani, ma soprattutto quelli esteri, si sono già posizionati su una vittoria del No, un effetto che si è visto anche sul cambio euro/dollaro. Per alcuni fondi stranieri questo referendum è erroneamente considerato un po’ come la Brexit, e quindi un segnale sulla tenuta dell’euro.

E quindi i mercati non reagiranno con un crollo?

Nel breve termine azioni, e soprattutto quelle delle banche, ma anche bond e spread dovrebbero perdere terreno, ma poi l’effetto panico dovrebbe rientrare. In proposito mi aspetto che il differenziale tra il decennale tedesco e quello italiano si allarghi in area 180-200.

Questo con la schiacciante vittoria del No che si è vista?

La vittoria del No, come dicevo è già scontata. La sua dimensione ampia dovrebbe avere solo effetti temporanei perché sarà interpretata come un voto di sfiducia contro il governo Renzi. Ma agli italiani, come è stato lo scorso giungo per gli inglesi, non si chiede se restare o meno nell’euro: questo non significa che emergeranno alcune conseguenze sulla stabilità politica del Paese, ma dubito che possa esserci un contagio a livello internazionale.

Eppure Renzi era piaciuto molto agli investitori esteri, che avevano applaudito alcune delle sue riforme…

Vero, infatti lo spread si allargherà, ma la stampa estera nei giorni scorsi ha anche riconosciuto che si andrà verso un governo tecnico, per cui non c’è da aspettarsi conseguenze drammatiche. Resta il fatto che ancora una volta l’Italia si conferma essere un Paese ingovernabile, e l’incertezza è un fattore che da sempre disincentiva gli investimenti esteri a livello nazionale.