• 17 Maggio 2026 23:59

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Sinner: “Cinquant’anni dopo Panatta, una giornata speciale. Ora Obiettivo Parigi”

Mag 17, 2026

AGI – “Ho vinto in uno dei posti più speciali, davanti a tante persone importanti. Sono felice di questa conquista, a Roma avevo debuttato a 17 anni contro Steve Johnson (la sua prima vittoria in un Master 1000, ndr) puntando soprattutto a non fare una brutta figura”. Il nuovo re di Roma Jannik Sinner, accolto da un applauso, arriva in sala stampa con il trofeo che Adriano Panatta gli ha consegnato dopo 50 anni, vinto quando papà Hanspeter Sinner aveva solo 12 anni e mamma Siglinde 10, e mette in fila emozioni, sensazioni e progetti futuri. “Quello che ho realizzato in questo anno è incredibile ma il mio obiettivo resta Parigi”.

Riposo, preparazione e obiettivo Parigi

“Adesso mi riposerò due o tre giorni, è giusto così, ma poi è importante mettermi in forma per Parigi”. Per forma intende soprattutto forma fisica “perché fisicamente devi stare bene altrimenti non vai da nessuna parte, a tennis sanno giocare tutti bene ormai” ed è proprio per questo, sottolinea, che alla fine del suo match con Ruud durante la premiazione ha ringraziato i suoi preparatori atletici.

La felicità secondo Jannik

Il concetto di felicità, questo ragazzo invincibile però lo lega proprio al riposo: «adesso la mia felicità durerà tre giorni, e comunque non è legata al vincere o perdere altrimenti mi metterei troppa pressione, mi considero una persona equilibrata, la serenità me la danno le piccole cose, un po’ di golf, un giro in go kart».

La finale con Ruud: difficoltà, pressione e gestione

Sapeva che la finale di oggi contro Casper Ruud vinta 6/4 – 6/4 non sarebbe stata semplice: “Era difficile anche per l’orario, con sole e ombra sul campo, c’era il vento che cambiava – analizza – e poi sentivo la pressione prima, è normale, sapevo per cosa stavo giocando”. Ha cercato di restare più calmo possibile: “Dopo mezz’ora ho servito meglio, all’inizio ho fatto fatica a entrare in partita. È stata decisamente una bella giornata, io cinquant’anni dopo Panatta, Bolelli e Vavassori prima coppia italiana della storia a vincere il doppio a Roma”.

La notte della pioggia e la tensione

Nella notte del match interrotto dalla pioggia non ha chiuso occhio per la tensione, “stasera dormirò senz’altro meglio”. Dipende anche da quello che farò» scherza.

AGI – “Ho vinto in uno dei posti più speciali, davanti a tante persone importanti. Sono felice di questa conquista, a Roma avevo debuttato a 17 anni contro Steve Johnson (la sua prima vittoria in un Master 1000, ndr) puntando soprattutto a non fare una brutta figura”. Il nuovo re di Roma Jannik Sinner, accolto da un applauso, arriva in sala stampa con il trofeo che Adriano Panatta gli ha consegnato dopo 50 anni, vinto quando papà Hanspeter Sinner aveva solo 12 anni e mamma Siglinde 10, e mette in fila emozioni, sensazioni e progetti futuri. “Quello che ho realizzato in questo anno è incredibile ma il mio obiettivo resta Parigi”.
Riposo, preparazione e obiettivo Parigi
“Adesso mi riposerò due o tre giorni, è giusto così, ma poi è importante mettermi in forma per Parigi”. Per forma intende soprattutto forma fisica “perché fisicamente devi stare bene altrimenti non vai da nessuna parte, a tennis sanno giocare tutti bene ormai” ed è proprio per questo, sottolinea, che alla fine del suo match con Ruud durante la premiazione ha ringraziato i suoi preparatori atletici.
La felicità secondo Jannik
Il concetto di felicità, questo ragazzo invincibile però lo lega proprio al riposo: «adesso la mia felicità durerà tre giorni, e comunque non è legata al vincere o perdere altrimenti mi metterei troppa pressione, mi considero una persona equilibrata, la serenità me la danno le piccole cose, un po’ di golf, un giro in go kart».
La finale con Ruud: difficoltà, pressione e gestione
Sapeva che la finale di oggi contro Casper Ruud vinta 6/4 – 6/4 non sarebbe stata semplice: “Era difficile anche per l’orario, con sole e ombra sul campo, c’era il vento che cambiava – analizza – e poi sentivo la pressione prima, è normale, sapevo per cosa stavo giocando”. Ha cercato di restare più calmo possibile: “Dopo mezz’ora ho servito meglio, all’inizio ho fatto fatica a entrare in partita. È stata decisamente una bella giornata, io cinquant’anni dopo Panatta, Bolelli e Vavassori prima coppia italiana della storia a vincere il doppio a Roma”.
La notte della pioggia e la tensione
Nella notte del match interrotto dalla pioggia non ha chiuso occhio per la tensione, “stasera dormirò senz’altro meglio”. Dipende anche da quello che farò» scherza.

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