• 14 Giugno 2026 10:08

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Intralcio alla visuale, la multa fino a 344 euro che non ti aspetti

Giu 14, 2026

Non tutte le infrazioni al Codice della Strada hanno la stessa visibilità. Alcune le conosciamo bene perché fanno parte dell’immaginario collettivo. Poi ce ne sono altre, meno note, che quasi nessuno considera davvero fino al momento in cui trova il verbale sul parabrezza o si sente fermare da una pattuglia. Una di queste riguarda qualcosa che milioni di automobilisti italiani fanno ogni giorno senza pensarci due volte: tenere nell’abitacolo oggetti che limitano la visibilità del conducente. Sembra una cosa da niente. Le cifre della multa, invece, non lo sono affatto.

Intralcio alla visuale, cosa vuol dire?

Il principio di base è semplice: chi guida deve poter vedere la strada nel modo più completo possibile. Non è solo buon senso, è un obbligo di legge. Il Codice della Strada stabilisce che il conducente deve avere in ogni momento una visibilità adeguata su tutta la traiettoria di marcia e sull’ambiente circostante. Qualsiasi oggetto che interferisca con questa visibilità, sia che si trovi sui vetri sia che occupi in modo ingombrante l’interno dell’abitacolo, costituisce una violazione.

Nella pratica, le situazioni più frequenti riguardano una serie di abitudini talmente diffuse da sembrare normalissime. Gli adesivi sul parabrezza o sui finestrini laterali sono forse la casistica più comune: quelli dei parcheggi, delle palestre, le scritte decorative, i simboli che molti incollano come personale dichiarazione d’identità. Se questi adesivi occupano porzioni della superficie vetrata che rientrano nel campo visivo diretto del guidatore, sono tecnicamente irregolari.

Stessa cosa vale per i ciondoli appesi allo specchietto retrovisore interno. I profumatori, le coroncine, i portafortuna, i cristalli di varie dimensioni: tutto ciò che dondola davanti agli occhi del conducente, distrae e occlude una porzione della visuale verso l’esterno.

Meno intuitiva ma altrettanto sanzionabile è la presenza di oggetti ingombranti sulla cappelliera posteriore: peluche, cuscini, borse lasciate lì per praticità, pile di documenti o qualsiasi altra cosa che riduca la visibilità verso il lunotto. In certi casi anche un portatelefono posizionato male può rientrare nella categoria degli ostacoli alla visuale.

C’è poi il caso dei vetri oscurati oltre i limiti consentiti dalla normativa. Sebbene i veicoli di serie escano dalla fabbrica con pellicole omologate, molti automobilisti scelgono di applicarne di più scure, spesso senza verificare se la percentuale di trasmissione della luce rispetti i valori previsti dalla legge. Anche questa è una violazione che rientra nel perimetro dell’intralcio alla visuale.

Cosa si rischia

La violazione in questione è disciplinata dall’articolo 164 del Codice della Strada, che regola tutto ciò che riguarda il carico e la sistemazione degli oggetti a bordo del veicolo in relazione alla sicurezza della guida, ed è stata meglio esplicitata da l’articolo 71a comma 4 dell’Ordinanza sui requisiti tecnici dei veicoli stradali (OETV). La sanzione amministrativa parte da un minimo di 87 euro e può arrivare fino a 344 euro.

Il consiglio, a questo punto, è banale quanto necessario: prima di salire in auto, vale la pena guardarsi intorno con occhio critico. Quello specchietto addobbato è davvero innocuo? Quell’adesivo sul lunotto non taglia proprio la linea visiva verso il retro? Quel pupazzo sulla cappelliera è davvero troppo piccolo per dare fastidio? In caso di dubbio, la risposta più sicura è sempre rimuoverlo. Perché tra una sanzione da 87 euro e un portafortuna appeso allo specchietto, la scelta è abbastanza semplice.

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