• 2 Settembre 2026 19:30

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Sì del Veneto alla legge sul fine vita

Set 2, 2026

AGI – Il Veneto si unisce a Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna e diventa la quarta regione in Italia ad aver approvato la legge di iniziativa popolare sul fine vita ed è la prima regione amministrata dal centrodestra a farlo. La legge sul suicidio medicalmente assistito è stata approvata con una votazione veloce, nonostante le tensioni. 

Zaia: “Dal Veneto una legge di civiltà”

“L’approvazione della legge sul fine vita rappresenta un risultato importante e un atto di responsabilità del Consiglio regionale del Veneto. È stata una discussione complessa e profonda, che ha coinvolto le coscienze prima ancora delle appartenenze politiche. Oggi il Parlamento dei Veneti ha scelto di non voltarsi dall’altra parte e di dare una risposta concreta a persone che vivono condizioni di sofferenza estrema. Personalmente sono orgoglioso di una politica regionale che, su un tema così delicato, ha saputo mostrare il volto migliore delle istituzioni: ascoltare, approfondire, confrontarsi con serietà e, infine, assumersi fino in fondo la responsabilità di decidere e di indicare una strada”. Così il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia.

Calenda: “Il Veneto fa quello che lo Stato non fa, assurdo”

“Nel frattempo il Parlamento italiano è fermo da sette anni, nonostante la sentenza 242 della Corte costituzionale. È una situazione francamente assurda: le Regioni intervengono perché lo Stato non fa il suo lavoro. E mentre la politica rinvia, ci sono malati e famiglie che aspettano. Azione ha votato a favore della legge in Veneto. Ma non possiamo continuare a lasciare alle Regioni il compito di sostituirsi al Parlamento. Serve una legge nazionale che dia attuazione alla sentenza della Consulta, senza restringerne le condizioni. Ogni mese di ritardo non è un problema politico o di equilibri parlamentari. È un mese in più di sofferenza e di incertezza per persone e famiglie che aspettano semplicemente che lo Stato si assuma la responsabilità di decidere”. Lo afferma il leader di Azione Carlo Calenda.

 

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