AGI – “Ferma l’estrema gravità del fatto e l’elevato grado di colpa” di Gabriele P. “deve altresì essere considerato il comportamento tenuto nell’immediatezza dall’indagato”. Il provvedimento con cui la giudice Maria Beatrice Parati convalida l’arresto del giovane alla guida dell’auto finita nel canale Villoresi prende atto del pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio ma valorizza anche il tentativo del giovane di aiutare gli amici dopo l’incidente.
Il pericolo che replichi quanto già fatto deriva, secondo la giudice, “dalle modalità particolarmente spregiudicate della condotta: si è posto alla guida di un veicolo con a bordo nove persone, in stato di alterazione alcolica e, nonostante ciò, tenendo una guida pericolosa, pur a fronte delle richieste avanzate dagli amici e delle evidenti condizioni della strada”.
Rischio di inquinamento probatorio
Quanto all’inquinamento probatorio, “il contesto in cui si sono verificati i fatti, i rapporti di conoscenza e amicizia che legano i soggetti coinvolti rendono verosimile e concreto il pericolo che, se libero di contattare i soggetti coinvolti e altri conoscenti possa incidere sulle dichiarazioni rese e possano verificarsi condizionamenti del ricordo” sulla serata.
Decisione sui domiciliari
I domiciliari però sono sufficienti considerando che “si è indicato agli operanti come il conducente del veicolo e si è sottoposto all’accertamento alcolemico” e “dalle dichiarazioni rese dalle persone offese, si evince come avesse cercato di soccorrere gli amici“, in particolare Camilla, poi deceduta.
Valutazioni finali della giudice
“Al contegno tenuto nell’immediatezza deve aggiungersi che è un soggetto di giovane età, incensurato e la difesa ha documentato un regolare curriculum scolastico nonché l’attività lavorativa d’estate” conclude la gip che ha disposto anche il braccialetto elettronico per il ragazzo.