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MWC, da Huawei a Lg passando per Nokia e BlackBerry: nel futuro con nostalgia – Il Messaggero

Feb 27, 2017
Il mercato degli smartphone assomiglia a un campionato di Formula 1, con una griglia definita avara di cambiamenti e con qualche colpo di genio a rompere equilibri stabilizzati. La conferma arriva da Barcellona, dove oggi si apre il Mobile World Congress, fiera mondiale di riferimento del settore con grandi e piccoli produttori che fino a giovedì mostreranno le novità in arrivo nel corso dell’anno. Come da programma i big sfoderano i muscoli nel giorno di vigilia, dedicato a conferenze stampa nei luoghi più belli della capitale catalana. Per tastare il polso al comparto, è curioso notare che protagonista della vigilia sia stata Apple, che da sempre diserta gli appuntamenti di gruppo e che ancora oggi è nella mente dei suoi rivali. La dimostrazione è il discorso di Richard Yu, numero uno mondiale di Huawei, il brand che più di tutti è salito di livello per credibilità e affidabilità negli ultimi due anni (139 milioni di unità vendute nel 2016).

In un Italian Pavilion gremito (e con centinaia di giornalisti rimasti fuori per il tutto esaurito), il grande capo dei cinesi ha svelato l’accoppiata P10 e P10 Plus, che oltre al nome e alle forme, richiama l’iPhone (e il Samsung Galaxy S7) in un confronto costante nell’elenco delle varie caratteristiche dei terminali: dalla superficie più ampia alla batteria più performante, la Mela c’è anche quando non si palesa. Rovesciando la prospettiva, la sfida diretta al re dell’alta gamma è doverosa per Huawei, riuscita in un paio di anni a infilarsi nel duello Apple-Samsung che ha lasciato per strada tante vittime. I nuovi arrivati sono godibili nell’estetica, sfoggiano una doppia lente Leica (sia posteriore, sia frontale) che assicura risultati eccezionali, specie per i ritratti.

RITORNO AL PASSATO

Sarà l’effetto nostalgia o l’affezione verso oggetti che hanno scandito un decennio della telefonia mobile, eppure la kermesse spagnola segna il ritorno in pista di BlackBerry e Nokia. Due colossi accomunati dall’incapacità di prevedere il sopravvento del web in mobilità, dimenticati prima e risplendenti oggi grazie alla Cina. Già perché gli ex canadesi sono proprietà di TCL Corporation, gruppo storico in patria e quotato alla Borsa di Hong Kong, noto in Europa per le acquisizioni dei marchi francesi Thomson e Alcatel, che decidono progetti e produzioni lasciando alla mora solo il nome, più affidabile rispetto a una figlia cinese. Il KEYone è lo smartphone del ritorno al passato, tanto che c’è pure la tastiera fisica qwerty, un display touch più piccolo della media (4,5 pollici), una batteria promettente da 3505 mAh che in 36 minuti si ricarica del 50%. Nel complesso un buon telefono, il cui appeal sarà frenato dai 599 euro del cartellino: troppi per chi mira a riprendersi una fetta di mercato. Lo scopo è condiviso da Nokia – acquisita dalla cinese HMD Global – che ha tolto i veli a tre modelli Android che puntano sul rapporto qualità-prezzo e un filo diretto con gli appassionati mai interrotto, come dimostra il nuovo 3310, il telefonino simbolo di un’era, già disponibile in quattro colori a 49 euro più Iva.

I LEADER

Un altro ritorno, in questo sui propri passi con la rinuncia al telefono modulare, è LG che con il G6 lancia uno smartphone bello da vedere e toccare. Oltre all’impermeabilità, all’abbondante autonomia garantita dalla batteria da 3.330 mAh, i sud coreani hanno migliorato il comparto fotografico, con un doppio obiettivo posteriore, e uno schermo da ben 5,7 pollici che occupa il 90% della superficie frontale riducendo di molto la cornice. Lo schermo chiamato Full Vision offre uno spazio più lungo in verticale, opzione voluta per favorire scrittura e diffusione di contenuti in tale formato, tipico dei social network. Interessante il tentativo di Alcatel con l’A5 LED, primo smartphone con lato posteriore ricoperto da LED interattivi che consentono di scegliere un colore per ogni notifica. Il Moto G5 e la versione Plus sono le novità di Lenovo, che si pone nella fascia media con modelli che spiccano per l’ottimizzazione dei consumi e costi abbordabili.

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