AGI – Le occasioni non nascono dal caso, si creano incontrando le persone giuste. Lo sanno bene Emanuele Sacco e Alexandro Nistiriuc, co-founder di Apeira insieme a Jacopo Mele, la realtà che da oltre un anno riunisce giovani innovatori e startupper offrendo loro occasioni uniche.
Presentano ora la loro nuova iniziativa ribaltando il paradigma del Venture Capital: invece dei pitch in ufficio (il racconto del progetto), salpano per le strade d’Italia.
Il primo giugno è partito infatti il Tour di Apeira: diciotto giorni di navigazione su terraferma a bordo di un “vascello a ruote”, un Ford Tourneo Custom che diventa molto più di un mezzo di trasporto: è il vessillo dell’intraprendenza che si vuole trasmettere a una generazione di talenti emergenti. In questo viaggio, Ford accompagna i ragazzi di Apeira mettendo la mobilità al servizio delle idee, offrendo uno spazio confortevole, sicuro, tecnologico e connesso in cui far muovere sogni, ambizioni e nuove opportunità. Da Catania a Milano, passando per Napoli, Roma, Bologna e Torino, il vascello farà tappa in hackathon e hackerspace, chiamando a raccolta le community locali di innovatori e creativi.
Un viaggio che prende vita grazie al supporto di Bending Spoons, main sponsor, insieme a Exein e Tech Europe Foundation.
Perché un vascello?
L’immagine del van-vascello non è solo un gioco estetico, ma una chiara metafora del Venture Capital. Se oggi lo intendiamo come investimento privato in startup, alle origini era il supporto economico alle “compagnie di ventura”, spedizioni mercantili che sfidavano l’ignoto del mare.
“Apeira non vuole essere – raccontano i co-founder – un faro che illumina gli altri stando ferma a riva, ma vuole essere il vascello in mare aperto che va a cercare un tesoro inesplorato: il talento. Inizialmente ci siamo fermati alla metafora che volevamo trasmettere, poi ci siamo chiesti: perché non farlo davvero? Abbiamo quindi pensato di allestire il van come un vero vascello e di arruolare un piccolo ‘equipaggio’ che ci accompagnasse durante l’avventura e tra i membri dell’equipaggio conteremo anche un robot-umanoide”.
Cos’è Apeira
Come evidenziato rispettivamente dall’ultimo rapporto in merito del CNEL e dal global report di GEM, l’Italia oggi forma eccellenze ma non sa trattenerle. I numeri parlano chiaro: tra il 2011 e il 2024, il bilancio è di -441mila giovani. Per ogni nove under 34 che lasciano il Paese, solo uno arriva dalle altre economie avanzate. Nel 2025 il 54.7% degli italiani reputa di possedere le giuste competenze per avviare un’impresa, ma il 51.1% ammette la propria paura di fallire nel tentativo. Apeira nasce per invertire questa rotta: “Siamo rimasti stregati – sottolineano Sacco, Nistiriuc e Mele – dall’energia che permea la Silicon Valley, giovanissimi che lavorano ai propri sogni creando tecnologia che fino a poco prima sembrava impossibile. La nostra convinzione è che questo ambiente si crei solo con la giusta densità di talenti, come già Adriano Olivetti fece a Ivrea. Noi vogliamo replicare questi ambienti. In Italia ci sono persone incredibili che devono solo incontrare l’opportunità giusta per spiccare, adesso sarà l’opportunità a trovare loro”. Ora Apeira sta inaugurando la prima hackerhouse a Milano, una residenza dove eccellenze italiane ed estere potranno convivere e lavorare insieme per costruire le future imprese che guideranno l’innovazione in Italia ed Europa.
Il tour
Ogni tappa del tour sarà l’occasione per raccogliere storie, intervistare sognatori e offrire quella “giusta occasione” che molti aspettano.
L’obiettivo è creare una connessione che vada oltre la presenza fisica, raggiungendo tramite social e media anche chi, per carattere o percorso, tende a restare ai margini. Per arrivare a chi non solo è già pronto a esporsi, ma anche a chi sta costruendo in silenzio, chi è troppo concentrato sul proprio lavoro per alzare la mano, o chi ancora non crede abbastanza nel proprio potenziale.
Perché a volte basta qualcuno che se ne accorga prima: un amico, un familiare, uno sguardo esterno capace di riconoscere quel talento. Da lì si innesca una rete invisibile, fatta di piccoli segnali e passaggi di mano, che porta un’opportunità esattamente dove deve arrivare.
E così anche chi non avremmo mai avuto la fortuna di incontrare può scoprire che esiste un posto pensato esattamente per lei o per lui.