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Serie A: frenata Roma, la Juventus vede lo scudetto ma trema per Dybala

Apr 15, 2017

sabato 15 aprile 2017 17:10

ROMA – Allungo forse decisivo in chiave scudetto della Juventus, che passa a Pescara grazie a una doppietta di Higuain, vola a +10 sula Roma fermata sul pari all’Olimpico dall’Atalanta e può far rotta con ancora più fiducia su Barcellona, dove mercoledì giocherà il ritorno dei quarti di Champions League forte del 3-0 rifilato ai ‘blaugrana’ nel primo round.

PESCARA-JUVENTUS 0-2 – Sostanzioso turnover per Allegri, che per dosare le forze in vista della trasferta di Champions a Barcellona cambia l’intera difesa e inserisce Marchisio a centrocampo al posto di Khedira, neppure convocato come Buffon. Zeman non rinuncia al 4-3-3 suo marchio di fabbrica e – senza Bovo squalificato – schiera Campagnaro e Coda al centro della difesa mentre Brugman viene schierato al posto dell’influenzato Benali come ‘falso nueve’. In avvio di gara gli abruzzesi tengono bene il campo ma al 22’ i campioni d’Italia passano: assist di Cuadrado per Higuain che lasciato tutto solo in area non si fa certo pregare e scaraventa in porta la palla dell’1-0 salendo a quotta 22 gol in campionato.

Il 23esimo centro gli viene poi negato da Fiorillo, che al 36’ si oppone sulla girata di destro seguita al ‘sombrero’ su Coda. Ma l’appuntamento è solo rimandato perché al 43’ – sulla sponda di Mandzukic e dopo un tocco di Zampano che manda fuori tempo il portiere – l’argentino non fallisce. E prima del riposo ci prova anche Dybala a cui Fiorillo dice no, prima di ricevere un brutto colpo da Muntari in avvio di ripresa che lo costringe a lasciare il posto a Sturaro al 54’ (secondo cambio di Allegri dopo quello di Rincon per Pjanic all’intervallo). Il nuovo entrato ci prova al 60’ su assist di Cuadrado, ma Fiorillo si salva con i piedi. Con i tre punti in cassaforte la Juve gestisce e c’è gloria anche per Neto, che nel finale respinge una punizione di Biraghi e anticipa in uscitabassa Benali entrato al posto di Muntari a mezz’ora dalla fine.

ROMA-ATALANTA 1-1 – Spalletti – che nel giorno della sua 400esima panchina in A non ha disposizione Emerson e il lungodegente Florenzi – conferma la difesa a quattro, con Rudiger e Mario Rui terzini ai lati di Manolas e Fazio e recupera De Rossi a centrocampo, mentre davanti sono Perotti e Salah i due ‘fiancheggiatori’ di Dzeko. Formazione rimaneggiata per Gasperini, che deve fare a meno del ‘Papu’ Gomez squalificato e degli infortunati Spinazzola e Drame, sceglie un 3-5-1-1 con Hateboer esterno sinistro e Kurtic a sostegno del centravanti Petagna. Atalanta subito pericoloso al 3’ ma Manolas è decisivo nel deviare in angolo sul ‘rigore in movimento’ di Hateboer.

La Roma fatica a rendersi pericolosa e l’Atalanta – che non è squadra con timori reverenziali – al 22’ trova il gol: discesa di Conti sulla sinistra e cross basso per Kurtic, che di prima con il mancino trova l’angolino giusto lasciando di sasso Szczesny. Nainggolan e compagni accusano il colpo e per vedere la reazione attesa dall’Olimico trova attendere la ripresa, quando Spalletti richiama in panchina Manolas per inserire Bruno Peres con Rudiger che trasloca al centro. E al 50’ arriva il pari: cross pennellato da Mario Rui col mancino, sponda di Salah per Dzeko che sul filo del fuorigioco scatta e insacca a porta vuota. La Roma ora c’è e al 56’ va vicina al sorpasso, ma è il palo a negare a De Rossi un gol da antologia in acrobazia. Al 64’ è invece la traversa a fermare un bolide scagliato dal limite con il destro da Nainggolan. Spalletti allora tenta il tutto per tutto e al 78’ getta nella mischia anche El Shaarawy al posto di De Rossi e capitan Totti per Perotti all’85’. Mosse che però non bastano: finisce 1-1 e la Juventus allunga a +8.

GENOA-LAZIO 2-2 – Nel giorno del suo ritorno in panchina al posto dell’esonerato Mandorlini, Juric riprende dal suo fedele 3-4-3. Ritorno al 4-3-3 invece per Inzaghi, che schiera il tridente Anderson-Immobile-Keita mentre in mediana c’è il rientro di Parolo dalla squalifica. In avvio gran destro di Biglia che spaventa Lamanna dalla distanza ma a sbloccare la gara sono i liguri, con Simeone che anticipa di Hoedt e di testa supera Strakosha. Al 23’ rigore negato alla Lazio, con Parolo atterrato da Burdisso a un metro dalla porta e ammonito per proteste da Maresca.

I capitolini spingono a caccia del pari che arriva appena prima del riposo, quando l’arbitro concede il penalty per una respinta coj le mani dello stesso Burdisso su un bolide di Felipe Anderson. Sul dischetto si presenta Biglia che si fa respingere il tiro da Lamanna ma poi non sbaglia il tap-in. Nella ripresa la Lazio insiste e dopo un tiro di Hoedt respinto da Lamanna, al 59’ reclama invano un altro rigore per l’atterramento di Keita da parte di Laxalt e a farne le spese è Simone Inzaghi, allontanato dalla panchina per proteste. Al 68’ si fa vedere anche il Genoa, ma Strakosha non si fa sorprendere sul sinistro al volo di Palladino, servito dall’ex di turno Pandev. Ma sono gli ospiti a provarci di più e al 74’ è clamoroso l’errore di Lombardi, messo a tu per tu con Lamanna da Keita.

Quattro minuti dopo si materializza così la beffa e su cross di Lazovic proprio Pandev non ha remore nel punire di testa la sua vecchia squadra prima di lasciarsi andare a un’incontenibile esultanza. La Lazio però non si arrende e nel recupero, dopo l’espulsione del tecnico di casa Juric e un miracolo di Lamanna su Immobile, raggiunge il meritato pareggio con un preciso collo-esterno destro di Luis Alberto, che era subentrato a Parolo all’80’. Sembra finita e invece c’è tempo ancora per un’occasionissima sprecata da Milinkovic-Savic e un miracolo di Strakosha su Pandev.

FIORENTINA-EMPOLI 1-2 – Paulo Sousa, orfano dell’infortunato, Gonzalo Rodriguez, schiera Saponara e Bernardeschi a sostegno di Kalinic nel 3-4-3, menter Martusciello risponde con El Kaddouri a sostegno di Thiam e Mchedlidze. Al 7’ bel destro incrociato di Chiesa, ma Skorupski respinge sui piedi di Tello che spreca tutto calciando incredibilmente alto a porta vuota. La risposta empolese è immediata e prima Bernardeschi salva in ripiegamento su Krinic (8’), poi è Thiam a provarci su un azione da corner ma il suo sinistro a giro è impreciso di un soffio. La gara è combattuta e a spezzare l’equilibrio al 38’ sono gli ospiti: cross di Thiam, Tatarusanu respinge corto in tuffo ed El Kaddouri appoggia in rete a porta sguarnita. Nella ripresa doppio cambio nei viola: al 61’ fuori Bernardeschi e Saponara, dentro Babacar e Ilicic.

La mossa funziona perché al 64’ arriva il pareggio firmato da Tello, che raccoglie il cross di Borja Valero (scattato in sospetta posizione di fuorigioco) e supera Skorupski grazie anche alla deviazione di Veseli. I gigliati insistono, affamati di punti per sperare ancora nell’Europa, ma al 74’ imprecano per la traversa colpita da Ilicic su calcio di punizione e nel finale vengono beffati: contatto tra Borja Valer e Pucciarelli in area, l’arbitro indica il dischetto dove si presenta l’ex viola Pasqual che non fallisce e regala all’Empoli tre punti pesantissimi nella corsa alla salvezza.

TORINO-CROTONE 1-1 – Mihajlovic vara il nuovo 4-4-2 con Belotti e Maxi Lopez coppia d’attacco sostenuti sugli esterni da Ljajic e Iago Falque. Modulo speculare a quello granata per Nicola, che davanti si affida a Trotta in tandem con il bomber Falcinelli. Partono meglio i padroni di casa, che gestiscono il possesso ma nel primo quarto d’ora riescono solo a fare il solletico ai calabresi con un tiro centrale di Ljajic. Intorno al 20’ è invece Hart a salvare sul tentativo di Trotta, con Crisetig che sul proseguimento dell’azione sfiora poi la traversa con un sinistro a giro dal limite. Il Toro ci prova ma quando non è il portiere a dire di no è l’imprecisione a penalizzare Belotti e Maxi Lopez. Cordaz comunque è in giornata di grazia e in avvio di secondo tempo salva ancora su Zappacosta e due volte su Iago Falque, mentre vede sfilare la palla vicino al palo sul tiro di Boye.

Al 66’ però Il numero uno ospite non può nulla sul rigore concesso generosamente a Belotti (dopo un contrasto con Ceccherini) e trasformato dallo stesso centravanti che dal dischetto segna così il suo 25esimo gol in campionato. Il più sembra fatto per i granata e inevece tanta fatica viene vanificata dalla dormita della difesa all’81’, quando su azione da corner Simy (entrato per Martella) viene lasciato libero di segnare sulla sponda di Nalini (in campo da poco al posto di Trotta). Toro beffato e Crotone che prende un punto reso meno pesante dal colpaccio dell’Empoli quart’ultimo, corsaro a Firenze e ora a +5 sui calabresi.

CAGLIARI-CHIEVO 4-0 – Senza lo squalificato Pisacane e gli infortunati Barella, Ceppitelli, Dessena e Melchiorri il tecnico dei sardi Rastelli sceglie un 4-3-2-1 in cui Sau e Joao Pedro giocano a ridosso del bomber Borriello. Infermeria piena anche per Maran, che deve fare a meno di Birsa, Gamberini, Inglese, Rigoni, Sardo e Sorrentino e opta per un 4-3-1-2 in cui il tandem offensivo è composto da Meggiorini e Pellissier. Il Cagliari parte forte e al 10’ è già avanti: tiro di Tachtsidis e sulla respinta di Seculin come un rapace si avventa Borriello che fa 1-0 segnando il suo 15esimo gol in campionato. Il Chievo è stordito e cinque minuti dopo arriva anche il raddoppio, con Sau che danza in area e poi col sinistro sorprende il portiere dei veronesi.

E come se non bastasse al 17’ gli ospiti perdono per infortunio Cacciatore, sostituito da Spolli. Prosegue così il monologo dei sardi che al 39’ calano il tris con Joao Pedro. E il Chievo? Si vede poco e quando riesce a creare qualcosa è Rafael a dire di no, come al 29’ sulla doppia chande di Pellissier e Gapke e poi al 43’ su Castro. Nella ripresa occasioni per entrambe le squadre ma il risultato non sembra voler cambiare più, almeno fino all’89’ quando la difesa del Chievo va in bambola e Joao Pedro raccoglie la palla in area per poi insaccare e calare il definitivo poker.

PALERMO-BOLOGNA 0-0 – Il nuovo tecnico rosanero Bortoluzzi, all’esordio dopo aver sostituito Lopez, senza lo squalificato Gonzalez schiera Sunjic (prima da titolare) e Andjelkovic come centrali di difesa e in attacco il tridente Balogh-Nestorovski-Trajkovski. Donadoni – che deve fare a meno degli indisponibili Donsah, Nagy e Rizzo – ritrova invece Taider in mediana mentre in attacco preferisce Petkovic a Destro, con Verdi e Di Francesco a supporto. Dopo una prima fase di studio intorno al ventesimo il primo botta e risposta: prima ci provano i siciliani con Bruno Henrique che incrocia troppo il destro su passaggio di Balogh, poi è Verdi a non sfruttare di testa la mancata uscita del portiere Fulignati sul cross di Di Francesco.

Al 24’ il Bologna resta in dieci, con Pulgar che protesta in modo irriguardoso con l’arbitro ottenendo in cambio il rosso diretto. Nonostante l’inferiorità numerica gli emiliani potrebbero passare in vantaggio al 31’ ma Di Francesco, lanciato da Petkovic, dopo una fuga solitaria si fa ipnotizzare da Fulignati mentre due minuti dopo è il Palermo a mangiarsi le mani per la conclusione di Trajkovski murata da Torosidis. Nella ripresa il Palermo cerca di sfruttare la superiorità numerica ma il Bologna tiene bene, rischiando solo nel finale quando prima Diamanti (82’) e poi Sellai (88’) falliscono due ghiotte opportunità per riaccendere le speranze rosanero.

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