Bloccata in Russia LinkedIn, la piattaforma per contatti professionali con più utenti al mondo (400 milioni). La decisione presa dall’agenzia per le comunicazioni Roskomnadzor, anticipata il mese scorso con una prima sentenza di un tribunale, apre la strada all’oscuramento di altri social, da Facebook a Twitter.

«Il social LinkedIn è stato inserito nel registro dei siti che violano le regole per la protezione dei dati personali (che secondo una legge varata di recente devono essere conservati in server basati sul territorio russo, ndr) sulla base della sentenza di un tribunale e della sua entrata in vigore e deve essere bloccata dagli operatori», si legge nel comunicato dell’agenzia, dopo che la scorsa settimana il tribunale di Mosca aveva respinto il ricorso di LinkedIn alla prima sentenza emessa il mese scorso dal tribunale distrettuale di Mosca Tagansky.

Il portavoce dell’agenzia, Vadim Ampelonsky, ha ribadito che a LinkedIn erano stati inviati due diversi solleciti per l’attuazione di quanto previsto dalla legge, entrambi rimasti senza risposta. LinkedIn, fondata nel 2002 dal vice presidente di Paypal Reid Hofman, è stata ceduta lo scorso giugno per 26,2 miliardi di dollari a Microsoft. La società ha chiesto un incontro con Roskomnadzor, ha aggiunto l’agenzia citata da Interfax.

«Se LinkedIn sarà effettivamente bloccato, sarà un segnale per le compagnie che non hanno trasferito i dati personali dei russi. Questo riguarda Fwcebook, Twitter e tutti gli altri operatori stranieri», aveva dichiarato il consigliere del Cremlino per il web German Klimenko, in una intervista a Kommersant il mese scorso, dopo la prima sentenza del tribunale.