• 26 Aprile 2026 12:12

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Biocarburanti, in Italia costano più della ricarica elettrica

Apr 26, 2026

I biocarburanti sono considerati una valida alternativa per il futuro della mobilità, con l’obiettivo di diversificare le tecnologie disponibili senza dover passare completamente all’elettrico. Il tema è molto dibattuto e prende in considerazione sia l’impatto sull’ambiente che i costi.

Una nuova indagine di Transport & Environment (T&E), principale organizzazione indipendente europea per la decarbonizzazione dei trasporti, si concentra sul  costo dei biocarburanti e, in particolare, sulla differenza di spesa nell’utilizzo rispetto a un’auto elettrica.

Il risultato dello studio, di cui riportiamo i dettagli di seguito, è chiaro. Per fare 100 chilometri, in Italia, un’auto alimentata con HVO (Olio Vegetale Idrogenato; il più avanzato dei biocarburanti disponibili) costa il 52% in più rispetto alla ricarica elettrica. Ecco i dati dello studio.

I risultati dell’indagine

Secondo i dati dello studio, ricaricare un’auto elettrica nell’UE costa in media circa 7 euro ogni 100 chilometri percorsi. Ricorrendo a HVO puro, invece, la spesa salirebbe a 13 euro. Restringendo l’analisi all’Italia, invece, percorrere 100 chilometri con HVO richiede una spesa di 11,3 euro mentre con un’auto elettrica servono 7,4 euro. Nonostante l’Italia sia uno dei Paesi con la maggior produzione di HVO e con un costo dell’elettricità tra i più alti in Ue, i biocarburanti comportano una spesa del 52% in più rispetto al ricorso a un’auto elettrica.

Secondo gli autori dell’indagine, i biocarburanti come HVO rappresentano un’utile risorsa energetica per la decarbonizzazione di alcune modalità di trasporto anche se bisogna considerare che la loro produzione realmente sostenibile è molto limitata. La differenza nel corso di utilizzo per l’utente finale, come emerge dall’indagine, è evidente e favorisce in modo significativo la mobilità elettrica.

C’è un altro fattore da considerare che viene evidenziato dallo studio. La disponibilità limitata di biomasse sostenibili per produrre HVO potrebbe comportare un aumento del costo dei biocarburanti, sia per via della necessità di importare le materie prime (oli esausti da cucina o grassi animali) da Paesi extra Ue che per la possibile adozione di tecnologie meno mature, come l’uso della biomassa derivata dai rifiuti solidi urbani o residui cellulosici. Bisogna considerare anche la competizione con il settore dell’aviazione.

Da segnalare che la Commissione Europea ha comunque aperto alla possibilità di introdurre crediti per l’impiego di biocarburanti da parte dei produttori di auto. Secondo le stime di T&E questa proposta porterebbe a un aumento del 60% della spesa per i carburanti entro il 2050. La ricerca completa, intitolata “The cost of advanced biofuels” è disponibile sul sito dell’organizzazione, transportenvironment.org.

Il commento di T&E

Carlo Tritto, Sustainable Fuels Manager di T&E Italia, ha commentato in questo modo i risultati dell’indagine:

“un’auto alimentata a biofuel produce gli stessi inquinanti locali di una a benzina, costa più dell’elettrico e permette solo in parte di ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Mantenere alta l’ambizione sui target di riduzione delle emissioni di CO2 per le auto significa invece stimolare i carmaker a portare più rapidamente sul mercato auto elettriche più piccole ed economiche per il mercato di massa. Peraltro, i volumi limitati di biocarburanti avanzati saranno necessari per decarbonizzare il settore aereo e ridurre la dipendenza dalle fonti fossili”.

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