• 15 Maggio 2026 10:49

Corriere NET

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Il rilascio delle targhe dei monopattini è iniziato: quanto costa e quali sono le multe

Mag 15, 2026

L’epoca della circolazione deregolamentata per i monopattini elettrici in Italia sta per vivere il suo definitivo tramonto. Dalla mezzanotte del 16 maggio 2026 (con obbligo effettivo dal 17 maggio), ogni mezzo elettrico su “miniruote” dovrà esibire un segno distintivo inequivocabile: il cosiddetto “targhino”. Questa misura, introdotta per riportare ordine e identificabilità nelle arterie urbane, ha scatenato una vera e propria corsa contro il tempo, trasformando gli uffici della Motorizzazione civile in trincee burocratiche.

I numeri della “corsa allo sportello”

La situazione attuale ci racconta di una mobilitazione di massa dell’ultimo minuto. Nonostante l’obbligo fosse noto fin dal 18 marzo 2026, la maggior parte dei proprietari ha atteso i giorni immediatamente precedenti la scadenza per mettersi in regola. I dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) rivelano che sono state presentate oltre 40.000 richieste, di cui quasi il 60% concentrate negli ultimi dieci giorni di validità del periodo transitorio.

Il Ministero aveva d’altronde previsto un volume imponente, acquistando “al buio” dal Poligrafico dello Stato ben 210.000 contrassegni, con un investimento anticipato di circa un milione e mezzo di euro. Al momento, risultano già emessi circa 50.000 contrassegni, ma la pressione sugli uffici provinciali è tale che sedi come quelle di Roma, Milano e Torino hanno dovuto disporre aperture straordinarie proprio sabato 16 maggio per smaltire l’enorme arretrato.

Anatomia e costi del contrassegno

Il “targhino” non è una targa metallica tradizionale, ma un supporto plastificato adesivo non rimovibile di dimensioni contenute: 5 cm di base per 6 cm di altezza. Esteticamente presenta caratteri neri su fondo bianco riflettente, con la scritta “M.E.F.” in trasparenza e l’emblema della Repubblica Italiana (la stella con la sigla RI sopra una ruota dentata). La combinazione alfanumerica è composta da sei caratteri disposti su due righe.

Mettersi in regola ha un costo fisso che si aggira intorno ai 36-37 euro, così ripartiti dalle normative vigenti:

8,66 euro per il contrassegno fisico;
10,20 euro per i diritti della Motorizzazione;
16,00 euro per l’imposta di bollo;
1-2 euro di commissioni Pago PA per ogni versamento. A queste cifre vanno aggiunte le eventuali tariffe di agenzia per chi decide di non procedere autonomamente tramite il Portale dell’Automobilista ma si rivolge a uno studio di consulenza automobilistica.

Sanzioni e regole di posizionamento

Le autorità sono state chiare: non sono ammesse deroghe. Il semplice possesso della ricevuta di presentazione della domanda non esenta dalla multa se il contrassegno non è fisicamente applicato al mezzo. Il targhino deve essere posizionato in modo visibile sul parafango posteriore o, se assente, sul piantone dello sterzo a un’altezza compresa tra 20 e 120 centimetri da terra.

Per chi ignora la norma, la sanzione amministrativa è di 100 euro, che scende a 70 euro se il pagamento avviene entro cinque giorni. La stessa multa si applica in caso di contrassegno contraffatto. Ma la vigilanza non si fermerà alla targa: il nuovo quadro normativo prevede multe di 50 euro per chi circola senza casco (obbligatorio per tutti), senza luci accese o giubbotto riflettente dopo il tramonto, o sui marciapiedi. Inoltre, dal 16 luglio, scatterà anche l’obbligo di assicurazione RC, la cui assenza comporterà un’ulteriore sanzione di 100 euro.

L’obiettivo è chiaro: trasformare il monopattino da “giocattolo” da città a veicolo pienamente integrato e responsabile nel Codice della Strada.

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