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Huawei P8 Lite 2017 in prova: il miglior rappresentante della “fascia media” – DDay.it – Digital Day

Apr 18, 2017

P8 Lite è stato lo smartphone che Huawei è riuscita a vendere meglio e dopo quasi due anni di commercializzazione e oltre un milione e mezzo di pezzi venduti (solo in Italia) è ancora uno dei principali dispositivi dell’azienda orientale. Visto il grande successo ottenuto e osservando il trend di vendita discendente, il reparto marketing della stessa Huawei ha deciso che fosse il momento di ridare smalto alla gamma “lite” con un nuovo P8 Lite; la versione 2017 non ha nulla a che vedere con il precedente modello, e il naming non deve trarre in inganno.

Non c’è da stupirsi, dunque, se il dispositivo viene venduto su altri mercati con almeno quattro denominazioni diverse: Huawei P9 Lite 2017, Huawei Honor 8 Lite, Huawei Nova Lite e Huawei GR3 2017. Il prodotto – che attacca dal basso la fascia media – è sempre lo stesso e da noi, di listino, costa 249 euro.

È fatto bene, ma occhio alle ditate!

Da qualche tempo a questa parte tutti i protagonisti del mercato mobile sono soliti proporre al pubblico smartphone realizzati e rifiniti con cura; fino ad un paio di anni fa questa era una prerogativa dei top di gamma ma ben presto la filosofia ha abbracciato anche i medio gamma e non ci si stupisce più a vedere dispositivi da pochissime centinaia di euro al livello – costruttivo – di flagship di solo 2-3 anni fa.

Huawei P8 Lite 2017 non vuole certo essere da meno e una volta estratto dalla confezione colpisce immediatamente la vista e il tatto; lo smartphone è realizzato intorno a una scocca in plastica (che sembra alluminio) arrotondata agli angoli (7,6 millimetri di spessore per 147 grammi) e sia il frontale che il retro sono costituiti interamente in vetro. Il design è davvero azzeccato e piace molto anche alle donne (soprattutto nella colorazione bianca come quella dell’esemplare in prova) ma il dispositivo risulta estremamente fragile: se siete un po’ “pasticcioni” tenetevi alla larga da questo prodotto che, in caso di caduta, potrebbe letteralmente andare in pezzi. Per non parlare poi delle ditate e dell’incredibile scivolosità del telefono quando non è in mano: lo smartphone si sporca in maniera evidente (il trattamento oleofobico del display non è memorabile) e posizionandolo su una qualsiasi superficie non proprio piana si vedrà ben presto questo piccolo “gioiello” scivolare inesorabilmente in direzione centro della Terra. Insomma, considerando il target a tutto tondo cui è destinato P8 Lite 2017, probabilmente quella del vetro non è stata la scelta più sensata; un retro in metallo sarebbe stato un più giusto compromesso.

I pulsanti di blocco/sblocco e del volume sono sulla porzione destra del dispositivo mentre a sinistra c’è solo lo slot con carrellino sdoppiato per nano-SIM e microSD; la porzione superiore porta in dote l’uscita jack da 3.5mm con al fianco un microfono secondario e in basso vi sono microfono principale e altoparlante di sistema (le griglie sono due per una questione estetica, ma il suono “classicamente” arriva solo da una) tra i quali spunta la porta micro-USB, scelta quest’ultima che stona un po’ con il resto della sinfonia costruttiva. Lo ripetiamo ancora: che costi 10 euro o 1000 euro non importa, se si è deciso di passare alla USB Type C lo si fa su tutti i prodotti non solo su quelli di fascia alta. Il retro, lo ripetiamo, interamente in vetro, fa intravedere in alto a sinistra fotocamera e flash e nella pozione centrale lascia spazio al sensore di impronte digitali che, con buona pace dei concorrenti, è forse quello che funziona meglio tra tutti. Rapido ed efficace.

Display più che adeguato alla fascia di mercato

Che Huawei ci tenesse molto all’apparenza è parso evidente fin dall’unboxing e accendendo il dispositivo sono subito arrivate ulteriori conferme. P8 Lite 2017 è equipaggiato con un display LCD IPS da 5,2 pollici di diagonale con risoluzione di 1080×1920 pixel, numeri che rapportati tra loro risultano in un dignitosissimo valore di 424ppi, decisamente più che sufficiente per un pannello destinato ad un dispositivo appartenente alla gamma media.

Grazie alle dimensioni non esagerate, il prodotto risulta facilmente utilizzabile da ogni tipologia di utente; chi ha mani grandi non avrà alcun problema come non vi saranno difficoltà neppure per coloro che hanno mani un po’ più piccole: lo smartphone si impugna bene e sebbene non si riesca ad arrivare col pollice troppo “in alto” (ma dalle impostazioni si può selezionare l’opzione UI con una mano che miniaturizza lo schermo), la superficie vetrata posteriore – grazie all’effetto “attrito” con le dita – permette una buona possibilità di movimento della mano senza il rischio di catastrofiche cadute.

Il display non spicca in nessuna delle caratteristiche principali ma è in grado di offrire un buonissimo contrasto ed una più che accettabile luminosità massima, elementi che se combinati fanno sì che lo schermo sia perfettamente leggibile anche sotto la forte illuminazione diurna; i colori risultano un po’ spenti ma abbastanza fedeli alla realtà e tra le impostazioni è possibile andare a modificare la temperatura della palette. Davvero molto reattivo risulta poi il sensore per il riconoscimento dell’intensità di luminosità ambientale, componente che fino a poco tempo fa non spiccava mai in efficacia sulla stragrande maggioranza degli smartphone Huawei. Preciso anche il sensore di prossimità e comodissimo il piccolo LED di notifica RGB.

Prestazioni? Con l’aggiornamento è risorto

Specifiche alla mano, SoC HiSilicon Kirin 655 con CPU octa-core e 3 GB di RAM sembrerebbero piuttosto rassicuranti ma almeno inizialmente, nell’utilizzo di tutti i giorni, la piattaforma hardware scelta da Huawei e abbinata ad Android Nougat 7.0 non ha saputo convincere appieno. Sebbene si tratti di un dispositivo pensato per la fascia media Huawei P8 Lite 2017 ha subito palesato qualche difficoltà atipica, cosa che ci ha fatto immediatamente sospettare di una infelice ottimizzazionetra la componentistica e il reparto software.

Il modello inviatoci da Huawei è equipaggiato con la EMUI 5.0, Android 7.0 (patch sicurezza 1 dicembre 2016) e dopo diverse settimane di test non è stato difficile trarre conclusioni piuttosto allarmanti: lo smartphone, col software con cui esce dalla fabbrica, non è capace di gestire lo stand-by in maniera adeguata, elemento che si ripercuote in maniera significativa sull’esperienza d’uso. Dopo mezza giornata di utilizzo iniziavano a palesarsi rallentamenti e indecisioni insolite, mentre riprendendo il dispositivo in mano dopo una notte la situazione finisce solo col peggiorare.

Fortunatamente l’11 aprile Huawei ha rilasciato un corposo aggiornamento software da 488 MB (patch sicurezza aggiornata a febbraio 2017) il quale ha risolto gran parte dei problemi da noi riscontrati.

Nel periodo in cui siamo stati in compagnia di P8 Lite 2017 pre-aggiornamento abbiamo imputato le problematiche generali ad una cattiva gestione dei processi in background; il task manager non sembrava in grado di funzionare correttamente in modalità stand-by, mettendosi prepotentemente in moto solo alla riattivazione del dispositivo, fattore che inevitabilmente (soprattutto dopo molte ore di accensione) andava ad incidere in maniera importante sulle prestazioni del dispositivo. Ma tutto è bene ciò che finisce bene.

Lo smartphone visto nei giorni post-aggiornamento è risultato nettamente superiore a quello con cui siamo stati abituati a convivere prima dell’update. Un dispositivo nervoso si è letteralmente trasformato in un device reattivo e solido, come era giusto attendersi già dalle prime sessioni di utilizzo. Anche sotto stress, così come nel multitasking più spinto, pur non risultando fulmineo P8 Lite 2017 è in grado di destreggiarsi molto bene; impossibile sperare di ottenere di meglio da un dispositivo di questa fascia di mercato.

Nonostante le iniziali difficoltà, lo smartphone se l’è sempre cavata benissimo in ambito prettamente multimediale: nessun problema con filmati 1080p anche impegnativi e ottime prestazioni pure con i giochi 3D di ultima generazione. La GPU Mali-T830MP2 fa il suo lavoro senza mai palesare alcun tentennamento. Poco da dire poi sulla EMUI 5.0: l’interfaccia utente di Huawei è una conferma e risulta sempre estremamente semplice da utilizzare.

Moltissime sono le possibilità di personalizzazione offerte e la lista delle impostazioni è lunghissima; il sistema di notifica è forse, come da tradizione Huawei, un po’ troppo invasivo ma con Nougat non ci vuol molto a gestire al meglio gli avvisi. Sempre a proposito di notifiche, segnaliamo la non perfetta simbiosi tra lo smartphone e un Pebble che solitamente utilizziamo come wearable connesso 24 ore su 24; in questo caso però è molto diffcile capire a chi siano imputabili i limiti riscontrati a causa delle diverse parti in gioco (app Pebble e app Android Wear). Peccato per i soli 16 GB di memoria fisica (ma c’è lo slot microSD per schede fino a 128 GB), di cui 6,55 sono riservati al sistema Android.

La fotocamera dà soddisfazioni

Che P8 Lite 2017 fosse un dispositivo interessante lo abbiamo capito anche analizzando la qualità degli scatti ottenuti dalla fotocamera principale installata sul retro del dispositivo. Il sensore da 12 megapixel con lenti f/2.0 fa un grandissimo lavoro e in condizioni ottimali è quasi sempre in grado di restituire fotografie ricche di dettaglio, povere di rumore e con colori piuttosto realistici; la messa a fuoco è molto rapida mentre non sempre precisissima è la regolazione dell’esposizione, “finezza” di cui però non ci si può lamentare più di tanto su un device da 249 euro che peraltro fa complessivamente bellissime foto.

Come spesso accade analizzando le foto con luminosità meno importante, il dettaglio scende e gli scatti si ammorbidiscono in maniera notevole; non è il rumore a farla da padrone ma proprio la mancanza di nitidezza, segno evidente di un forte lavoro di ottimizzazione post-scatto tipico dell’anima Huawei.

Di sera gli scatti diventano anche un po’ più lenti e spesso ci si ritroverà dinanzi al popup che invita l’utente a “tenere ferma la fotocamera” per qualche istante al fine di avere una foto migliore. L’app fotocamera è completa, propone tante opzioni e modalità di scatto; ci sono HDR e Pro-Mode, c’è il riconoscimento dei volti, non manca la modalità “bellezza” e vi sono anche numerosi filtri pre-applicabili. Se non fosse per i rallentamenti di cui abbiamo già abbondantemente scritto in precedenza, sarebbe da promozione a pieni voti.

Per nulla memorabili i video che di default vengono registrati a 720/30p ma che dalle impostazioni è possibile portare a 1080/30p. Buona la fotocamera frontale da 8 megapixel dotata anch’essa di lenti f/2.0: gli scatti presentano un buon livello di dettaglio e pure di sera si riesce ad ottenere qualche selfie interessante. Anche la fotocamera frontale permette di registrare a 1080p.

Niente ricarica rapida, ma la batteria non delude

P8 Lite 2017 può contare su una batteria da 3000mAh che ci mette una vita a ricaricarsi da zero (caricatore da 1A senza alcun software di gestione specifico, quindi mettete in conto almeno 3 ore per arrivare al 100%) ma che nel complesso è in grado di assicurare praticamente sempre un’autonomia sufficiente a coprire la “classica” giornata lavorativa. In nostra compagnia il device in prova non è mai arrivato alle 21 con meno del 25% di carica residua, manifestando un profilo di scarica piuttosto regolare anche variando un po’ i contesti di utilizzo; insomma, sia sotto Wi-Fi (solo b/g/n, quindi niente “ac” né banda a 5 GHz) che sotto connessione dati (4G/LTE a 150Mbps) bene o male si ottiene sempre la stessa autonomia.

Completa la dotazione di sensori (c’è l’accelerometro e non manca il giroscopio), presenti Bluetooth 4.1 LE e NFC, così come c’è la radio FM. La porzione telefonica è, come da tradizione, solidissima: si sente bene, chi ascolta non si lamenta mai e la ricezione è ottima. Criticabile la vibrazione: un motorino poco prestante unito al mix di materiali fa sì che il telefono risulti praticamente impercettibile quando si trova in modalità silenziosa (con vibrazione attiva), soprattutto quando si trova in tasca o in una borsa. La suoneria, d’altro canto, è molto potente anche se l’audio emesso dall’altoparlante non risulta certo memorabile in quanto a qualità.

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