• 11 Settembre 2026 20:12

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GP Spagna, Fp2: Ferrari ancora confusa sul setup della SF-26

Set 11, 2026

Il debutto della F1 sul tracciato cittadino di Madrid ha visto la Scuderia Ferrari scendere in pista con un programma di lavoro serrato, volto a massimizzare i minuti a disposizione durante la prima sessione di prove libere. L’approccio iniziale del team ha previsto l’utilizzo della mescola Medium, evidenziando un livello di aderenza generale superiore alle aspettative su un asfalto ancora privo di gommatura.

Le dinamiche in pista hanno mostrato due interpretazioni differenti da parte dei piloti. Charles Leclerc, storicamente a proprio agio tra i muretti e nelle piste strette, ha trovato un’immediata confidenza con il tracciato, impostando da subito un ritmo incisivo. Lewis Hamilton ha invece optato per una progressione più cauta e metodica, costruendo il feeling con la vettura nel corso di un mini-stint essenziale per assimilare i punti di frenata e le traiettorie ottimali.

Sotto il profilo tecnico, la Ferrari SF-26 ha messo in mostra una piattaforma meccanica di base decisamente incoraggiante. Le indicazioni degli ingegneri dal muretto hanno spinto i piloti ad aggredire con decisione i cordoli, in particolare nella rapida direzionale delle curve 5 e 6: un approccio reso possibile dall’ottima risposta del gruppo sospensivo, che ha permesso di accorciare le traiettorie senza scomporre il telaio.

L’equilibrio generale è apparso stabile, caratterizzato da un anteriore solido, una buona capacità di rotazione e una fase di accelerazione efficace in uscita dalle curve a bassa velocità. L’unico imprevisto nella prima mezz’ora è arrivato da un leggero contatto con le barriere da parte di Hamilton con la posteriore sinistra, episodio privo di conseguenze che non ha interrotto la sessione dell’inglese.

Ferrari non sfrutta a dovere la Soft

Il passaggio alla mescola Pirelli cerchiata di Rosso, coincide con un innalzamento delle temperature dell’asfalto: scenario che evidenzia la necessità di affinare la messa a punto. Estrarre la massima prestazione non è stato possibile: Leclerc ha vanificato un giro potenzialmente buono con un lungo nel terzo settore, mentre Lewis Hamilton ha chiuso un tentativo sporco e privo di linearità.

I riscontri cronometrici della seconda fase si sono rivelati inferiori a quelli ottenuti con le Medie. Questo delta negativo è il segnale inequivocabile che il potenziale di extra-grip offerto dalla mescola più morbida non è stato innescato correttamente, lasciando un margine di studio per i tecnici sia sull’ottimizzazione delle coperture, sia sulla mappatura dell’erogazione ibrida.

In sintesi, la prima ora di attività consegna agli ingegneri una SF-26 dal bilanciamento sano e docile al volante, ma non sfruttata a dovere. La raccolta dati per il setup di base è stata archiviata con successo; l’obiettivo prioritario in vista delle Fp2 sarà quello di centrare la corretta finestra di funzionamento per sfruttare appieno il potenziale velocistico della monoposto.

GP Spagna, resoconto Fp2: Ferrari deve sfruttare meglio il suo potenziale

La seconda sessione di libere si è aperta con una conferma sulle gomme Medium, frutto di un fine-tuning deliberato al simulatore per correggere la propensione rear limited emersa nella sgambata mattutina. Un retrotreno non perfettamente stabile, di fatto, rappresenta sempre un limite intrinseco per l’handling. Per questo il muretto ha cercato di compensare questa debolezza agendo sui manettini.

Tuttavia, la finestra di setup vista al “Madring” appare molto più generosa rispetto a Monza, lasciando presagire un potenziale inespresso una volta centrata la corretta messa a punto. I primi riscontri hanno evidenziato aree di miglioramento specifiche nel primo settore e nelle curve conclusive. Entrambi i piloti hanno lavorato di fino per adattare la guidabilità.

Lo hanno fatto con interventi sui punti di staccata per ottimizzare la trazione in uscita. È in questa fase che si è delineata una divergenza di comportamento tra le due SF-26, suggerendo due approcci di setup differenziati per questa sessione: se da un lato Charles ha lamentato un sovrasterzo eccessivo, dall’altro Lewis si è scontrato con un limite di sottosterzo.

Rientrati ai box per un’attenta analisi dati, i tecnici hanno rimandato in pista le monoposto con gomma Soft. Esprimendo il massimo grip meccanico, le SF-26 hanno usato abbastanza bene le gomme, benché estrarre la massima performance (meglio delle Fp1) non è stato ancora possibile. Mentre il team ci stava lavorando su arriva la red flag per il botto di Lindblad: tutti i pitlane. Nella successiva fase arriva la simulazione di passo gara: Ferrari opta per differenziare il test.

Mescole Soft per Charles, Medium per Lewis. Per le dinamiche di traffico era difficile commentare i tempi sul giro con tanta benzina a bordo. Ciò malgrado le SF-26 erano pulite nel long run, anche se le gomme non sono durate quanto atteso. La vera sfida si sposta ora all’interno del garage e a Maranello: il lavoro notturno al simulatore sarà lo snodo cruciale per deliberare l’assetto definitivo.

GP Spagna, classifica finale Fp2:

POS.
NO.
PILOTA
TEAM
TEMPO / GAP
GIRI
1
12
Kimi Antonelli
Mercedes
1:33.662
24
2
16
Charles Leclerc
Ferrari
+0.113s
26
3
44
Lewis Hamilton
Ferrari
+0.149s
23
4
41
Arvid Lindblad
Racing Bulls
+0.228s
15
5
63
George Russell
Mercedes
+0.337s
25
6
1
Max Verstappen
Red Bull Racing
+0.401s
22
7
81
Oscar Piastri
McLaren
+0.538s
24
8
22
Yuki Tsunoda
Racing Bulls
+1.096s
26
9
31
Esteban Ocon
Haas F1 Team
+1.205s
26
10
30
Liam Lawson
Red Bull Racing
+1.276s
21
11
10
Pierre Gasly
Alpine
+1.297s
21
12
27
Nico Hulkenberg
Audi
+1.398s
22
13
5
Gabriel Bortoleto
Audi
+1.508s
25
14
87
Oliver Bearman
Haas F1 Team
+1.541s
26
15
43
Franco Colapinto
Alpine
+2.224s
22
16
55
Carlos Sainz
Williams
+2.629s
25
17
14
Fernando Alonso
Aston Martin
+3.118s
16
18
23
Alexander Albon
Williams
+3.274s
22
19
11
Sergio Perez
Cadillac
+3.533s
24
20
18
Lance Stroll
Aston Martin
+3.611s
20
21
77
Valtteri Bottas
Cadillac
+4.065s
24
22
4
Lando Norris
McLaren
Senza tempo
2

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