• 13 Settembre 2026 19:37

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GP Spagna: Ferrari tra ritiro e problemi tecnici chiude un weekend sottotono

Set 13, 2026

Il semaforo verde di Madrid si spegne e porta via con sé le speranze di una domenica di gloria per il Cavallino. Quello del Gran Premio di Spagna, si trasforma ben presto nell’ennesimo capitolo di un’annata che vive di fiammate e docce fredde per la Ferrari. Hamilton è costretto al ritiro per un guasto all’impianto frenante, mentre Charles non va altro alla quarta posizione.

Lewis costretto al ritiro per colpa dei freni

Poi si è progressivamente incrinato al sabato e sgretolato definitivamente alla domenica. Weekend che ha lasciato in dote un ritiro amaro e un quarto posto che non soddisfa. Fin dai minuti che precedono il giro di ricognizione , il muretto di Maranello decide di giocare a carte scoperte, diversificando le strategie sulle gomme per massimizzare le opzioni sulla tattica di gara.

Per Lewis Hamilton la scelta ricade sulle mescole Soft, un azzardo calcolato per aggredire fin dai primi metri. Dall’altra parte del box, la SF-26 di Charles Leclerc viene equipaggiata con le Hard: l’obiettivo è chiaro, allungare il più possibile il primo stint sperando in un jolly – una Safety Car o una Virtual Safety Car – che permetta di effettuare la sosta limitando al massimo i tempi persi in pit-lane.

Allo spegnimento dei semafori, Leclerc parte mantenendo la sua posizione, mentre lo stacco frizione del sette volte campione del mondo è ottimo. Lewis sfrutta tutto il grip extra della gomma a banda rossa e si affianca a Verstappen. Un ruota a ruota dove l’inglese non riesce a chiudere il sorpasso, in quanto Max taglia la curva per stare davanti.

Immediata scatta la polemica via radio, che si risolve con la Red Bull che ordina di restituire la posizione. Max si difende sostenendo di essere stato costretto alla manovra per evitare il contatto. Red Bull ha paura della penalità, e tre giri più tardi intima alla vettura numero 3 di restituire la posizione a Lewis. Verstappen esegue, ma poco dopo si materializza l’incubo tecnico.

Via radio, Lewis segnala un problema critico: il pedale del freno è “lungo”. Non è una semplice noia passeggera, ma un campanello d’allarme letale. La SF-26 numero 44 perde drasticamente ritmo, tanto che Max impiega appena mezzo giro per sbarazzarsene, presto imitato anche da Leclerc. È il preludio al disastro. Le repentine regolazioni sul volante suggerite dall’ingegnere di pista si rivelano del tutto inutili.

La vettura rimane letteralmente senza freni. Che si tratti di un collasso idraulico o di un surriscaldamento fatale all’impianto, il risultato non cambia: Hamilton è costretto a rientrare mestamente ai box. Gara finita al settimo giro. L’unica Rossa superstite sul tracciato del Madring è ora la numero 16 di Charles Leclerc, virtualmente quarto e staccato di due secondi dal leader.

Ferrari gioca con una strategia che non serve

La fase centrale della corsa vive di un equilibrio precario. Per cinque giri la situazione si congela: Leclerc imposta un ritmo che ricalca quello di Verstappen, sebbene là davanti Lando Norris e Antonelli dimostrino di avere un passo superiore. Negli specchietti del monegasco si fa intanto minacciosa la sagoma della Mercedes di George Russell, incollato agli scarichi della Ferrari fin dalle prime battute.

La potenziale svolta arriva al quindicesimo passaggio. La direzione gara chiama in causa la Virtual Safety Car per permettere ai commissari di ritirare l’auto di Lance Stroll. È il momento in cui le strategie vengono diversificare. Mentre Antonelli, Verstappen e, un giro dopo, Norris si fiondano in pit-lane per il cambio gomme, la Ferrari decide di tirare dritto.

Charles eredita così la testa della corsa. Una mossa azzardata ma con una logica, considerando l’aspettativa di vita residua delle sue coperture Hard. Al restart, la pista si infiamma. Kimi Antonelli, forte di gomme più fresche, si lancia all’inseguimento del monegasco. In aria libera, però, la monoposto italiana dimostra di poter dire la sua: Leclerc spinge e sa gestire il gap sugli inseguitori.

Eppure l’illusione della leadership sbatte presto contro la dura realtà della matematica e del consumo gomme. Mentre il passo di Leclerc è comunque molto positivo considerando la gomma Hard, la strategia Ferrari si rivela un vicolo cieco. Gli inseguitori diretti (Antonelli, Verstappen e Norris) puntano ormai decisi ad arrivare in fondo senza ulteriori soste, mentre il monegasco ha l’obbligo di fermarsi ai box.

La corsa prosegue e le posizioni di vertice sono cristallizzate. Alla tornata numero 40 Charles chiede lumi al muretto: per cosa stiamo realmente lottando? La risposta è una diretta: “Se ci fermassimo ora saremmo quarti, con 13 secondi da recuperare su Norris“. Senza una provvidenziale Safety Car, la gara non può offrire possibilità di vittoria. L’epilogo di questa strategia si consuma al giro 48.

La Ferrari richiama la numero 16 per l’unica sosta della sua gara, montando mescole Soft per un stint finale di otto giri. Inoltre arriva un cambio di carico all’avantreno di quattro click. Leclerc torna in pista esattamente da dove era partito: quarto, lontano dal terzetto di testa impegnato a scambiarsi sportellate per la vittoria. Non c’era altro da inventarsi e il passo non era buono. C’era un problema che Ferrari ha tenuto segreto.

Malgrado questo, la verità è che all’auto italiana è mancato il ritmo puro per lottare al vertice. La bandiera a scacchi sventola su un fine settimana iberico che archivia la trasferta di Madrid con un pesante carico di rimpianti: un ritiro tecnico bruciante per Lewis e una gara di certo non soddisfacente per Charles. L’amaro in bocca, ancora una volta, la fa da padrone.

GP Spagna, classifica finale:

Pos.
N.
Pilota
Team
Giri
Tempo / Ritiro
Punti
1
12
Kimi Antonelli
Mercedes
57
1:34:23.754
25
2
3
Max Verstappen
Red Bull Racing
57
+4.351s
18
3
1
Lando Norris
McLaren
57
+5.089s
15
4
16
Charles Leclerc
Ferrari
57
+29.116s
12
5
63
George Russell
Mercedes
57
+29.829s
10
6
30
Liam Lawson
Red Bull Racing
57
+86.746s
8
7
43
Franco Colapinto
Alpine
57
+94.281s
6
8
81
Oscar Piastri
McLaren
57
+95.839s
4
9
41
Arvid Lindblad
Racing Bulls
56
+1 lap
2
10
27
Nico Hulkenberg
Audi
56
+1 lap
1
11
31
Esteban Ocon
Haas F1 Team
56
+1 lap
0
12
10
Pierre Gasly
Alpine
56
+1 lap
0
13
5
Gabriel Bortoleto
Audi
56
+1 lap
0
14
22
Yuki Tsunoda
Racing Bulls
56
+1 lap
0
15
23
Alexander Albon
Williams
56
+1 lap
0
16
87
Oliver Bearman
Haas F1 Team
56
+1 lap
0
17
14
Fernando Alonso
Aston Martin
55
+2 laps
0
18
77
Valtteri Bottas
Cadillac
54
+3 laps
0
NC
55
Carlos Sainz
Williams
43
DNF
0
NC
11
Sergio Perez
Cadillac
31
DNF
0
NC
18
Lance Stroll
Aston Martin
12
DNF
0
NC
44
Lewis Hamilton
Ferrari
6
DNF
0

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