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Governo, Salvini: “Pd-M5s già insieme a Bruxelles”. Di Maio: “La Lega rischia di isolarci… – Il Fatto Quotidiano

Lug 18, 2019

L’opinione diffusa è che il tempo si chiuderà il 20 luglio, ultima data utile per sciogliere le Camere e votare a settembre. Ma lui non crede “alla finestra. A parte che non ci sono solo due o tre giorni. Dieci? Neanche, datemi retta, non c’è una finestra così stretta“. Come a dire: se voglio, il governo lo faccio cadere quando voglio. L’avvertimento agli alleati Matteo Salvini lo lancia a giornali unificati da Helsinki, dov’è volato per il vertice dei ministri dell’Interno dell’Ue. Poi su Facebook il nuovo affondo: “5Stelle e Pd? Da due giorni sono già al governo insieme, per ora a Bruxelles”.

Il tasto che al momento scotta di più è l’inchiesta della procura di Milano sulla presunta trattativa condotta da Gianluca Savoini a Mosca per far arrivare alla Lega 65 milioni di fondi russi. Giuseppe Conte ha annunciato che il 24 sarà a Senato a riferire sul caso: “Che ne sa il premier dei presunti finanziamenti alla Lega?”, domanda Salvini in un’intervista al Corriere della Sera. E, poi, sempre su Conte: “Ribadisce ogni giorno che è il presidente del Consiglio. Chi l’ha mai messo in dubbio? Io non mi alzo la mattina dicendo ‘Matteo sei il ministro dell’Interno, accidenti!’”. Sull’inchiesta, si mostra tranquillo: “Possono cercare quello che vogliono, ma non trovano un euro, un dollaro, nulla”. A proposito di Savoini e D’Amico, Salvini spiega: “Io mi fido delle persone che mi sono vicine. Se poi mi si dimostra che qualcuno ha sbagliato, con me paga doppio. La vicenda di Garavaglia, assolto dopo anni di calvario, è eloquente”.

A pesare al momento sui rapporti con l’alleato sono le scelte fatte a Bruxelles: la divaricazione sul voto per l’elezione di Ursula von der Leyen alla Commissione Ue hanno fatto saltare la nomina di un italiano (Giorgetti) a commissario alla concorrenza e agitato ancor di più i non rapporti tra i due alleati, alle prese con i prodromi di una legge di bilancio che si annuncia difficilissima. “Il commissario all’Italia spetta per legge e la Lega ha preso il doppio dei voti degli altri – sentenzia il vicepremier leghista – Ma se i voti non contano, lo sceglieremo su Rousseau“.

Come si fa ad andare avanti, quindi? “Lo chiederò a Conte e Di Maio – risponde il ministro a La Repubblica – gli insulti quotidiani del Pd ci stanno. Ma ogni giorno tre esponenti grillini si alzano e, invece di fare come la gazzella che corre, attaccano me. Attilio Fontana e poi Siri, Rixi, Molinari, Romeo, per qualcuno sono tutti colpevoli e ladri a prescindere, atteggiamento poco democratico”, aggiunge. E avverte: “L’autonomia, la riforma della giustizia, la manovra. Con questi tre passi vado avanti, con tre no cambia tutto“. Teme un ribaltone Pd-5 Stelle se cade questo governo? Fico ci lavora? “Lo chiedano agli italiani. E chi se ne frega di Fico“.

Anche se poi il vicepremier torna sulla questione con un post su Facebook: “Cinquestelle e Pd? Da due giorni sono già al governo insieme, per ora a Bruxelles – attacca Salvini – Tradendo il voto degli Italiani che volevano il cambiamento, i grillini hanno votato il Presidente della nuova Comissione Europea, proposto da Merkel e Macron, insieme a Renzi e Berlusconi. Una scelta gravissima, altro che democrazia e trasparenza”.

“Non ci sono tre no”, ha risposto Luigi Di Maio replicando in diretta su UnoMattina. “Io sono sicuro dell’esecutivo e ritengo ingiusto che ogni giorno si minacci una crisi di governo. Dal mio punto di vista ci sono delle riforme che si devono fare”, ha detto il vicepremier dl M5s. Riguardo al Russiagate in salsa leghista, il capo politico dei 5 stelle assicura: “Se avessi il minimo sospetto che la Lega ha preso soldi dalla Russia non starei al governo con loro“.

Il tema di cui discutere, semmai, è quello dell’Europa. Con la decisione di non votare la Von der Leyen “il rischio della Lega è di isolare l’Italia” nell’Unione europea, “il rischio è di essere come quei paesi che se ha bisogno di aiuto resterà isolato come è stato per la Grecia“. “La Lega ci accusa di aver votato von der Leyen ma mentono – ha proseguito il ministro del Lavoro – c’era un accordo in cambio del commissario, poi hanno capito che non riuscivano ad avere il commissario e hanno cambiato idea”. “Ora però – ha aggiunto – il colmo è che la Lega vuole il Commissario Ue. Ma se ti isoli e voti contro ma chiedi di aver un leghista come suo vice…”

Conte, da parte sua, per la prima volta apre alla possibilità che il governo possa non arrivare a scadenza naturale. Il tema è la presunta trattativa che il M5s starebbe portando avanti per un governo con il Pd. “Confido di potere completare questo faticoso impegno sino al termine naturale della legislatura”, premette il premier in una lettera a La Repubblica. “Se questa esperienza di governo dovesse interrompersi in via anticipata, non mi presterò tuttavia a operazioni opache o ambigue”.

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