• 3 Maggio 2026 9:51

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

Madre e figlia avvelenate con la ricina: pc e telefoni al vaglio dei pm

Mag 3, 2026

AGI – Morirono per un avvelenamento da ricina: si attendono novità nell’inchiesta sul caso di Antonella Di Ielsi, 50 anni e Sara Di Vita, 15 anni, madre e figlia decedute a Campobasso subito dopo lo scorso Natale.

L’inchiesta sugli avvelenamenti da ricina 

La Procura di Larino che coordina le indagini, ha stabilito che lunedì 4 maggio la polizia si recherà di nuovo presso la casa della famiglia Di Vita a Pietracatella, in provincia di Campobasso, per prelevare tutti i dispositivi elettronici (cellulari, computer, tablet, chiavette usb) appartenuti alle due vittime.

Domani il nuovo sopralluogo della polizia 

A svolgere l’operazione saranno gli agenti della polizia scientifica che entreranno nella struttura alle 10 di mattina. I reperti, così come già accaduto per lo smartphone sequestrato il mese scorso ad Alice Di Vita (la sorella 18enne di Sara) saranno affidati al laboratorio digitale della Procura di Campobasso per le successive attività di acquisizione forense che la procura delegherà successivamente con un atto a parte.

Il padre sentito come teste 

Tra le novità dell’inchiesta anche il fatto che Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne, è stato nuovamente sentito dagli agenti della Squadra mobile, in qualità di persona informata sui fatti. La sua deposizione, resa ieri mattina, è durata 4-5 ore.

Indagati cinque medici 

Nell’inchiesta sono stati indagati cinque medici per omicidio colposo per presunte colpe mediche avvenute nella valutazione delle condizioni di salute delle due donne. Per il doppio omicidio (ovvero l’avvelenamento volontario da ricina) gli inquirenti procedono al momento contro ignoti. 

Il medico legale conferma la morte per avvelenamento

La morte delle due donne per avvelenamento, con ogni probabilità da ricina, era stata confermata mercoledì scorso dal medico legale nominato dalla Procura. Su fegato e pancreas “ci sono delle alterazioni compatibili con l’intossicazione acuta. Però non ci sono dei segni specifici per una sostanza o per un’altra. Soltanto l’insieme dei risultati tossicologici, istologici e dell’autopsia ci consentirà di capire la causa del decesso”, aveva reso noto il medico legale Benedetta Pia De Luca. La consulente aveva parlato con i giornalisti al termine degli esami svolti al Policlinico di Bari, relativi ai vetrini istologici con i prelievi effettuati durante le autopsie sui corpi di mamma e figlia dello scorso 31 dicembre e nei successivi esami del 28 gennaio.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close