• 3 Maggio 2026 14:56

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Principe e futuro re, ma soprattutto ricchissimo William

Mag 3, 2026

AGI – Una volta ero lo scapolo più ambito del regno. E anche se è saldamente sposato, William, principe, duca, conte, barone e soprattutto futuro re, difficilmente perderà il titolo di buon partito. L’erede al trono britannico si colloca nel segmento dello 0,002% dei contribuenti più facoltosi della Gran Bretagna. Secondo i dati relativi all’anno finanziario 2023-24, il primo sotto la sua gestione diretta, il Principe di Galles contribuisce al fisco con una cifra stimata fino a 7 milioni di sterline annue in tasse sul reddito.

La ricchezza del futuro sovrano è generata dal Ducato di Cornovaglia, una tenuta storica dal valore di circa 1,1 miliardi di sterline. Istituita nel 1337 da re Edoardo III per garantire l’indipendenza finanziaria dell’erede, la proprietà comprende oggi tra le 2.000 e le 3.000 unità immobiliari distribuite su 23 contee, per un’estensione complessiva che sfiora i 140.000 acri tra terreni agricoli, locali commerciali e diritti costieri.

Il surplus del ducato e la tassazione

Nell’ultimo esercizio, il Ducato ha registrato un surplus record di 23,6 milioni di sterline. Di questa somma, circa 13,5 milioni sono considerati soggetti a tassazione dopo la detrazione delle spese ufficiali. Sebbene non vi sia alcun obbligo legale – in virtù di un accordo siglato dalla regina Elisabetta II con il Tesoro nel 2013William ha scelto di aderire volontariamente all’aliquota marginale del 45%.

 

 

La posizione di Kensington Palace

Un portavoce di Kensington Palace ha confermato la posizione fiscale del Principe: “Il Principe di Galles paga l’aliquota massima di reddito e di plusvalenze su tutti i suoi redditi personali, inclusi gli incassi del Ducato.”

Le polemiche sulla gestione delle finanze reali

Nonostante il contributo fiscale, la gestione delle finanze reali rimane al centro di un acceso dibattito pubblico. Indagini recenti hanno rivelato che il Ducato ha generato profitti imponendo tariffe a istituzioni pubbliche come l’esercito, il NHS (servizio sanitario nazionale) e le scuole per l’accesso a terre e acque di sua proprietà. In risposta alle polemiche del 2024, il principe William ha interrotto la riscossione degli affitti da stazioni di scialuppe di salvataggio, servizi antincendio e campi sportivi scolastici. Tuttavia, permangono criticità legate a asset come la prigione di Dartmoor; la struttura, evacuata da due anni per contaminazione da radon, continua a generare entrate per il Ducato costando ai contribuenti 1,5 milioni di sterline l’anno.

Le richieste di riforma e il ruolo della Crown Estate

La mancata pubblicazione integrale delle dichiarazioni dei redditi da parte di William e di Re Carlo III ha rinfocolato le richieste di una revisione dello status giuridico di tali possedimenti. Norman Baker, ex ministro del Ministero dell’Interno e autore di Royal Mint, National Debt, ha auspicato l’assorbimento dei ducati nella Crown Estate a beneficio del Tesoro pubblico. Secondo Baker: “Queste non sono tenute private. Sono proprietà pubbliche e dovremmo beneficiarne noi, non trattarle come fondi reali per William e Charles,” ha dichiarato, sottolineando la necessità di una gestione che privilegi l’interesse collettivo rispetto alle rendite della Corona.

 

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