C’è chi trova il parabrezza in frantumi, chi non trova più l’auto parcheggiata sotto casa e chi scopre, nel giro di pochi minuti, che anni di sacrifici sono svaniti nel nulla. In Italia il furto di veicoli continua a rappresentare una delle piaghe più diffuse e redditizie per la criminalità organizzata. Nonostante antifurti sempre più sofisticati, chiavi elettroniche evolute e sistemi di localizzazione satellitare, il fenomeno non accenna a rallentare. Anzi, i numeri raccontano una realtà che continua a preoccupare automobilisti, compagnie assicurative e forze dell’ordine.
Secondo i dati riportati dall’Indice della criminalità del Sole 24 Ore, ogni anno nel nostro Paese vengono rubati circa 136 mila mezzi tra auto, moto e scooter. Tradotto nella vita quotidiana significa assistere alla scomparsa di quasi 400 veicoli al giorno. Un dato che conferma come l’Italia rimanga uno dei Paesi europei maggiormente esposti a questo tipo di reato.
Il divario che divide il Paese
La mappa dei furti evidenzia una frattura geografica ormai consolidata. Da una parte ci sono le regioni del Centro-Sud, dove il fenomeno continua a raggiungere livelli allarmanti. Dall’altra il Nord, che nella maggior parte dei casi registra numeri decisamente più contenuti.
La Campania conserva il poco invidiabile primato nazionale con 26.445 denunce in un anno. Alle sue spalle si collocano Lazio e Sicilia, che da tempo convivono con una pressione criminale particolarmente elevata sul fronte dei furti di veicoli.
All’estremo opposto si trovano invece Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta. In queste regioni il numero dei mezzi rubati appare quasi marginale rispetto al resto della Penisola, confermando come il fenomeno sia fortemente legato a specifiche aree territoriali e a reti criminali ben radicate.
Foggia peggio di Napoli
Se si restringe l’analisi alle singole province emergono dati ancora più sorprendenti. Nell’immaginario comune si tende a pensare che Napoli sia il territorio più colpito, ma la realtà è diversa. La provincia con il tasso più elevato di furti di autovetture è infatti Foggia, con quasi 709 casi ogni 100 mila abitanti. Subito dietro si piazza Barletta-Andria-Trani, mentre Napoli occupa il terzo posto della graduatoria nazionale.
Numeri che testimoniano la presenza di vere e proprie filiere illegali capaci di smontare, esportare o reimmettere sul mercato nero le vetture rubate in tempi rapidissimi. In molti casi, infatti, un’auto sottratta sparisce definitivamente nel giro di poche ore.
Un problema che riguarda tutta l’Europa
La situazione italiana non passa inosservata nemmeno a livello continentale. La Penisola occupa infatti il quarto posto europeo per incidenza dei furti di veicoli. Davanti figurano soltanto Lussemburgo, Svizzera e Svezia.
L’Italia supera nettamente Paesi come Francia e Germania e presenta valori molto più elevati rispetto a Spagna e Polonia. Un dato che evidenzia come il problema non sia soltanto locale, ma rappresenti una criticità strutturale che continua a pesare sulla sicurezza e sul patrimonio degli automobilisti.
Assicurazioni e prevenzione
Di fronte a questo scenario, cresce il numero di cittadini che scelgono di tutelarsi economicamente. Secondo le analisi del settore assicurativo, quasi un automobilista su quattro integra la tradizionale Rc Auto con una copertura contro il furto.
Le polizze, però, non bastano. Gli esperti consigliano di evitare aree isolate, non lasciare oggetti visibili nell’abitacolo, chiudere sempre finestrini e portiere e prestare attenzione ai dispositivi elettronici di apertura, sempre più spesso nel mirino dei ladri.
Precauzioni semplici che non eliminano il rischio, ma che possono contribuire a rendere più difficile il lavoro di una criminalità che continua a considerare auto, moto e scooter una delle attività più redditizie dell’intero mercato illegale.