• 11 Settembre 2026 17:07

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Ferrari non rischia, Leclerc con il motore ADUO 1 senza update. Perché?

Set 11, 2026

La storica scuderia Ferrari ha un chiaro obiettivo per il GP di Spagna: cancellare la brutta prestazione di Monza e mettersi alle spalle un fine settimana in cui tutto, o quasi, è andato storto. Un weekend davvero complicato davanti al pubblico di casa, che ha lasciato diversi strascichi tra Hamilton e Leclerc, a causa dell’episodio che ha coinvolto i ferraristi tra curva 1 e curva 2. Oltre a questo, c’è la questione motore.

Ferrari monta sulla vettura di Leclerc il motore ADUO 1

Charles ci ha tenuto a chiarire come la riunione del lunedì sia stata unificatrice, utile per comprendere le rispettive colpe ed evitare in futuro situazioni del genere. Per il momento, almeno qui al Madring, continuano a non esserci regole di ingaggio, sebbene vi sia la volontà di ragionarci su per poi fissare dei paletti che possano garantire margini di errore decisamente più bassi su questioni simili.

Come sappiamo, al giro 3 Leclerc è poi finito a muro alla Parabolica. Un botto davvero violento, scaturito da una perdita di aderenza al posteriore; un testacoda che ha spinto il monegasco contro le barriere ad alta velocità, facendogli subire una decelerazione importante, superiore ai 50 G. Un po’ a sorpresa, pare che il motore e la trasmissione non siano danneggiati.

Una notizia ovviamente molto positiva, considerando che eventuali danni avrebbero comportato una penalità in caso di montaggio di una power unit nuova di zecca. In un primo momento sembrava che la Ferrari avrebbe confermato l’ultima versione del motore sulla vettura di Charles. Poi, oggi, la scelta è ricaduta sulla specifica ADUO 1, dotata del solo update del Gran Premio d’Austria. Scopriamo perché.

Ferrari fa la scelta giusta

C’è una ragione ben precisa dietro alla scelta del team di Maranello. In un primo momento si pensava che ci fossero effettivamente dei danni al motore. Poi, chiacchierando con i tecnici ai box, abbiamo capito che si è trattato di un’operazione cautelativa. Sebbene i test in fabbrica abbiano escluso danni alla powertrain della Rossa, montare il propulsore sulla vettura e scendere in pista non è la stessa cosa.

In questo scenario, manca la totale garanzia di poter escludere eventuali anomalie. Da qui scaturisce la decisione del team: considerando che la pista del Madring non risulta particolarmente severa per l’unità motrice, i benefici derivanti dall’ultimo aggiornamento sarebbero stati minimi. Pertanto, il gruppo diretto da Enrico Gualtieri ha scelto di non rischiare, valutando che l’adozione dell’ultima specifica non avrebbe fatto una reale differenza in termini cronometrici.

Occorre inoltre considerare che l’impiego di un propulsore in dubbio, con il conseguente rischio di una sostituzione in corso d’opera, avrebbe potuto dimezzare il tempo a disposizione durante le prove. Su una pista su cui non si è mai corso, questo scenario avrebbe sottratto minuti fondamentali per l’analisi della monoposto, inficiando il lavoro sul setup di base.

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