F1, Gp Giappone 2016: il venerdì in TV, una noia da cancellare

Lo confesso, da qualche tempo le prove del venerdì erano già difficili da seguire in pista, per cui spesso, andando in circuito, capitava di saltare la prima sessione in quanto non aveva nulla da dire. Rispetto ai tempi in cui fin dal giovedì mattina si era in autodromo a caccia di notizie, chiacchierate e scoop, il tracollo è stato notevole.

Ebbene, visto che si tratta di una giornata di prove libere, in cui ognuno gira con carichi di benzina diversi, particolari che non verranno usati, regolazioni varie per studi interni, raccontare la noia di queste prove riservate agli addetti ai lavori diventa impossibile. Ovvero, per farlo dovresti sapere che cosa stanno provando in che configurazione etc etc.

Ma non lo dicono, per ovvie ragioni, ma bisogna trasmettere in TV per forza l’evento, inventarsi qualcosa da raccontare e da dire sulla giornata, salvo poi essere smentiti il giorno dopo, per cui alla fine rimane una classifica, spesso invariabile fino a domenica, che fa capire in largo anticipo che non cambierà nulla per tutto il week end.

E allora, visto che bisogna coprire con la TV, possibile che nessuno abbia pensato a un formato diverso e a servizi diversi durante queste prove? Parliamoci chiaro, sentire tre ore di commenti sul settore che è migliorato, sulla gomma bianca che non va come la gialla ma che la pista migliora ma se piove cambia tutto però vediamo progressi e via vattelappesca, fa venire il latte alle ginocchia. E’ un problema che hanno le due emittenti nazionali ma anche le altre, ovvero raccontare qualcosa che non si può raccontare perché gli interessati non vogliono raccontarla.

Adesso state lì a menarvela per tre ore di trasmissione, di giri sonnolenti, testacoda qua e là e interpretare il passo gara (come se poi cambiasse qualcosa) con tre telecronisti in cabina, un paio ai box, uno da studio e via così senza poi dire nulla. E’ sbagliato il modo di trasmettere, non dà emozione, non spiega nulla e la colpa è di tutte le parti in causa. Da un lato le TV che hanno pubblico diverso. Gli specializzati devono fare un lavoro diverso rispetto ai generalisti, ma poi alla fine non vedi la differenza se non nelle ore di copertura.

Ma a che serve una sessione di prove di tre ore così se non dici niente? Ad esempio, possibile che non si riesca a fare una sorta di reality della giornata? Invece della diretta inutile forse meglio un format in cui si comincia a seguire il pilota o il meccanico o l’ingegnere durante la giornata, raccontare il dietro le quinte con lo sfondo delle auto che girano e aggiornamenti ogni tanto dei tempi. Capire da un box all’altro il tipo di lavoro.

Che so, fa più libidine sentire via radio Raikkonen che si lamenta perché non ha aderenza, oppure avere immagini tipo cinematografiche del suo box con i tecnici che parlano di test etc (sempre limitando la privacy del team) e passare da un box all’altro per capire se hanno lo stesso problema alla Renault etc? Insomma, dare un segnale di vita, perché spararsi 3 ore di diretta così, magari alzandosi nel cuore della notte, non fa bene a nessuno.

Ma a che serve una sessione di prove di tre ore così se non dici niente? Ad esempio, possibile che non si riesca a fare una sorta di reality della giornata? Invece della diretta inutile forse meglio un format in cui si comincia a seguire il pilota o il meccanico o l’ingegnere durante la giornata, raccontare il dietro le quinte con lo sfondo delle auto che girano e aggiornamenti ogni tanto dei tempi. Capire da un box all’altro il tipo di lavoro

Meglio limitare le ore di diretta se poi quello che serve far vedere non lo fai vedere. Un esempio? Ma quando mai avete sentito o visto in diretta un briefing fra piloti e direttore di gara? Quando mai avete sentito i piloti dirsele di santa ragione o criticare un circuito per i cordoli o altro? Mai. Quello che sarebbe stato bello, è coperto dal segreto. Ci fanno vedere tanto per non farci vedere nulla.

I primi 15 minuti di un briefing tecnico fra le squadre? Vettel e Raikkonen attorno a un tavolo con gli ingegneri che fanno il punto della situazione? O Rosberg che discute con Hamilton su come sistemare la macchina? Ecco, magari meno prove in pista con macchine che girano e più vita vera, sarebbe il modo per non far morire la categoria e dare un senso diverso alla noia mortale che va in onda in mondovisione. Provarci, almeno, dovrebbe essere gratis…